Marta Bregolato eBooks

eBooks di Marta Bregolato di Formato Pdf

EBOOK   9788868053505

Fringe benefits, trasferte e rimborsi spese 2016: Le novità del decreto semplificazione fiscale e della legge di stabilità. E-book. Formato PDF Marta Bregolato   -  Fisco E Tasse Srl, 2016  - 

Aggiornato con le novità del decreto semplificazione fiscale e della legge di stabilità. L’argomento dei fringe benefits, delle indennità di trasferta e dei rimborsi spese al personale (dipendente o collaboratore) è trattato da lungo tempo e malgrado ciò risulta essere un argomento sempre attuale, anche perché periodicamente l’Amministrazione Finanziaria, occupandosi dell’argomento, introduce novità interpretative e applicative. Note spese e fringe benefits costituiscono argomenti delicati e sensibili che necessitano di essere gestiti con particolare attenzione; necessitano di un costante aggiornamento nel tempo soprattutto per i risvolti giuridici, previdenziali e fiscali posti sia in capo al prestatore di lavoro (sia esso dipendente, collaboratore o amministratore di società) sia in capo al datore di lavoro. La valutazione da parte dell’azienda “datore di lavoro” di applicarli e le modalità della loro erogazione destano spesso dubbi, anche di interpretazione delle norme, in merito all’applicazione e all’opportunità di scelta anche in considerazione del loro trattamento in termini fiscali e previdenziali. Con questa guida vogliamo analizzare dettagliatamente i vari tipi di fringe benefits, ovvero delle forme di integrazione alla retribuzione maggiormente adottate nel sistema italiano, rapportandoli e confrontandoli con i diversi tipi di rimborsi spese (ristorni quindi di costi anticipati) o indennità di trasferta. Il nostro percorso passerà per l’esame delle loro caratteristiche intrinseche e dei diversi aspetti amministrativi e fiscali che ne derivano sia in capo al datore di lavoro che in capo al dipendente/collaboratore o amministratore di società. Analizzeremo tutto ciò anche in funzione delle novità introdotte nel 2014 dalla Legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 23 dicembre 2014 – pubblicata in Gazzetta Ufficiale, 29 dicembre 2014, n. 300, supplemento ordinario n. 99) e da ultimo dal Decreto Legislativo n. 151 del 14 settembre 2015 e la Legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 28 dicembre 2015).

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EBOOK   9788891616197

Ravvedimento operoso 2016: Tutte le novità introdotte dalla delega fiscale e dalla legge di stabilità 2016. E-book. Formato PDF Marta Bregolato   -  Fisco E Tasse Srl, 2016  - 

In questa sede, partendo dall’analisi delle motivazioni che hanno suggerito l’introduzione dell’istituto del ravvedimento operoso prima e della sua riforma ora, percorreremo prassi, esempi e modalità di calcolo della sanatoria, avendo cura anche di trattare gli effetti su aziende, privati e pubblica amministrazione. È ormai noto a tutti che negli ultimi anni l’Italia sta attraversando un periodo particolarmente difficile sia in materia di stabilità politica che di stabilità economica. La crisi ha pesantemente colpito quasi tutti i settori; la bilancia tra aziende che nascono e aziende che chiudono o peggio ancora soccombono schiacciate dai debiti è purtroppo drammaticamente a favore di queste ultime. Il debito pubblico cresce vertiginosamente, la gente arranca, sempre più famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese, il numero degli inoccupati, disoccupati o beneficiari degli ammortizzatori sociali quali mobilità, indennità aspi sono sempre di più. In questo contesto anche il contribuente che fino a qualche anno fa, consapevole del proprio ruolo nei confronti dello Stato, con puntualità rispettava i propri impegni ed i propri adempimenti fiscali, fa davvero fatica a mantenere il passo tra i tanti impegni economici e le sempre più pressanti scadenze fiscali. Da qui la distinzione doverosa e politicamente, non solo umanamente, corretta tra gli evasori per principio (ovvero coloro che non intendono partecipare alla spesa pubblica attraverso il pagamento delle imposte, vedi per esempio i così detti evasori totali) e coloro che, pur volendo, non hanno sufficiente liquidità per poterlo fare (evasori di necessità – resi tali dalla crisi). Pagare le imposte, contribuire così al Bilancio dello Stato è un dovere di tutti i contribuenti, cercare che questo risulti quanto più possibile sostenibile ed attuabile diventa dovere dello Stato. In quest’ottica l’istituto del ravvedimento operoso raggiunge due obiettivi: concedere al contribuente “volonteroso” la possibilità di pagare le imposte, seppure rateizzate e maggiorate di sanzione (ridotte) e di interessi ma in tempi più lunghi, e permettere allo Stato la copertura della Spesa Pubblica attraverso un incasso, seppure dilazionato, ma programmato e costante. Un’indagine condotta dall’Associazione Unimpresa, con riferimento alla scadenza dei molteplici adempimenti del 16.2.2015 ha evidenziato come l’81,3% delle micro, piccole e medie imprese non è stata in grado di rispettare i termini per mancanza di liquidità e quindi molto probabilmente faranno ricorso all’istituto del ravvedimento operoso contando quindi, nel momento in cui le disponibilità finanziarie aziendali lo consentiranno, di sanare il ritardo negli adempimenti contributivi e fiscali avvalendosi di sanzioni ridotte. In termini di più immediata comprensione 4 aziende su 5 sono in ritardo con i versamenti fiscali. Delle 122.000 imprese associate a Unimpresa ben 99.186 aziende non è riuscita a far fronte alle scadenze fiscali e contributive. Secondo il Presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, la situazione appare in questo primo scorcio di 2015 ancora più grave di quella accertata nello stesso periodo dell’anno scorso. Ancora “... per le micro e piccole imprese lo sforamento dei termini è una scelta obbligata: la crisi di liquidità non consente ampi margini di manovra e le casse delle aziende, strozzate dalla stretta delle banche sul fronte del credito porta a un vicolo cieco. Spesso si sceglie di lasciare i modelli F24 nel cassetto per avere la certezza di poter pagare gli stipendi...”. La crisi ora colpisce a tappeto tutte le attività e tutti i settori imprenditoriali. La mancanza di liquidità, dovuta alle difficoltà di incassare i crediti, alla riduzione delle transazioni di compravendita, all’incertezza che regna sovrana non solo in Italia ma anche nel comporto economico internazionale, nonché alla stretta delle banche che sempre più spesso negano l’accesso al credito alle aziende, rende quindi di fatto quasi obbligatorio ricorrere a metodi che consentano, con costi ridotti, di sanare i ritardi. Ecco quindi che a maggior ragione assumono importanza le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 in materia di ravvedimento operoso che avrà effetto a partire dal 2015 e che speriamo possa avere un impatto positivo almeno sulla riprogrammazione degli impegni fiscali dei contribuenti.

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EBOOK   9788868052485

Licenziamento e contratto a tutele crescenti: La nuova disciplina del Jobs Act. E-book. Formato PDF Marta Bregolato   -  Fisco E Tasse Srl, 2015  - 

Mai come quando la crisi si fa sentire pressante, così tanto da indebolire un paese produttivo come l’Italia, ci si rende conto che forse gli strumenti normativi a disposizione non sono in grado di rispondere all’emergenza. Ecco quindi che in questi ultimi 4 anni, i vari governi che si sono susseguiti, seppure non senza difficoltà, si sono concentrati per rafforzare e riformare le normative in materia di lavoro. La prima, in ordine di tempo, delle quattro più recenti riforme in materia di lavoro, anche se non da tutti condivisa e in alcuni casi risultata poco adatta, è stata quella del 2012, la legge n. 92/2012 “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” che ha apportato significative novità in materia di disciplina di risoluzione dei contratti di lavoro. Sono stati introdotti una serie di interventi, sotto il profilo sia sostanziale che processuale, in tema di licenziamenti individuali, licenziamenti collettivi, dimissioni, risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, ammortizzatori sociali e rito del lavoro. Le novità introdotte dalla Riforma Fornero in materia di licenziamento ed in particolare in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, sono state rilevanti, basti pensare alla rigida procedura che il datore di lavoro è tenuto ad osservare preventivamente all’attuazione del licenziamento, oppure alla possibilità, in presenza di talune forme di riscontrata illegittimità del licenziamento, di non reintegrare il lavoratore. Queste novità hanno inciso in misura significativa in particolare sulle risoluzioni dei rapporti di lavoro alle quali si applica l’art. 18 della legge n. 300 del 1970. Da qui poi una serie di normative che hanno in qualche modo aggiustato il tiro, tutte con lo scopo di ridisegnare il mercato del lavoro proprio in un momento in cui tutte le certezze si stavano perdendo, dove il tasso di disoccupazione raggiungeva i massimi storici, a confronto di alcuni paesi nella nostra Europa dove invece le assunzioni correvano e corrono velocemente. Ecco quindi il susseguirsi della Riforma Giovannini-Letta, della legge Poletti ed infine, anche se siamo certi che non sarà sicuramente l’ultima riforma, il cosiddetto Jobs Act, il cui impianto normativo si è completato nel corrente mese di settembre con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale degli ultimi decreti legislativi di attuazione. In questo ebook di 84 pagine, analizzeremo gli effetti dei cambiamenti nelle singole fattispecie, cercando di cogliere i riflessi delle stesse sul mondo del lavoro con particolare riferimento alle modifiche intervenute in materia di licenziamenti e conseguentemente di ammortizzatori sociali; prenderemo in esame anche le modifiche introdotte in materia di impugnazione.

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