Mauro Marcantoni eBooks
eBooks di Mauro Marcantoni di Formato Epub
Südtirol: Storia di una guerra rimossa (1956-1967). E-book. Formato EPUB Mauro Marcantoni - Donzelli Editore, 2015 -
«Una pagina della storia recente, italiana ed europea. Una storia dolorosa, segnata da violenze e ritorsioni, da errori ma anche dalla lungimiranza della politica. E nella quale le ragioni del dialogo e della speranza hanno finito per prevalere su quelle dell’odio». Una pagina rimossa della recente storia nazionale, spesso segnata da equivoci e letture riduttive: quella del terrorismo sudtirolese, che interessò per oltre dieci anni (dal 1956 al 1967) un’area ben più vasta della regione Trentino-Alto Adige, dove ebbe il suo epicentro. I semplici numeri – oltre 300 attentati e almeno una decina di stragi evitate in modo fortuito – dimostrano che non fu un fenomeno circoscritto, riconducibile a un esiguo gruppo di nostalgici: seguendo la pressante cronologia dei fatti, il libro racconta il complesso intreccio di ragioni e di contro ragioni che hanno provocato, e alla fine risolto, una drammatica sequenza di esplosioni e di aggressioni che sembrava non aver mai fine. Un intreccio che ha via via visto schierati la politica, l’esercito, i servizi segreti, le diplomazie d’Italia e Austria, e soprattutto i protagonisti locali, sudtirolesi, trentini e altoatesini. Per mettere un po’ di ordine e fare chiarezza in una vicenda tanto complessa e sbrigativamente rimossa dalla memoria collettiva, il volume ricostruisce la genesi del fenomeno terroristico: dalla fase iniziale, spontaneistica e autoctona, a quella organizzata dal Befreiungsausschuss Südtirol (Bas), il principale gruppo terroristico operante per la causa sudtirolese, fino alla fase conclusiva – che fu anche la più cruenta – d’ispirazione neonazista e pangermanista. La riconciliazione tra i gruppi etnici conviventi nella regione Trentino-Alto Adige/Südtirol fu il frutto della lunga e paziente ricerca di una soluzione politica condivisa, che richiese il superamento di posizioni nazionalistiche da un lato, e d’intransigenze ideologiche e localistiche dall’altro. Le affascinanti pagine di questo libro mostrano come l’intera vicenda di questa stagione dimenticata possa oggi essere considerata un esempio virtuoso e attuale: è la storia di come sia stato possibile trasformare un tempo di guerra – con centinaia e centinaia di attentati, con alberghi requisiti e trasformati in caserme, con il coprifuoco e la necessità di visti d’ingresso dall’Austria –, in un tempo di pacifica convivenza e di fattiva collaborazione tra appartenenze, culture e gruppi linguistici diversi.
Vivere al buio. La cecità spiegata ai vedenti. E-book. Formato EPUB Mauro Marcantoni - Edizioni Centro Studi Erickson, 2014 -
Tentare di immaginare come potrebbe essere una vita al buio non è facile. Provare a tenere gli occhi chiusi per qualche minuto, oppure per qualche ora, non basta: essere ciechi è cosa diversa da non vedere. Avere davanti qualcuno che non ci vede, parlarci, ci turba. Immersi come siamo nella cultura dell'immagine, dover interagire con qualcuno che non coglie la nostra apparenza ci spiazza, ci disorienta, ci fa sentire come se dovessimo, il più in fretta possibile, colmare una lacuna, ridurre una distanza, le stesse che noi creiamo e percepiamo. Questo libro è scritto da un cieco e parla di cecità. È probabilmente l'unico modo di spiegare ai vedenti come comportarsi con chi non lo è: come risparmiarsi inutili imbarazzi, superare pregiudizi (soprattutto quelli che siamo certi di non avere), instaurare relazioni alla pari. Il migliore approccio alla diversità — qualunque sia la sua natura — è quello di riconoscerla in quanto tale, considerandola una risorsa, un segno che non uniforma agli slogan politicamente corretti («siamo tutti uguali») né agli stereotipi dispregiativi («gli sfortunati handicappati»). Vivere al buio è un sussidiario, un galateo a uso e consumo dei vedenti: perché vivano, lavorino, si rapportino con i ciechi senza ansie e paure, senza confinarli in quel recinto delle particolarità che rende fittizia e forzata la relazione umana che per sua natura deve essere reciproca, diretta, empatica e libera. «Vivo al buio da quando avevo otto anni. Sono cieco. Un'esperienza dura, estraniante, dolorosa, ma che non ha mancato mai di sorprendermi. All'inizio è stato traumatico. Per un bambino catapultato, per lo scoppio di un ordigno bellico, in un mondo oscuro, minaccioso, deprivato dei riferimenti consueti, esisteva il rischio di lasciarsi morire. Non nel senso fisico, ovviamente, ma psichico: ed è difficile capire quale dei due sia il peggiore. Questo, però, non è accaduto perché vivendo in un paesino di campagna ho trovato subito la solidarietà e il sostegno dei "compagni di gioco del vicolo". Poi gli anni sono passati e ho cominciato a capire la via da imboccare: smettere di sperare in un'impossibile guarigione e accettare il buio come condizione obbligata su cui costruire la mia seconda vita. La paura ha cominciato ad affievolirsi e il desiderio di rinascita a prendere lentamente forma nel nero delle mie giornate. Un mutamento misterioso, quasi sottotraccia, accompagnato da piccoli stratagemmi diventati esercizi di tenacia quotidiana. Un mutamento che ha avuto bisogno di un grande impegno personale, ma anche di un ambiente inclusivo, competente e motivante…» Dalla presentazione di Tommaso Daniele