Nicola Savino eBooks
eBooks di Nicola Savino di Formato Mobipocket
Dal cortile. E-book. Formato Mobipocket Nicola Savino - Europa Edizioni, 2018 -
“Nei miei anni di attività politica, ho maturato la convinzione che questo modello sia il migliore possibile, fintanto che riesce a rimanere in un perfetto equilibrio fra passato, presente e futuro; nel momento in cui l’attenzione ad uno di questi tre elementi dovesse prevalere sugli altri, questa perfetta arte (come io considero la politica) smette di essere tale. Se la classe dirigente dà troppa attenzione al passato, ecco che si scade nella visione nostalgica, conservatrice di un tempo che non può tornare; se l’attenzione al presente diventa centrale, il rischio di cadere nelle trappole opportunistiche e clientelari diventa troppo forte, quasi impossibile da schivare; se ci affidiamo troppo alle visioni del futuro, rischiamo di chiuderci in un’utopia, bellissima e sognante, ma fumosa, e probabilmente mai realizzabile. La piccola comunità, il territorio circoscritto, rappresentano forse la fucina più efficace per forgiare questo perfetto equilibrio, poiché il cortile, come amo definirlo, tende sempre a far valere i processi che nascono dalle sue peculiarità, a dar loro importanza e metterli al centro: contribuisce sempre a individuare nuove tendenze positive, o a invertire quelle negative; operazioni che, in una fase tanto delicata e importante per la democrazia, caratterizzata da enormi cambiamenti e spostamenti di asse di valori, si rivelano fondamentali per la riscoperta della centralità della politica nello sviluppo sociale.”
La vendetta della Natura e la grande moria - 23 novembre 1980. E-book. Formato Mobipocket Nicola Savino - Robin Edizioni, 2015 -
“La vendetta della Natura e la grande moria”, che dopo «Nacque al mondo un sole» e «La battaglia di Poitiers» chiude la trilogia “Flashback sull’Evo di Mezzo”, vuole essere implicitamente, sul percorso dei drammatici eventi che caratterizzarono la prima metà del secolo decimo quarto, un monito agli uomini della nostra epoca, tesa a edificare una civiltà uniformata e globale, avida di potere e di possesso, sul rischio che la vendetta della Natura, devastata e brutalizzata dall’uomo, è sempre onnipresente, col suo carico escatologico di distruzione e di morte. Erano le 19.34 del 23 novembre 1980, una domenica come tante, quando la terra sprigionò di schianto, in un minuto e mezzo, un’energia equivalente all’esplosione di un milione di tonnellate di tritolo, su un’area dell’Appennino meridionale, a cavallo tra la Campania e la Basilicata, e fu l’apocalisse.