Oleg Pavlov eBooks
eBooks di Oleg Pavlov di Formato Mobipocket
Capitano della steppa. E-book. Formato Mobipocket Oleg Pavlov - Meridiano Zero, 2018 -
Anni Ottanta. Nel pieno della desolata steppa kazaka, il capitano Chabarov presta servizio in una compagnia annessa a una colonia penale dove le notizie arrivano in pacchi di giornali dell’anno precedente e le razioni finiscono col marcire sui camion del reggimento. Chabarov è un comune funzionario del sistema, che ogni giorno affronta le insensatezze di una assurda burocrazia con un’alzata di spalle e un sospiro. Eppure si distingue in mezzo agli altri ufficiali, completamente disumanizzati. Non è un?santo, ma una persona razionale che sente ancora su di sé il peso di una qualche responsabilità.Il suo pragmatismo comincia a vacillare quando un giovane propagandista politico giunto al campo con l’ambizione di “salvare tutti e cambiare il mondo”, disilluso, tenta il suicidio. Ma il capitano si scontrerà con il muro cieco della follia militare. Pianta patate per procurare cibo alla guarnigione e si?ritrova perseguito per questo. Per impedire?che i tuberi vengano saccheggiati mette a guardia dei cani, ma alcuni soldati li ammazzano e se li mangiano. Quando le patate vengono raccolte, dagli alti ranghi viene ordinato che le “provviste non autorizzate” vengano confiscate: il raccolto è lasciato a marcire e il capitano dovrà essere arrestato. Dovesse finire nella stessa prigione in cui ha prestato servizio, la sua vita non cambierebbe poi tanto, a dimostrazione che c’è ben poca differenza tra la vita del carceriere e quella del carcerato.Dipingendo a pennellate lievi ma incisive la dissoluzione di un “Imperium” negli anni antecedenti al crollo definitivo del colosso sovietico, Pavlov naviga abilmente sul filo del rasoio fra commedia nera e tragedia, rendendo la sua narrativa molto più umana, universale e seria di quanto potrebbe fare la satira.
Il caso Matjušin. E-book. Formato Mobipocket Oleg Pavlov - Meridiano Zero, 2018 -
La trilogia “Racconti degli ultimi giorni” di Pavlov è un’opera semiautobiografica dai toni incisivi e universali, degna di rientrare a pieno titolo nella grande Letteratura Russa. Un resoconto realistico e lirico – composto da tre romanzi brevi narrativamente indipendenti – cadenzato da un delicato black humour, capace di immergerci nei tragici abissi in cui l’Esercito Russo è sprofondato negli anni della dissoluzione dell’Impero Sovietico. Un ragazzo costretto a prestare servizio militare per due interi anni doveva da un lato sopravvivere a risse interne ed estorsioni da parte di superiori e commilitoni, dall’altro fronteggiare estremi disagi e un’insensata violenza istituzionalizzata. Matjušin è un giovane uomo spinto dalla brutalità famigliare e poi militare in un’inesorabile spirale di perdita di senso e follia. Dopo un’infanzia in un ambiente domestico dove prevale “una pungente paura, contaminata dall’amore”, viene coscritto come guardia carceraria in una colonia penale dell’Asia Centrale, e la narrazione si fa gradualmente più allucinata, cupa e claustrofobica. La sua esperienza è una litania selvaggia di surreali insensatezze, negligenze e soprusi. Scene vividamente dolorose sono controbilanciate da un sognante senso di distacco, e il romanzo, piuttosto che nel ferino mondo che lo circonda, si sviluppa nei paesaggi interiori del protagonista, ai confini dell’infermità mentale. Sullo sfondo di una vita quotidiana che non differisce affatto da quella degli stessi prigionieri, girone dopo girone Pavlov ci porta per mano negli abissi dell’aberrazione e dell’umiliazione. Il “delitto e castigo” di Matjušin emerge così in tutta la sua inevitabilità, e la vittima si trasforma in carnefice. Un inferno fisico e sociale, ma soprattutto psicologico, non meno universale di quelli di Dante o Dostoevskij.