Paolo Bertinetti eBooks

eBooks di Paolo Bertinetti di Formato Pdf

Paolo Bertinetti è professore di Letteratura inglese presso l'Università di Torino. Si è occupato del teatro inglese (età elisabettiana, Restaurazione e Novecento), dell'opera di Beckett, della narrativa del Novecento (Graham Greene in particolare), del romanzo di spionaggio e degli scrittori delle letterature in inglese, in particolare di quella indiana. Curatore e autore di numerosi volumi, ha di recente pubblicato:Le mille voci dell'India (Liguori 2002); English Literature. A Short History (Einaudi 2010); Il teatro inglese. Storia e capolavori (Einaudi 2013); Agenti segreti. I maestri della spy story inglese (Edizioni dell'Asino 2015).


EBOOK   9788820744939

La commedia inglese della Restaurazione e del Settecento: a cura di Paolo Bertinetti. E-book. Formato PDF Paolo Bertinetti   -  Liguori Editore, 2011  - 

Il teatro inglese, almeno dalla Restaurazione del 1660 in poi, ha trovato nella commedia la sua voce più vera, il genere in cui meglio si è espresso il genio drammatico e, in fondo, l’animo stesso del mondo anglosassone. Questo volume raccoglie alcune delle commedie più belle della seconda metà del Seicento, la stagione più felice del teatro inglese dopo la prodigiosa fioritura dell’età elisabettiana, e del Settecento: capolavori assoluti stabilmente entrati a far parte del repertorio nazionale inglese e meritevoli di essere conosciuti da noi almeno attraverso la lettura. Con l’augurio che, come in qualche raro caso è avvenuto in passato, anche da noi possano essere applauditi dagli spettatori a teatro. Le commedie, L’uomo alla moda di Etherege, La moglie di campagna di Wycherley, Amore per amore di Congreve, Lo stratagemma dei bellimbusti di Farquhar, Si finge umile per conquistarlo di Goldsmith, La scuola della maldicenza di Sheridan, mai raccolte insieme in un unico volume, sono tutte presentate in nuove traduzioni che ci restituiscono, almeno fin dove è possibile, la grazia briosa e la felicità linguistica dei testi originali.

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EBOOK   9788820762605

Le mille voci dell’India. E-book. Formato PDF Paolo Bertinetti   -  Liguori Editore, 2013  - 

Dall’India e dagli autori indiani sparsi tra l’Europa e le Americhe nel secondo Novecento ci è giunta una varietà straordinaria di romanzi e racconti che costituiscono la parte più affascinante della letteratura in lingua inglese del secolo scorso. Molti di questi autori sono ormai familiari al lettore italiano, da Salman Rushdie al Nobel V.S.Naipaul, da Anita Desai ad Amitav Ghosh, da R.K.Narayan a Vikram Seth. Di loro, e di altri meno noti ma spesso altrettanto sorprendenti, parla questo volume. Con passione e al tempo stesso con rigore critico, fornendo altresì un rapido profilo del contesto letterario da cui le loro opere sono sgorgate.Un padre obbediente di Akhil Sharma (pp. 140-141)“Gli emigranti italiani all’estero, almeno quelli che facevano capo ai vari circoli tricolore (spesso Fiamma tricolore) delle varie versioni di Little Italy, da Toronto a Oakland, da Sydney a New York, ricordavano e coltivavano la memoria di un’Italia che non solo nel frattempo era cambiata, ma che semplicemente non era mai esistita. La lontananza, la difficoltà di inserimento nel nuovo paese, la necessità di fare riferimento ai compaesani giunti prima di loro, faceva loro dimenticare che era la miseria che li aveva costretti a lasciare “l’amata patria”, di cui cantavano le bellezze e le virtù, soprattutto quelle sbandierate durante il fascismo, visto come un periodo glorioso, “perché quando c’era Mussolini l’Italia era rispettata e temuta”.Ancora adesso è spesso così. Ma bisogna anche dire che non solo ora, ma già negli anni Trenta e Quaranta c’era chi aveva un atteggiamento del tutto diverso e sapeva guardare con acutezza e precisione alle magagne (e alle infamie) del Paese che aveva lasciato. Non dico che per gli emigranti indiani valga lo stesso discorso. Certo è che, se può reggere il paragone, Akhil Sharma, l’autore di Un padre obbediente, farebbe sicuramente parte di questo secondo gruppo. Il ritratto che offre dell’India in questo suo romanzo d’esordio è di una durezza spietata, al punto da far pensare che ci sia sotto una trovata editoriale (…) L’India, che ama presentarsi come la più grande democrazia del mondo (la più grande per numero di elettori), viene ritratta qui come la più corrotta democrazia del mondo, dove tutto, dall’elezione dei deputati alla gestione di ogni aspetto della cosa pubblica, è retto sul sistema delle tangenti. E poiché grosso modo la cosa risponde a verità, possiamo immaginare l’indignazione e l’astio di un giovane “americano” la cui famiglia (s’immagina per trovare una vita migliore) ha lasciato quel paese corrotto quand’egli era bambino. Nel romanzo c’è anche la denuncia delle ambizioni imperiali di una dinastia, quella di Indira Gandhi, che già era presente nei Figli della mezzanotte di Rushdie. Tuttavia l’attacco, frontale, senza concessioni, è contro un “sistema”, contro un tipo di rapporto tra politici e cittadini che è assolutamente identico nei due partiti rivali, quello del congresso e il BJP.”

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