Pier Paolo Pasolini eBooks
eBooks di Pier Paolo Pasolini di Formato Mobipocket
Poesie a CasarsaIl primo libro di Pasolini. E-book. Formato Mobipocket Pier Paolo Pasolini - Ronzani Editore, 2019 -
Nel 1942 Pasolini, a vent’anni, comincia la sua strepitosa avventura di poeta con Poesie a Casarsa: una piccola raccolta di poesie scritta nel dialetto friulano di Casarsa. Esordio prezioso, difficile, ma che non sfuggì a lettori di prim’ordine e soprattutto a un critico autorevolissimo come Gianfranco Contini, che riconobbe subito in quel libricino ‘l’odore irrefutabile della poesia’.Poesie a Casarsa fu stampato a Bologna in 375 esemplari dalla Libreria Antiquaria Mario Landi: i suoi testi continuano a figurare nel vasto corpus delle poesie di Pasolini, ma l’umile edizione del ’42 è diventata ormai un libro rarissimo e leggendario della poesia del Novecento, e da tempo meritava di essere riproposto nella sua forma originaria.Per iniziativa del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa, Ronzani Editore ha curato due diverse ristampe di Poesie a Casarsa: l’edizione in facsimile, in 1000 esemplari; e una preziosa nuova edizione tipografica in 500 esemplari, eseguita coi caratteri in piombo della Tipografia Campi di Milano, l’unica in Italia a usare ancora la composizione con macchina Monotype.Entrambe sono accompagnate, in cofanetto, da Il primo libro di Pasolini, a cura di Franco Zabagli, un volume che racconta le vicende di questa rarità bibliografica, con riproduzioni di autografi e antologia critica.Questa edizione digitale viene realizzata per consentire agli appassionati di Pasolini sparsi in tutto il mondo, di godere di questo testo poetico nel suo formato originale e di avvalersi di un testo critico con documenti inediti sul Primo libro di Pasolini.Si consiglia la lettura su uno schermo grande, per godere dell'impaginazione a layout fisso necessaria alla migliore visualizzazione del testo poetico.
L'Odore dell'India. E-book. Formato Mobipocket Pier Paolo Pasolini - Artemide Libri, 2019 -
Il 31 dicembre del 1960 Pier Paolo Pasolini parte con Alberto Moravia viaggiando per la prima volta in India. L’occasione è partecipare ad un convegno per la commemorazione del centenario della nascita di Tagore che si tiene a Mumbai, un soggiorno che durerà sei settimane. Moravia sarà inviato per conto del “Corriere della sera”, Pasolini del “Il Giorno”, il 16 gennaio saranno poi raggiunti da Elsa Morante. Da questo primo viaggio, Moravia raccoglierà i suoi articoli in “Un’idea dell’India”, mentre Pasolini trascriverà le sue impressioni in questo piccolo volume, un diario di viaggio diventato con gli anni un vero e proprio libro di culto. Pasolini si aggira attento e curioso nella realtà caotica e affascinante del subcontinente indiano, osservando i gesti e le movenze della gente, seguendo i colori dei paesaggi e soprattutto l'odore della vita, «di poveri cibi e di cadavere che, in India, è come un continuo soffio potente che dà una specie di febbre». I templi di Benares, le notti di Bombay, le rive del Gange, tutto l'incanto di una terra ammaliante, impenetrabile e, insieme, l'orrore dell'esistenza che vi si conduce ci vengono restituiti con l'originalità di visione di uno dei nostri più grandi scrittori. Pasolini approccia l’India da un punto di vista colto, ovviamente, ma anche emotivo: è la prima volta che vi si reca, anche se ha già visitato altre realtà del terzo mondo, e ne rimane travolto. Non ha paura di immergersi in quella che nelle guide di solito banalmente si chiama la “vera India”: esce la sera, spesso da solo, a camminare, confrontandosi amichevolmente con le mille situazioni umane che incontra, mai sottraendosi al reale putrido e patetico di quel Paese. Si imbatte così in un’improvvisa chiacchierata con dei giovani senza dimora pronti a divorare gli avanzi di cibo gettati dal ristorante del suo albergo, nell’odore di poveri cibi e cadaveri, nei mille colori dei sari, nella solennità coloniale della Porta dell’India, nell’orrore ma anche nel fascino di certe morti sul fiume sacro, nelle centinaia di corpi dei mendicanti sporchi e vestiti di stracci che dormono per le vie della città, nelle brevi intense amicizie con ragazzini di strada che gli lasceranno il segno nel cuore. Poi torna in stanza, e scrive, riflette, approfondisce argomenti: parla di religione, borghesia, politica, cultura.Sopra a tutto, comunque, Pasolini esprime pietà e compassione; l’aspetto che sempre sottolinea è la dolcezza, il sorriso docile e a volte rassegnato dei suoi abitanti, gli occhi ridenti.