Pietro Pomanti eBooks
eBooks di Pietro Pomanti di Formato Pdf
Le metamorfosi delle associazioni di tipo mafioso e la legalità penale . E-book. Formato PDF Pietro Pomanti - Pisa University Press, 2018 -
Si assiste, nel panorama giurisprudenziale, ad un fenomeno di espansione, in chiave interpretativa, del delitto di associazione di stampo ma oso ex art. 416-bis c.p. e, piu` in generale della nozione giuridica di mafia. L’art. 416-bis c.p., infatti, nonostante recepisca in termini giuridici un fenomeno sociologico assai complesso, risulta normativamente connotato da speci ci indici qualitativi e quantitativi. Con il passare degli anni, invero, tali indici sembrano aver perso di intensita` e di signi cato prospettando l’esistenza di nuovi modelli associativi di tipo ma oso , caratterizzati da un generale a evolimento dei requisiti tipici della fattispecie. Questo e` il tema delle piccole e soprattutto delle nuove ma e, e quindi delle metamorfosi dell’art. 416-bis c.p. che si pongono in tensione con la legalita` penale ed i suoi corollari della tassativita` e della determinatezza e/o precisione, nonche´ con il principio di prevedibilita` di matrice europea. Pietro Pomanti, professore straordinario di diritto penale t.d. presso l’Universita` Guglielmo Marconi di Roma nonche´ docente di diritto penale presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali del medesimo Ateneo. Responsabile della Scuola territoriale della Camera penale di Roma per il biennio 2017- 2018, e` membro della redazione Lazio della rivista Archivio Penale. Gia` professore a contratto integrativo di diritto penale presso l’Universita` di Cassino, e` autore di diverse pubblicazioni tra cui le monogra e La concussione (2004), I provvedimenti di clemenza (2002), La esiguita`. Da criterio di selezione della “tipicita` bagatellare” ad indice di selezione della punibilita` (2017) e numerosi contributi nel Trattato di diritto penale dell’impresa (a cura di Astolfo di Amato), I reati contro la famiglia (2006) e I reati contro la pubblica amministrazione (2010, a cura di Francesco Fortuna), Digesto delle discipline penalistiche.
La esiguitàDa criterio di selezione della "tipicità bagatellare" ad indice di selezione della punibilità. E-book. Formato PDF Pietro Pomanti - Pisa University Press, 2017 -
La recente introduzione della clausola di speciale tenuità del fatto prevista dall’art.1 31 bis c.p. porta alla ribalta il tema dell’esiguitàdell’illecito, trasformandone le funzioni nella teoria generale del reato.L’esiguità, infatti, da mero indice quantitativo del reato e criterio di confine della tipicità, viene a mostrarsi non più solo come indice di selezione di un modello di reato tenue, ma anche come criterio rivolto sia al legislatore sia all’interprete, diretto alla selezione della punibilità.Al centro della riflessione si pone l’offesa, quale nucleo essenziale del reato, che affronta le tematiche principali relative ai criteri di esiguità ed alle clausole di irrilevanza, al fine di tracciare, se possibile, i confini tra la particolare tenuità del fatto e la irrilevanza sostanziale.Ripercorse le principali questioni inerenti al principio di offensività ed alla teorica del bene giuridico, l’attenzione si rivolge dunque alla dimensione minima dell’offesa.Difatti la graduazione dell’offesa e degli ulteriori elementi del reato, ma anche il principio di meritevolezza della pena e di proporzione, l’ipertrofia del diritto penale, la deflazione nel sistema penale, l’esperienza maturata nel processo minorile ed avanti al giudice di pace penale, nonché la introduzione dell’art. 131 bis c.p. sono gli ulteriori temi affrontati nel presente lavoro, finalizzato ad evidenziare i tratti qualificativi dell’esiguità e le sue manifestazioni, sia in senso qualitativo che quantitativo, nella struttura del reato.
La circolarità dei modelli nello statuto penale della pubblica amministrazione - e-Book. E-book. Formato PDF Pietro Pomanti - Giappichelli Editore, 2022 -
La circolarità dei modelli nello statuto penale della pubblica amministrazione è una monografia scientifica che affronta il tema dei labili confini tra i reati contro la pubblica amministrazione ed in particolare tra le corruzioni. La disciplina dei reati contro la pubblica amministrazione, difatti, si mostra oramai come un microsistema “in perenne movimento”, in piena espansione che risente, più in generale, di quella attuale (e criticata) tendenza del diritto penale ad ampliare il proprio raggio di azione attraverso un costante processo estensivo, a livello normativo ed ermeneutico, in una società sempre più complessa, «liquida», in continua trasformazione. Così, negli anni, si è assistito a una «deriva» del microsistema verso la repressione e, più in generale, verso una conformazione oscillante da tempo tra una apparente “specializzazione” delle norme incriminatrici ed una “generalizzazione” della materia. Da qui un microsistema governato da uno statuto “a geometria variabile”, tanto quanto è «variabile» la normativa in tema e l’interpretazione della norma penale. Il risultato di questa condizione è la presenza di un sottosistema all’interno del quale circolano una serie di modelli dai tratti incerti, assai simili, allineati sul piano sanzionatorio e dai confini sempre più evanescenti, i quali prospettano, di fatto, un modello unico di corruzione che tutto contiene e punisce, prodotto di una progressiva ed inesorabile opera di destrutturazione ed ibridazione del microsistema e dei relativi modelli. Da qui la dedotta circolarità dei modelli nello statuto penale della pubblica amministrazione.