Primo Mazzolari eBooks

eBooks di Primo Mazzolari di Formato Pdf

PRIMO MAZZOLARI (Boschetto [CR] 1890 - Cremona 1959) viene ordinato sacerdote nel 1912. Nel 1932 è nominato parroco di Bozzolo, luogo definitivamente legato al suo nome. Pacifista sensibile alla causa degli oppressi e alla prospettiva ecumenica, anticipò molte posizioni del Vaticano II dalle pagine del suo giornale Adesso e nei suoi libri. Agli scritti di don Primo Mazzolari le EDB hanno dedicato la ristampa integrale delle annate di Adesso e un'intera collana ormai esaurita, di cui sono stati da poco ristampati: Rivoluzione cristiana; Della fede - Della tolleranza - Della speranza; La parola che non passa; Lettere al mio parroco; La Via crucis del povero; Lettere ai familiari. Sono inoltre già state pubblicate le nuove edizioni ampliate e con inediti di Diario. I (1905-1915); Diario. II (1916-1926); Diario III/A (1927-1933); Diario III/B (1934-1937), Diario IV (1938-25 aprile 1945), nonché l'edizione critica de Il compagno Cristo (2003), Discorsi (2006), I preti sanno morire (2007), Impegno con Cristo (2007), Lettera sulla parrocchia - La parrocchia (2008) e La pieve sull'argine - L'uomo di nessuno (2008).
EBOOK   parola_poveri

La Parola ai poveri: A cura di Leonardo Sapienza. Con un testo autografo di papa Francesco. E-book. Formato PDF Primo Mazzolari   -  Edb - Edizioni Dehoniane Bologna, 2017  - 

«Ci farà bene leggere e meditare queste pagine molto attuali di Don Primo Mazzolari, sacerdote coraggioso. Lui ci ricorda che i poveri sono la vera ricchezza della Chiesa, i poveri sono l’unica salvezza del mondo! Chiediamo al Signore la grazia di vedere i poveri che bussano al cuore, e di uscire da noi stessi con generosità, con atteggiamento di misericordia, perché la misericordia di Dio possa entrare nel nostro cuore. Francesco». «Non possiedo niente. La roba non mi ha fatto gola e tanto meno occupato. Non ho risparmi, se non quel poco che potrà sì o no bastare alle spese dei funerali che desidero semplicissimi, secondo il mio gusto e l’abitudine della mia casa e della mia chiesa. Non ho niente e sono contento di non avere niente da darvi. Intorno al mio Altare come intorno alla mia casa e al mio lavoro non ci fu mai “suon di denaro”: il poco che è passato nelle mie mani – avrebbe potuto essere molto se ci avessi fatto caso – è andato dove doveva andare. Se potessi avere un rammarico su questo punto, riguarderebbe i miei poveri e le opere della parrocchia che avrei potuto aiutare largamente: ma siccome ovunque ci sono poveri e tutti i poveri sono del Signore…».

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