Renato Fucini eBooks

eBooks di Renato Fucini di Formato Pdf

Renato Fucini (1843-1921), dopo la laurea in Agraria, cominciò a frequentare lo storico Caffè dei Risorti e a comporre sonetti in vernacolo, che prendevano spunto dagli aneddoti degli avventori del locale. La sua prima raccolta, Cento sonetti di Neri Tanfucio, pubblicata nel 1872, fu accolta con grande successo di pubblico, e gli valse la nomina a ispettore scolastico. Con i racconti de Le veglie di Neri, pubblicati per la prima volta nel 1882, ottenne un riconoscimento universale, tanto da essere considerato lo scrittore toscano per eccellenza. Nel 1916 venne eletto socio dell'Accademia della Crusca.
EBOOK   9788867088287

Le veglie di Neri. E-book. Formato PDF Renato Fucini   -  Lindau, 2017  - 

Le vicende narrate ne Le veglie di Neri, prima raccolta di novelle di Renato Fucini, traggono la loro origine dall'esperienza venatoria dell'autore. È nel corso delle sue battute di caccia – «di un cacciatore che va cogliendo con le starne di palude anche le storie degli uomini che quei luoghi abitano» – che lo scrittore incontra i propri personaggi, che poi tratteggia con la vivezza della pittura dei macchiaioli a lui contemporanei. Come nota Giovanni Tesio nella prefazione, i racconti di Fucini sono «bozzetti che accarezzano una fisionomia, una storia, e che anche quando toccano la tragedia (perché la tragedia c'è), finiscono per avvolgerla in un'aura sospensiva, allusiva, sempre sentimentale». Una lettura «raccomandabile», non solo perché offre un ritratto vivo della Toscana rurale di fine '800, ma anche perché «Le veglie di Neri – racconto dopo racconto – sono come un vino onesto: limpido di presenza, rubino di colore, forte di struttura, rotondo di corpo, e venato di sentori locali, indigeni, buono per accompagnare carni di selvaggina e adatto a rievocare un mondo che non c'è più, insieme con un autore che – pur allacciato alle sue disillusioni – ci convoca a riconoscere nella sua scrittura un valore di vita, uno spiraglio di luce, un frammento di decoro, di umana e letteraria dignità».

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EBOOK   9788897589082

Storie di paese: Antologia del mondo rurale. E-book. Formato PDF Renato Fucini   -  Festina Lente Edizioni, 2013  - 

Un paese unito nella volontà di erigere un monumento ma che poi si divide al momento di decidere a chi dedicarlo. Un altro che pur patendo la sete non riesce a trovare un accordo su dove posizionare la fonte pubblica (e quindi continua a patirla). Sedicenti esperti cacciatori che dai lasciti corporali rinvenuti nel bosco profetizzano senza ombra di incertezza l’origine dell’animale che li ha fatti. Moribondi che non si decidono ad andarsene perché si compiacciono nell’ascoltare la banda cittadina. Ma anche medici dai metodi sbrigativi, debitori incalliti, signorotti dall’ospitalità esagerata, ciarlatani tuttofare, professori d’orchestra che non sanno suonare e altro ancora. C’è un po’ di tutto nell’Italia rurale che ci descrive l’autore, un’Italia e un mondo che non ci sono più ma che tuttavia ci sono molto vicini e in fondo ci appartengono, perché luogo della memoria e specchio senza veli del nostro essere di oggi. Una raccolta dei più bei racconti di Renato Fucini per scoprire col sorriso sulle labbra com’eravamo ma anche come siamo. L’autore. Scrittore toscano noto anche con lo pseudonimo di Neri Tanfucio, anagramma in puro stile goliardico del proprio nome e cognome, tra fine ’800 e i primi del ’900 l’Italia fu “allagata” dalle poesie e dalle novelle di Renato Fucini che, nate quasi per caso, ebbero un grandissimo successo. Il segreto: uno straordinario spirito d’osservazione in grado di cogliere nel quotidiano la sua naturale vis comica e una scrittura apparentemente semplice e informale, tesa a instaurare un clima conviviale e a riproporre il gusto del conversare alla buona tra amici e del raccontare a braccio. Scrisse di lui Edmondo De Amicis: «L’apparizione di questi sonetti a Firenze fu come lo scoppio di un fuoco d’artifizio. I primi giraron manoscritti ed eran tutti faceti; i seri vennero dopo. Qualcuno li leggeva nelle conversazioni, a mezza voce, in un canto, e la lettura era interrotta ogni momento da uno scroscio di risa... Sulle prime i suoi colleghi trovarono ridicolo che lui, ingegnere, fosse poeta. Tutt’a un tratto si invertirono le parti, e i Fiorentini risero. Perché lui, poeta, faceva l’ingegnere. In meno di tre mesi il nome di Fucini fu popolare».

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