Roberto Della Seta eBooks
eBooks di Roberto Della Seta di Formato Epub
Roberto Della Seta presiede la Fondazione Europa Ecologia e dirige il Festival della transizione ecologica. È stato coordinatore del comitato scientifico e poi presidente di Legambiente, con cui collabora da oltre trent'anni, e parlamentare. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Dal rosso al nero. Cento anni di socialisti e comunisti passati a destra (Franco Angeli 2021); Ecologista a chi? Chiara fama e lati oscuri del pensiero green alla prova del Covid (Salerno 2021);Pacifismi. Storia plurale di un'idea controversa (Mimesis 2025).
Il paradosso verde. E-book. Formato EPUB Roberto Della Seta - Editori Laterza, 2026 -
La crisi climatica è sempre più fuori controllo, le risposte necessarie a fronteggiarla, a fermare il 'grande caldo', sono sempre più impopolari: è questo il 'paradosso verde'! In Occidente la transizione ecologica è vista da molti come un 'massacro sociale', un progetto tecnocratico imposto ai popoli da élite oscure e privilegiate. Gli ambientalisti sembrano afoni o balbuzienti. Come si esce da questo groviglio di problemi? Prima di tutto con un po' di sano fact checking su tante bugie in circolazione, descrivendo la realtà del clima impazzito e illustrando con chiarezza e nel dettaglio i suoi costi che, soprattutto per noi europei, sono vistosi.
Pacifismi: Storia plurale di un’idea controversa. E-book. Formato EPUB Roberto Della Seta - Mimesis Edizioni, 2025 -
La storia del pacifismo, cioè dell’insieme delle dottrine, delle riflessioni individuali e collettive, dei movimenti sociali e di opinione che negli ultimi due secoli si sono riconosciuti in una qualificazione della guerra quale disvalore, è piuttosto una storia di “pacifismi”: vicenda plurale dentro la quale converge una molteplicità di posizioni e di sensibilità accomunate da un sentimento sempre più diffuso di ripulsa verso la pratica della guerra ma tra loro decisamente divergenti, talvolta contraddittorie quanto a motivazioni e premesse culturali. In particolare, nel corso del ’900, al pacifismo delle origini, segnato da un’impronta umanitaria e cosmopolita, se ne affianca uno di tipo nuovo e che in parte risponde a sollecitazioni opposte: non lasciarsi coinvolgere in guerre “altrui” perché “non sono fatti nostri”. Prende così forma un “nazional-pacifismo” – oggi si potrebbe dire un pacifismo “sovranista” –, che negli anni ’30 del secolo scorso ha visto molti nazionalisti francesi, inglesi e americani opporsi nel nome della pace alla prospettiva di una guerra contro i fascismi. È un “neo-pacifismo” destinato a mettere radici profonde e durature nelle opinioni pubbliche occidentali, mostratosi con forza nel tempo attuale in Europa nella diffusa opposizione a forme dirette di sostegno, anche militare, alla resistenza ucraina contro l’invasione russa; ed è una sensibilità che si fonda sul concetto dell’interesse nazionale come criterio di giudizio morale da anteporre a preoccupazioni genericamente e universalisticamente umanitarie.