Rosa Matteucci eBooks
eBooks di Rosa Matteucci di Formato Pdf
Tutta mio padre. E-book. Formato PDF Rosa Matteucci - Bompiani, 2012 -
"Qui non c'è più nessuno." È solo l'inizio di un picaresco e straziante viaggio al termine della notte, a ritroso in un tempo spento e bruciante, alla ricerca dell'impossibile riscatto di una figura paterna speculare e complementare a quella dell'io narrante, che mette in scena con coraggio assoluto il gran teatro di splendori e miserie in una decadenza familiare. È un'Odissea da vertigine nell'Italia in bianco e nero del secolo scorso, smitizzata da una prosa feroce e appassionata, colta e barocca eppur versata alle più impensate contaminazioni fino a farsi stile inconfondibile. Qui Ulisse è un uomo che ha tentato così tante vite da non viverne davvero neppure una, la sua; eppure sa che un giorno la figlia lo renderà davvero un eroe, quale nella realtà mai era stato, nelle pagine di un romanzo destinato a restare, dove il riso più sfrenato suona dal profondo degli abissi della commozione. "Il sacco con le spoglie di mio padre lo caricherò sulle spalle e lo porterò via. Piccola e ostinata come una formica che trasporti la carcassa di un cervo volante. Lo custodirò con cura, mi accaparrerò i suoi resti e la sua memoria."
India per Signorine. E-book. Formato PDF Rosa Matteucci - Rizzoli, 2011 -
Per conoscere l'India bisogna gettarsi almeno una volta nei suoi affollatissimi luoghi di culto. Il viaggio di Rosa Matteucci inizia dalla regione del Kerala, dall'ashram di Amma, una famosa mistica che, in un prodigioso spettacolo di esaltazione collettiva, abbraccia ininterrottamente fino a 18.000 persone al giorno, dispensando loro un pizzico di cenere sacra e una caramella, ai più fortunati anche una mela. La seconda tappa è Tiruvannamalai, dove l'incauta visitatrice viene risucchiata da un'impetuosa processione in onore di Shiva: una fiumana di mezzo milione di pellegrini, tra flagellanti indù, zingari distillatori di arak scatenati al ritmo del Ballo del qua qua, lebbrosi, storpi, vedove scampate alla pira, galli battaglieri, cani spellati e porcellini neri ghiotti di deiezioni umane. Rifugiatasi precipitosamente in albergo, riceve l'imprevista visita di tre scimmiette che fanno irruzione nella sua stanza, la devastano e si danno a pratiche irripetibili con la sua matita per gli occhi. Terzo e ultimo approdo è Mamallapuram, stazione balneare decisamente più a misura di turista, rifugio naturale per gli espulsi dal ventre del subcontinente, per visitatori sfiancati e sconfitti. Frastornata da una realtà che gioca ancora secondo primordiali regole di sopravvivenza, ma disposta a lasciarsi travolgere dalla sua tumultuosa bellezza, Rosa Matteucci consegna una guida letteraria di tranciante irriverenza, e disegna uno spassoso ritratto dell'India e degli occidentali che la frequentano. Il più divertente corpo a corpo che sia mai stato raccontato.
Le donne perdonano tutto tranne il silenzio. E-book. Formato PDF Rosa Matteucci - Giunti, 2013 -
Sul set di un film che non si farà, un Calvario dove Cristo non muore davvero e quindi non risorge, va in scena la storia dei destini incrociati di due donne, un’attrice in cerca di parte e una giornalista free lance, inconsapevoli interpreti di una sceneggiatura senza autore che brancola anelando un lieto fine. In una sola giornata, scopriranno sorte e ragione delle loro sofferenze, dovute a figure maschili accomunate da indifferenza e cinismo, secondo le regole inesorabili di una partita a quattro dove più si truccano le carte e meglio ci si avvicina a quella che sembra una vittoria; sostanziando invece la rovina di chi violi e offenda la capacità delle donne di attraversare indenni ogni fuoco, compreso quello dei sentimenti, sublimati anziché inceneriti dalle umane manchevolezze e dal corso del tempo. Il talento visionario dell’autrice di Lourdes e Tutta mio padre si misura in questo nuovo romanzo con la questione della dissimmetria dell’amore, tra frasi protese nel vuoto come ponti costruiti a metà e quindi incapaci di congiungere distanze che rimangono solitudini. Non c’è finale autentico per una vicenda che inizia nell’assenza di conciliazione e che si dipana tra figure concrete come fantasmi, immagini della storia e della fantasia, esuli dalla letteratura e dalle arti, a inscenare un impensabile carosello, un oratorio terreno, una formidabile danza macabra di musicisti romantici e animali antropomorfizzati, di commedianti senza più parte da recitare ed eroine letterarie di un altro secolo o di nessuno, dove le parole si affilano come armi da taglio, come strumenti di tortura, definitive e irredimibili, fino al grado zero del dolore e alla decantazione della passione: perché anche in queste pagine, cristallizzate in uno stile di assoluta originalità e di potente resa drammatica, le donne perdonano tutto tranne il silenzio.