Sabrina D Alessandro eBooks
eBooks di Sabrina D Alessandro di Formato Pdf
Il libro delle parole altrimenti smarrite. E-book. Formato PDF Sabrina D'alessandro - Rizzoli, 2013 -
C'è un modo straordinariamente rotondo per definire un uomo di bassa statura e alta considerazione di sé: «salapùzio». Una parola poco, pochissimo usata, ma colorita e sonora; quattro semplici sillabe capaci di contenere la complessità di un tipo umano, di raccontarla in modo sincero e immediato, trasformando una realtà sgradevole in allegra catarsi canzonatoria. Aspre o scioglievoli, enigmatiche o lampanti, le parole hanno la capacità di dare voce a cose che altrimenti non vedremmo, creando un'idea dove prima non c'era, e ci consentono di far risuonare la realtà in modo nuovo, diverso. Le parole non solo sono interessanti, ma soprattutto sono piene di bellezza. Dimenticarle, sostituirle, semplificarle è un po' come appiattire la nostra stessa percezione della realtà, rinunciando a sfumature e colori che raccontano e trasformano l'identità delle relazioni umane. Ogni tanto fa bene concedersi un momento di «risquitto», così come variare con una «rùzzola» o un «raperónzolo» i soliti turpiloqui può giovare al fegato e portare la bile a essere meno commossa. Queste parole esistono anche per aiutarci a vedere e a vivere meglio; tornare a usarle, tornare ad apprezzarle e ad amarle non significa solo salvaguardare un patrimonio linguistico, ma alimentare la ricchezza, e l'allegria, del nostro immaginario profondo. Sabrina D'Alessandro
L’artista allo specchio: Percorsi autobiografici del Novecento inglese. E-book. Formato PDF Sabrina D’Alessandro - Liguori Editore, 2011 -
L’artista allo specchio è un viaggio nell’universo interiore di tre autori del Novecento inglese – W. B. Yeats, Virginia Woolf e Stephen Spender – che rappresentarono se stessi utilizzando le forme autobiografiche più diverse, dal saggio al diario, dai memoirs al romanzo, nel tentativo di comporre un io autentico nel quale potessero riconoscersi. Ma l’autoritratto è soggetto agli inganni dello specchio, e l’immagine che ne risulta riflessa è rovesciata: è l’immagine dell’Altro. Un percorso, questo, proprio della scrittura autobiografica del Novecento, ove l’io perde il suo statuto ontologico per mutarsi in un pronome personale fragile, dagli incerti contorni. La scrittura autobiografica può però diventare fertile terreno di sperimentazione trasformandosi, di volta in volta, in maschera stilistica dell’io, come accade nelle Autobiographies di Yeats, oppure in meta-autobiografia – ed è il caso dei Moments of Being della Woolf – o ancora in biografia collettiva, come dimostra World Within World di Spender.