Simonetta Simonetti eBooks
eBooks di Simonetta Simonetti di Formato Mobipocket
Emma e i suoi figli. E-book. Formato Mobipocket Simonetta Simonetti - Argot Edizioni, 2018 -
Emma non è solo una figlia e una mamma, ma vero e proprio architrave di una famiglia che lei stessa disegna a testa alta, tra padelle e stoffe a quadri, tra silenzi e sguardi d’amore che riportano alla gioventù. Questo libro riannoda il tempo, aiutandoci a riscoprire un passato che è parte di noi. Che vive in noi.E così crescevano troppo in fretta i figli di Emma, come il granturco nel campo dietro la casa che, ogni volta sembrava un miracolo, veniva su ricco di grosse pannocchie che, raccolte, avrebbero ricoperto il muro della casa battuto dal sole. Era veramente generosa la campagna, padrona esigente richiedeva fatica e sacrificio ma ripagava puntualmente e senza inganno. La vigna, la selva, i campi e i tanti alberi da frutto sparsi un po’ dovunque facevano parte integrante della famiglia e come tali venivano amati, curati e tenuti in grande considerazione. Il tempo dedicato ai figli si mescolava a quello dedicato alla semina e al raccolto, tutti facevano tutto ognuno con il proprio ruolo distinto per età e per genere di appartenenza.Quando i vari compiti erano assolti i figli di Emma si disperdevano nel paesaggio intorno e li vedevi correre a perdifiato tra risate e grida. I maschi aprivano le braccia e si buttavano sulle sorelle come aeroplani in picchiata facendole scappare a rifugiarsi in qualche nascondiglio o anche in casa dove venivano respinte furiosamente da Emma che era sempre impegnata a fare qualche lavoro e non le voleva dintorno.
Donne scomposte. E-book. Formato Mobipocket Simonetta Simonetti - Argot Edizioni, 2018 -
Elisa, Azzurra, Lucilla, Marta, Anna, Antonia, Emma e Cristina sono le protagoniste di questi racconti che, in modi diversi, soffrono per essere ritenute scomposte, diverse, dall’idea che di loro ha la società in cui si trovano che non approva quello che sono e quello che fanno. La sofferenza che le anima si edulcora a sprazzi di speranza, ma tutte ne rimangono intrise e colpite. Use ad ubbidir tacendo non si addice più alle donne dei nostri giorni eppure per molte, anzi per troppe, questa espressione continua a pesare e ad opprimerle. Fino a pochi anni fa le donne si sono sentite dire, più o meno, che stare composte si addiceva al loro genere come una qualità prettamente femminile e rigidamente richiesta dalla società sia da quella macro sia da quella micro del privato domestico e familiare. E, chi più chi meno, ha ricevuto la stessa dose di consigli e ammonizioni: stai composta, non essere sguaiata, non scalmanarti, ricordati che sei una femmina!