Valeria Lupidi eBooks
eBooks di Valeria Lupidi di Formato Mobipocket
A Voce Grande. E-book. Formato Mobipocket Valeria Lupidi - Youcanprint Self-Publishing, 2016 -
Che significato ha oggi la festa della donna? Viene da chiederselo osservando quanto consumismo ruota attorno alla ricorrenza dell’8 marzo.La storia invece ci racconta di un impervio cammino percorso per raggiungere il riconoscimento di diritti umani, non certo legati al “genere”.Conoscere gli avvenimenti che hanno segnato l’istituzione di questa ricorrenza ci aiuta a comprendere che l’8 marzo non può essere ricondotto a serate danzanti, cioccolatini o saccheggio di alberi di mimosa. È molto di più. È una scalata alla dignità. È la voglia di riscatto. È essere orgogliosi di quello che si è raggiunto.Ma come si può festeggiare le donne e poi ucciderle, schiavizzarle, farle lavorare più degli uomini ma pagarle di meno. Costringerle a coprire il volto, a tapparsi la bocca, a non pensare quando invece è forte la volontà di urlare e di rivendicare il proprio ruolo nella famiglia, nella società, nel mondo.“A Voce Grande” vuole allora essere un inno alla gioia, la voglia di gridare, di sorridere, di cantare… ma vuole essere soprattutto un augurio ed un regalo che l’autrice ed il fumettista vogliono offrire a tutte le donne!
Silenzi. E-book. Formato Mobipocket Valeria Lupidi - Youcanprint, 2014 -
Che cosa accomuna 62 milioni di donne europee? Ricchezza? Povertà? Colore dei capelli? Taglia di vestilo?Niente di tutto questo. 62 milioni di europee, secondo la prima rilevazione statistica europea fatta nei 28 Paesi sono accomunate dalla violenza subita: un fenomeno sociale che interessa donne europee tra i 17 e i 74 anni e costa in Europa una cifra Intorno ai 223 miliardi di euro.I dati sono purtroppo allarmanti, una donna su dre in Europa (non in Afghanistan o in India!) ha subita una qualche forma di violenza, fisica, sessuale, psicologica, economica, domestica, stalking e il terreno si è esteso anche nel mondo on line soprattutto tra le giovani.Un altro dato sconcertante è che le donne non denunciano abbastanza. Le ipotesi di tale reticenza sono diverse: per paura, per vergogna, per sfiducia versu le istituzioni (ovvero verso la polizia, i giudici, i tempi dei processi, i servizi sociali...), per mancanza di un'autonomia economica che permetterebbe loro di liberarsi e allontanarsi da situazioni di violenza domestica, per mancata percezione che quello che accade loro è violenza e può essere fermata.La cosa ancora più grave e poi il fatto che tale violenza, anche senza volerlo, si trasmette alle nuove generazioni: immagini, comportamenei. linguaggi, sino ai programmi ed ai libri obsoleli utilizzati nelle scuole.Cosa possiamo fare? Prima di Tutto non lasciarci assuefare dai ruoli, soprattutto se- questi sono sessisti e contengono stereotipi negativi. Ma Importante è anche formare ed Informare. Sensibilizzare le persone sull'esistenza di questo problema e su ciò che si può fare per uscire da tale spirale.Noi, per fare questo, abbiamo scelta una modalità “leggera”: il femutto. Un mezzo comunicativo semplice ma efficace, che allraverso le immagini è capace di stimolare riflessioni e attivare la coscienza. Un modo per rappresentare le storture della nostra società attraverso un linguaggio “giovane” ma antico, fruibile attraverso i nuovi media, ma con significati che ci ricordano fatti di storia e di cronaca.La nostra è una sfida: la commistione delia tragedia con la commedia.Siamo fiduciosi di vincerla!