Umberto Vincenti eBooks

eBooks di Umberto Vincenti di Genere Diritto di Formato Pdf

EBOOK   9788867415595

Codice dei diritti umani e fondamentaliRaccolta di convenzioni, carte e trattati internazionali con note esplicative. E-book. Formato PDF Umberto Vincenti   -  Pisa University Press, 2015  - 

Il Trattato di Lisbona entrato in vigore l’1 dicembre 2009, che ha modificato il Trattato Istitutivo dell’Unione Europea, ha segnato una svolta storica nel diritto europeo e nel sistema di tutela dei diritti umani e fondamentali. Agli obblighi internazionali dell’Italia derivanti dalle convenzioni esistenti sui Diritti Umani, il Trattato ha infatti aggiunto il riconoscimento del valore giuridico dei trattati alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea ed ha stabilito l’adesione della U.E. alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.La tutela di tali diritti diviene pertanto operante anche all’interno degli ordinamenti dei singoli stati dell’Unione, ma la sua effettività, che ha sempre incontrato resistenze da parte di poteri consolidati nell’economia e nella politica, è soprattutto affidata al diritto vivente creato dalla giurisprudenza delle Corti europee e delle Corti nazionali, e quindi in primo luogo all’impegno di giudici ed avvocati.Questa raccolta dei principali documenti internazionali sui diritti umani e fondamentali di ogni persona rappresenta pertanto un Codice dei Diritti, ed anche un vero e proprio breviario per gli avvocati ai quali spetta la responsabilità di promuoverli nella società e difenderli nelle aule giudiziarie nei confronti di chiunque ne ostacoli l’esercizio o ne violi l’integrità.

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EBOOK   9788860369826

Diritto e menzogna: La questione della giustizia in Italia. E-book. Formato PDF Umberto Vincenti   -  Donzelli Editore, 2013  - 

Scopo di questo libro è avviare finalmente un discorso di verità sull’annosa questione della giustizia nel nostro paese. Il cittadino appare sfiduciato e percepisce come ostile il sistema nel suo complesso. Una legislazione malamente concepita e coordinata che ha finito con il ridurre il diritto a un discorso verboso, a disposizione di interpreti che cercano di forzarlo a vantaggio di interessi di parte. Un’impunità diffusa, agevolata dalle complicazioni processuali e frustrante per il cittadino onesto e osservante. Una formazione professionale difettosa, affidata a università che restituiscono alla società dei tecnici, ma non dei giuristi in grado di percepire i contesti socio-politici da cui le regole scaturiscono e a cui sono destinate. Una magistratura costituzionalmente disegnata più come centro di potere che come potere di servizio, con un tasso di entratura in organi di garanzia eccessivo e sproporzionato. Un’avvocatura a cui la Costituzione ha assegnato la funzione della difesa processuale, ma che non per questo può ritenersi autorizzata ad agire per sviare la retta applicazione della legge. Privati cittadini che usualmente dichiarano il falso per ottenere benefici economici. Così il diritto si fa strumento di alterazione di tutto un contesto storico: può giungere a negare se stesso, divenendo uno strumento di legittimazione di menzogne istituzionali. Ma solo buoni ordinamenti normativi potranno restituirci buone società. Perciò è necessario che si generi, a partire dalle facoltà giuridiche, una robusta opera di riacculturamento. C’è bisogno di operatori più dotti e più eticamente corredati, meno tecnici e meno formalisti: il diritto non può essere un attrezzo per i giochi del potere o una specie di scommessa sul futuro, ma è una promessa istituzionale che va presa sul serio da tutti.

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