Andrea Rapini eBooks
eBooks di Andrea Rapini
Lo stato sociale. E-book. Formato PDF Andrea Rapini - Archetipo Libri, 2011 -
Nel tratteggiare la genesi e lo sviluppo dello stato sociale dalla sua preistoria in età moderna fino agli anni Ottanta del Novecento, il volume seleziona casi e contesti paradigmatici, capaci di esemplificare lo spirito di un intero periodo storico. In questo modo il lettore può disporre di approfondimenti mirati sulle esperienze più significative e di un panorama d’insieme dinamico entro cui collocarle. Lo stato sociale è un’invenzione europea. Anzi è stato giustamente scritto che è un tassello rilevante dell’identità culturale e politica del Vecchio continente. Perciò il libro pone l’Europa al centro dell’attenzione, anche se non mancano riferimenti agli Stati Uniti, che consentono di mettere meglio a fuoco differenze e peculiarità reciproche.
L'antifascismo: Una tradizione generativa (1945-2025). E-book. Formato EPUB Andrea Rapini - Donzelli Editore, 2025 -
«È possibile pensare un antifascismo che non sia solo un residuo nostalgico del passato, destinato ad ammutolirsi davanti alle grandi questioni del presente e all’orizzonte mentale delle giovani generazioni? L’antifascismo va inteso come una promessa di liberazione arricchitasi – in modo generativo – di sempre nuove sfaccettature, ma con un nocciolo invariante: allargare la democrazia, farla vivere nella vita reale delle persone, trasformare i rapporti di potere, parlare a chi sta ai margini». La Festa della Liberazione dal nazifascismo, di cui nel 2025 si celebrano gli ottant’anni, ha sempre diviso gli italiani poiché sancisce l’epilogo di una dittatura ventennale e di una lacerante guerra civile. I conflitti che costantemente l’accompagnano dimostrano la persistenza e la periodica riapertura di quelle ferite: noi ci sentiamo ancora eredi di quel passaggio storico e continuiamo a interrogarci su di esso. Ma cosa ne è oggi dell’antifascismo, nell’Italia con il Parlamento e il governo più a destra della storia repubblicana? Andrea Rapini prova a rispondere a questa domanda affrontando un viaggio nel passato alla ricerca del nucleo profondo che ha reso l’antifascismo vitale, capace di trasmettersi nel tempo, di incontrare nuove generazioni e nuove questioni politiche. Fin dai primi anni quaranta, gli antifascisti compresero che per sconfiggere il fascismo occorreva contrapporre al regime di Mus solini un programma attivo di trasformazione della società, della politica e delle forme di vita. Il loro obiettivo, dunque, era generare una democrazia di massa che programmaticamente abbattesse non solo le ingiustizie e le disuguaglianze del presente, ma anche i nuovi volti dell’oppressione che si sarebbero presentati nel futuro. Questa tensione si rivela fondamentale ancora oggi. In un frangente epocale in cui l’ordine internazionale fondato dopo la sconfitta del nazifascismo sta andando in frantumi, la guerra torna minacciosa e la democrazia si sfibra di giorno in giorno, abbiamo bisogno di riscoprire quel nucleo vitale e di adattarlo alle sfide del mondo globale. Il libro mostra che la riappropriazione dell’eredità dell’antifascismo è già in corso, benché le istituzioni si ostinino a proclamarne la morte.
Lo Stato della felicità: Una storia sociale della Scienza dell’amministrazione in Italia (1875-1935). E-book. Formato PDF Andrea Rapini - Viella Libreria Editrice, 2025 -
Questo libro racconta la genealogia, la vita e la morte – tra il 1875 e il 1935 – della Scienza dell’amministrazione: una disciplina universitaria molto diversa da quella attuale. All’epoca, infatti, si proponeva di ridurre le disuguaglianze sociali con l’ambizione di porre persino il tema della felicità. Cercò di farlo contrastando lo sbriciolamento delle scienze sociali in sottocampi incomunicanti e l’egemonia del formalismo giuridico nelle facoltà di Giurisprudenza e nella cultura dello Stato. Per gli scienziati dell’amministrazione quel sapere – e il liberalismo collegato – era incapace di guidare le élites politiche verso la risoluzione positiva della “questione sociale”. Nel corso di settant’anni, la Scienza dell’amministrazione fu sconfitta e di essa si è poi persa ogni traccia, sepolta dalla nuova identità che la disciplina si è data a partire dagli anni Sessanta del secondo dopoguerra fino ad oggi. Il libro disseppellisce quelle tracce, ricostruisce le condizioni di possibilità di questa sconfitta e mostra i suoi effetti di lungo periodo.