Annalisa Marinelli eBooks
eBooks di Annalisa Marinelli
Autopsia di una felicità mancata. E-book. Formato EPUB Annalisa Marinelli - Iacobellieditore, 2021 -
Perché l'amore è in grado di superare tutti i confini. Un'autopsia senza cadavere, questo è l'inusuale incarico che Arianna D., anatomopatologa alle soglie della pensione vede affidarsi da Giovanna Docra, antropologa di 47 anni, trasferitasi a Stoccolma, con marito e due figli gemelli, in cerca di realizzazione professionale. Si tratta d'indagare quel "qualcosa" che Giovanna sente sia morto a causa di una mancata storia d'amore con un giovane svedese, innesco della propria crisi esistenziale. L'autopsia è svolta con strumenti della biblioteca anziché con quelli consueti del gabinetto medico legale. In un doppio io narrante, è di Giovanna la cronaca dei fatti amorosi che Arianna mette a verbale mentre è quest'ultima che racconta la relazione che si sviluppa tra le due donne. La dettagliata ricostruzione delle vicende impone alla verbalizzante la stessa discesa agli inferi e spasmodica risalita vissute da Giovanna, come in un vero e proprio rito iniziatico. Le 15 settimane di ascolto sempre più partecipato sfociano in una sorellanza grazie alla quale Arianna individua il bandolo della matassa che le consentirà di stendere il rapporto autoptico finale. Identità della vittima, circostanze e cause della morte – in un colpo di scena – trasformano l'autopsia in una sorta di manovra ostetrica aprendo a una rinascita. È un romanzo che parla d'amore e di come la nostra civiltà abbia preteso di normarlo. Parla di lingua e linguaggi, di confini e sconfinamento tra nazioni, culture, età, convenzioni sociali e stagioni della vita. Ma anche tra razionalità e follia. Questo libro ha anche una pagina facebook creata e gestita dall'autrice.
La città della cura: ovvero, perché una madre ne sa una più dell’urbanista. E-book. Formato EPUB Annalisa Marinelli - Liguori Editore, 2016 -
La città della cura è la città dei corpi nella loro plurale vulnerabilità, con le loro relazioni e la loro fame di bellezza. Le nostre città sono ancora molto distanti da questo traguardo. Quello che manca sembra essere proprio uno sguardo capace di partire da un altro paradigma, un modello che tenga conto delle relazioni che reggono in equilibrio l’integrità della vita delle persone.La cura è il paradigma necessario che offre insieme un punto di vista privilegiato sulla città e un modello di governo capace di operare nella complessità cui quello sguardo apre.Non può esserci città della cura senza una civiltà della cura condivisa tra donne e uomini; questo testo ha l’ambizione di scindere le competenze della cura dall’idea di “femminile” e dal destino delle donne e vuole far prendere parola politica alla cura.A partire dall’esperienza della cura è possibile dire una parola autorevole sulla città, sui suoi tempi e i suoi spazi, affrontare il progetto urbano con un sapere differente.
Etica della cura e progetto. E-book. Formato PDF Annalisa Marinelli - Liguori Editore, 2013 -
Nel corso del XX secolo, in diversi ambiti disciplinari, si è condotta una revisione dei paradigmi che erano al fondamento del pensiero moderno occidentale. Oltre a una forte identità di interessi attorno ad alcuni temi principali, raccolti in questo lavoro per sommi capi, si è verificata una convergenza del dibattito verso un nodo nel quale sembrano raccogliersi molti dei timori e delle istanze che animano la nostra cultura: la responsabilità. In proposito le donne hanno dato la loro interpretazione a partire dalla propria specificità mettendo a disposizione l’immensa eredità della sapienza del lavoro di cura che, pur includendo la responsabilità, ne travalica i limiti assumendo l’aspetto di una tecnica/etica. L’ipotesi presa in considerazione in questo saggio, è che questa tecnica/etica possa costituire un modello esportabile anche in architettura. Si rilegge così il lavoro di alcune/i progettiste/i attraverso le categorie della cura: una chiave inedita, utile a gettare luce nei coni d’ombra dell’architettura per fornire nuovi punti di vista e quindi nuovi strumenti di lavoro.Dalla Prefazione di Ida Faré (…) La panchina a dorso di mulo in lucido acciaio fabbricata apposta per impedire il sonno al vagabondo, la grata del marciapiede che imprigiona i tacchi sottili delle scarpe femminili, i comodini di ferro delle camerate d’ospedale che tolgono al malato lo spazio minimo delle cose personali, i gradini troppo alti o troppo lunghi che non tengono conto del passo di un bambino o di un vecchio… potremmo elencare una serie infinita di cose “crudeli” costruite a dispetto del corpo o meglio dei corpi, dei loro movimenti, delle loro imperfezioni. (…) È il corpo invece l’ipertesto complesso e reticolare che con i gesti della vita materiale e quotidiana, misura, accoglie, o squalifica ogni cosa costruita. Ed è con questo sguardo a un’architettura vivente, poiché in relazione ai corpi, che si è affrontato il tema della cura. (…)Anche la cura infatti è un’operazione complessa, dotata di temporalità imprevedibili, che attraverso gesti effimeri produce qualcosa di materiale come la vita dei corpi, è un’attenzione multipla e mutevole, un vero corpo a corpo che di volta in volta stabilisce misure diverse per la sua stessa azione.Tutti questi attributi Annalisa Marinelli ha cercato di accordarli al progetto in architettura, rintracciandoli di qua e di là, prodotti da intelligenze femminili o maschili, come attrezzi preziosi e adatti al mondo che viene. (…)