Antonio Pennetta eBooks
eBooks di Antonio Pennetta
L’entropia. E-book. Formato Mobipocket Antonio Pennetta - Gruppo Albatros Il Filo, 2019 -
“L’entropia, si diceva, è la propensione di qualunque sistema a tendere invariabilmente verso il caos. Ecco, era forse quella la definizione giusta: non malinconia, non apprensione. Ma sensazione eminentemente fisica che tutto, nella mia stanza, esattamente come all’interno del mio corpo e, invariabilmente, persino nel cuore della mia stessa anima, tendeva a disgregarsi verso un caos nero e incomprensibile; inumano”. Il protagonista di questo lungo romanzo è un uomo di 75 anni che temendo di dover sopportare che la propria anima perda la dignità duramente coltivata nel corso di tutta la sua lunga esistenza, imprigionata, come sarebbe, in un corpo che l’estrema vecchiaia non farebbe più rispondere ai suoi ordini – decide di porre fine alla propria vita e, nelle poche ore che lo separano dal gesto estremo – che egli pianifica con cura maniacale nell’intento di mantenere, persino nella morte, una parvenza minima della dignità che egli ritiene abbia conservato in ogni suo gesto – rimesta e reinterpreta l’intero suo passato, manifestando nuovi e, per lui stesso, sorprendenti moti di rivolta del proprio essere contro tutto ciò che è stato, nella certezza che tutto quanto è avvenuto, irrimediabilmente non potrà essere cambiato. È un moto ondoso ora placido, ora irruento, in cui lo spirito si abbandona alla dolcezza di un ricordo, poi s’infiamma, sopraffatto dal rancore o dalla prepotenza del rimorso; infine, s’interroga sul senso dell’esistenza e, quasi senza volerlo, osservando e analizzando quanto di più intimo si è agitato e tuttora si agita nel profondo, solleva lo sguardo, timido, disperato, eppure anelante, alla vastità del Cielo. “L’Entropia” è il trionfo della meditazione; colpiscono la pazienza e l’accuratezza che l’autore ha profuso nel mettersi a servizio del pensiero, per lasciarlo respirare, per dargli la dimensione esatta della pienezza e della compiutezza, per farlo brillare della luce di una verità salvifica e universale. Nato il 21 febbraio 1979 a Taurisano, un piccolo Paese nella provincia di Lecce, Antonio Pennetta ha coltivato sin da bambino il piacere della lettura e della scrittura, interessandosi soprattutto ai classici Francesi, Russi e Tedeschi. Laureatosi nel 2003 in “Discipline Economiche e Sociali” presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi, affianca al lavoro presso una primaria Compagnia di assicurazioni una continua attività di scrittura che lo porta a scrivere tre romanzi, di cui ora viene pubblicato il secondo.
Il superficiale splendore del mare. E-book. Formato EPUB Antonio Pennetta - Booksprint, 2014 -
Secondo di una trilogia di cui costituisce la parte più travagliata e sofferta, il romanzo intende indagare la profondità della solitudine, l’ineluttabilità della morte e, attraverso il dolore che da entrambe si genera, la necessità e l’impossibilità di credere in un Dio che possa salvarci da noi stessi e dal bisogno intimo, morboso e naturale di cedere al dubbio. L’azione si apre in una stanza in cui il protagonista ha appena assassinato la sua ragazza. Viene arrestato, condannato all’ergastolo e chiuso in una cella, in cui conosce gli stadi progressivi e successivi di una solitudine sempre più profonda eppure via via più feconda. L’ineluttabilità della morte, l’idea pressante e quotidiana della sua presenza, l’oscuro sentore del nulla lo condurranno a fare i conti col proprio passato, obbligandolo ad analizzare e progressivamente distruggere tutte le solide infrastrutture che la sua coscienza aveva creato per consentirgli di sopravvivere ai sensi di colpa. Resosi conto che del suo vecchio e solido mondo non è rimasto nulla, capirà che l’ultimo e unico appiglio cui l’anima possa aggrapparsi per non svanire nel terrore del vuoto e del silenzio della morte è Dio. Lo cercherà con ogni mezzo. Lo amerà per blandirlo affinché si manifesti; e lo odierà per l’impossibilità di sentirlo. Ma, ogni volta, la sua razionalità, il dubbio che da essa germoglia, il senso di abbandono e il dolore di una morte precoce e di una vita senza senso, gli impediranno di trovarlo. Sul letto di morte, dovrà scegliere se cedere ad una fede riposante e consolante o morire solo, con la ferita di un dubbio che diventa condizione necessaria di un’anima in continuo travaglio.