Bassem Khandaqji eBooks
eBooks di Bassem Khandaqji
Bassem Khandaqji è nato a Nablus, in Cisgiordania, nel 1983. Ha studiato giornalismo presso la Al-Najah National University di Nablus. Dal 2004 è detenuto nelle carceri israeliane. In carcere ha terminato gli studi universitari, laureandosi in scienze politiche con una tesi in studi israeliani. Nel corso della sua prigionia ha pubblicato tre raccolte di poesie: Rituals of the First Time (2010), The Breath of a Nocturnal Poem (2013) e The Narcissus of Isolation (2017); e tre romanzi: The Eclipse of Badr al-Din (2019), The Breath of a Woman Let Down (2020) e A Mask, the Colour of the Sky (2023). È anche autore di oltre 200 articoli, tutti fuoriusciti dalla prigione clandestinamente e pubblicati con l'aiuto del fratello e della sorella, che li hanno trascritti.
Una maschera color del cielo. E-book. Formato EPUB Bassem Khandaqji - Edizioni E/O, 2024 -
Romanzo vincitore nel 2024 dell’International Prize for Arabic Fiction, il più prestigioso riconoscimento per la letteratura di lingua araba.Bassem Khandaqji è un autore palestinese nato nel 1983. Fu arrestato nel 2004, quando aveva 21 anni, e attualmente è ancora in prigione. Ha pubblicato raccolte di poesie, romanzi e articoli giornalistici.Il protagonista Nur è un giovane rifugiato palestinese che vive nel campo profughi vicino a Ramallah, in Cisgiordania e per il suo aspetto (occhi e capelli chiari) viene spesso scambiato per un ebreo ashkenazita. Si è laureato in archeologia e ha deciso di scrivere un romanzo sulla vita di Maria Maddalena basandosi sui Vangeli gnostici. Ha una corrispondenza clandestina con l’amico d’infanzia Murad, detenuto nelle carceri israeliane, con cui discute spesso di questioni politiche e ideologiche relative all’occupazione israeliana. Un giorno Nur trova nella tasca interna di un cappotto che ha comprato nel mercatino dell’usato di Giaffa una carta d’identità di un cittadino israeliano che ha pressappoco la sua età. Vinto dal desiderio di lasciarsi alle spalle il campo profughi e potersi spostare liberamente per il Paese, visitando i siti archeologici di cui è appassionato, decide di far falsificare il documento apponendo la sua fotografia e di spacciarsi per israeliano, anche in virtù del fatto che padroneggia la lingua ebraica. Riesce a farsi assumere per una missione di scavi nei pressi di Megiddo. La sua falsa identità e la frequentazione dei colleghi allo scavo gli permetteranno di capire meglio la mentalità degli israeliani. Sarà anche l’occasione per creare e approfondire storie di amicizia e di amore. Nel frattempo, porterà avanti un dialogo interno, intenso e spesso doloroso, tra le sue due identità in conflitto: Nur (il palestinese) e Ur (l’israeliano). Un quadro originale della tragedia israelo-palestinese, che ci aiuta a capire lo stato d’animo di una delle due parti in lotta.