Carmine Pacente eBooks
eBooks di Carmine Pacente
L’Europa delle Città: Milano capitale: Fondi, coesione e sviluppo nell’Unione europea. E-book. Formato PDF Carmine Pacente - Egea, 2017 -
Il protagonismo delle città e delle aree metropolitane si costruisce a partire dalla cornice istituzionale offerta dall’Unione europea: per influenzare decisioni e politiche, per realizzare strumenti e per assegnare risorse finanziarie. Altri contesti – compresi alcuni network extraeuropei – sono per loro natura meno efficaci, rappresentando utili suggestioni o poco più. Da qualche anno a questa parte c’è in Europa un riconoscimento crescente del ruolo delle città nella costruzione europea. La riflessione iniziò alla fine degli anni 90 - non a caso nell’ambito della politica di coesione – unica, vera politica territoriale dell’Unione. Ma è solo di recente, anche grazie all’accordo sull’Agenda Urbana europea del 2016, che le città hanno trovato uno spazio importante. E quest’anno – per la prima volta – la Commissione europea apre un dibattito sul bilancio europeo prima di presentare la sua proposta ufficiale. Una grande occasione quindi – anche per città e aree metropolitane – di influenzarla. Per Milano, area metropolitana a vocazione europea, è essenziale partecipare attivamente alla discussione, non solo perché le risorse europee possono rappresentare una parte importante della spesa pubblica locale (periferie, integrazione sociale, innovazione), ma anche perché l’Europa non può permettersi di costruire un bilancio che non rifletta domande, bisogni e priorità dei “luoghi” più vicini ai cittadini. Il Consiglio comunale di Milano ne è consapevole e – anche attraverso atti formali – ha formulato indicazioni e proposte a Sindaco e Giunta. Anche così Milano diventa una Capitale d’Europa.
La città metropolitana nell'Unione europea: Programmazione comunitaria, esperienze europee a confronto e nuove prospettive. E-book. Formato PDF Carmine Pacente - Egea, 2013 -
Si dibatte da tempo in Italia sulla necessità di riformare assetti istituzionali e amministrativi per realizzare livelli di governo in grado di fornire risposte più efficaci ai bisogni dei cittadini. La discussione sull'abolizione delle province in favore delle città metropolitane nei principali agglomerati urbani sempre più intensa e i governi Monti e Letta hanno più volte sostenuto la necessità di operare in questa direzione. Anche in Europa la dimensione metropolitana è oggetto di attenzione crescente. Molte sfide che l'UE ha di fronte trovano infatti proprio nella dimensione urbana (che quasi sempre travalica i tradizionali confini amministrativi della città, estendendosi all'intero agglomerato urbano) la loro migliore rappresentazione, e si vincono solo in una cornice di politiche e programmi comunitari coerenti, progetti e risorse europee addizionali, per la cui definizione è decisivo il protagonismo del livello metropolitano, oltre che regionale, attraverso strumenti e meccanismi da costruire. La Commissione europea, sin dal documento «Cities of tomorrow: Challenges, Visions, Ways Forward», sostiene che sarà lo sviluppo delle nostre città a determinare il futuro dell'Europa. Obbiettivo della pubblicazione è accendere i riflettori sul rapporto tra dimensione metropolitana e Unione europea (programmazione di politiche, strumenti e risorse), partendo dall'analisi delle proposte di Bruxelles per la nuova programmazione comunitaria 2014 - 2020, e attraverso il coinvolgimento di esperti di importanti realtà (Barcellona, Lione, Stoccarda, Vienna e Zagabria), funzionari della Commissione UE, rappresentanti di network europei di aree metropolitane (METREX), vertici politici e istituzionali europei e locali.
Il ruolo degli enti locali nella programmazione europea. E-book. Formato PDF Carmine Pacente - Egea, 2014 -
È possibile che il coinvolgimento reale – al di là della mera consultazione formale - di enti locali e città, nel processo di programmazione europea a livello nazionale e regionale, possa aiutare a migliorare impatto e utilizzo di opportunità e risorse europee nei territori? E quali autorità locali è più utile coinvolgere (ANCI, città metropolitane, altri livelli)? La Commissione europea ritiene il partenariato uno strumento fondamentale per realizzare la Strategia “Europa 2020” ed esso implica una stretta collaborazione, negli Stati membri, tra autorità pubbliche a livello nazionale, regionale e locale oltre che con il settore privato e il terzo settore. E a questo fine, sostenuta dal Comitato delle Regioni (CdR) e dal Parlamento europeo (PE) ma non dal Consiglio, ha deciso di integrare il regolamento “Disposizioni comuni” con un Codice di condotta europeo sul partenariato (CCEP) proprio per stimolare la partecipazione dei partner al processo di programmazione. La questione si sviluppa lungo il crinale di una tensione costante tra l’esigenza di un approccio top down - che garantisca concentrazione delle risorse - e la necessità di un percorso bottom up - funzionale a ottenere impatto reale di politiche e interventi nei territori - la cui risoluzione è tutt’altro che a portata di mano. Per poter rispondere a queste domande, dopo aver delineato il protagonismo di territori subregionali e aree urbane nella programmazione 2014 - 2020 (capitolo 1), ci siam chiesti quale sia – oggi – il ruolo reale (in contrapposizione a quello teorico) degli enti locali nella programmazione europea a livello nazionale e regionale nel nostro paese (capitolo 2) e in altri casi europei (capitolo 3). La collaborazione di ANCI e di colleghi di importanti autorità locali europee (Lione, Barcellona, Vienna, Budapest) ha consentito un’indagine empirica. L’attenzione del Commissario europeo per la politica regionale, Johannes Hahn, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega agli affari europei, Sandro Gozi, e del Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, sottolineano la bontà della riflessione proposta.