Eric Vuillard eBooks

eBooks di Eric Vuillard

EBOOK   9791257780043

Gli orfani. Una storia di Billy the Kid. E-book. Formato EPUB Éric Vuillard   -  Edizioni E/O, 2026  - 

«Quello che scrivo di Billy, del suo respingere l’affetto, del suo tradire la fiducia di chi lo aiuta, è qualcosa di cui ho ritrovato una traccia oscura dentro di me». Éric Vuillard, intervista su Le Matricule des Anges «Grazie a una narrazione dal ritmo impeccabile e a una potente capacità evocativa, l’autore convince il lettore che la sua versione del mito è la più vera. E noi ci crediamo». Le Figaro littéraire «Di colpo in lui si fece il vuoto, il suo piccolo corpo si contrasse, tremò, e in quell’istante seppe che sarebbe sempre stato solo. Un’angoscia terribile gli risalì dal fondo della pancia. Vide controluce il grugno di Cahill, la morte gli sembrò vicina, vicinissima! Sentì il sole sulla guancia, la sua armonia mortale, la sua bellezza, e gli venne da piangere. Allora le facce dei soldati e dei giovani bovari che facevano cerchio intorno a lui evaporarono nel nulla. La sua mano si fece strada fino alla pistola, e sparò». Billy the Kid fa parte a pieno titolo dell’epopea del West: simboleggia la giovinezza ribelle, l’insofferenza a ogni legge e l’amore per la libertà a tutti i costi, sia pure a colpi di pistola. Un mito abbondantemente confermato e divulgato dal cinema e dalla letteratura, ma che Éric Vuillard smantella ricostruendo il contesto in cui Billy the Kid è vissuto: l’America della frontiera e dei pionieri, che si è servita di fuorilegge e desperados per occupare velocemente il territorio… per poi sbarazzarsene senza pietà una volta completata la colonizzazione. Un racconto avvincente e commovente che fa luce su una delle tante contraffazioni della Storia. Che, come si sa, è sempre scritta dai vincitori. Ancora una volta Éric Vuillard riscrive la storia dal punto di vista degli oppressi, smantellando le finzioni degli oppressori.

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EBOOK   9788833570365

L'ordine del giorno. E-book. Formato EPUB Eric Vuillard   -  Edizioni E/O, 2018  - 

Vincitore del Premio Goncourt 2017.«Erano in ventiquattro accanto agli alberi morti della riva, ventiquattro soprabiti neri, marroni o cognac, ventiquattro paia di spalle imbottite di lana, ventiquattro completi a tre pezzi, e lo stesso numero di pantaloni con le pinces e l’orlo alto. Le ombre penetrarono nel grande atrio del palazzo del presidente dell’Assemblea; ma presto non ci sarà più un’Assemblea, non ci sarà più un presidente, e tra qualche anno non ci sarà più nemmeno un parlamento, solo un ammasso di macerie fumanti».La Germania nazista ha la sua leggenda. Vi vediamo un esercito rapido, moderno, il cui trionfo sembra inesorabile. Ma se alla base dei suoi primi successi trovassimo invece mercanteggiamenti e volgari combinazioni di interessi? E se le gloriose immagini della Wehrmacht che entra trionfalmente in Austria mascherassero un immenso ingorgo di panzer, semplicemente in panne? Una dimostrazione magistrale e agrodolce del dietro le quinte dell’Anschluss presentata dall’autore di Tristesse de la terre e 14 juillet.

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EBOOK   9788833571508

La guerra dei poveri. E-book. Formato EPUB Éric Vuillard   -  Edizioni E/O, 2019  - 

«Gli esasperati sono cosi`, un bel giorno sgorgano dalla testa dei popoli come i fantasmi sbucano dai muri». E´ric VuillardAlcune guerre sono celebri, per esempio le guerre napoleoniche, le guerre d’indipendenza o le guerre mondiali. Di altre non si sa niente: sono le guerre dei poveri, quelle che nei libri di storia del liceo vengono ricordate al massimo come non meglio identificate “rivolte contadine”. Eppure comportavano armi, campi di battaglia, morti e feriti come in qualunque altra guerra. Raccontandoci la storia di Thomas Müntzer (c.1489-1525), prete al tempo degli albori della Riforma e condottiero di disperati, Vuillard ci fa penetrare tra le maglie più strette di quelle sommosse popolari che hanno sconvolto la Germania nei primi anni del Cinquecento e, prima, le campagne inglesi del Trecento e del Quattrocento. L’interessante denominatore comune delle varie guerre dei poveri è che si appoggiano su motivazioni religiose, e non a caso a capeggiarle sono spesso uomini di chiesa, il cui punto di partenza è la Bibbia. Il popolo, da secoli schiacciato dai nobili e dal clero, non ha da sé la forza di ribellarsi, ma la trova quando il predicatore illuminato (o pazzo, o eretico, o fanatico, a seconda dei punti di vista) lo fa riflettere: perché Dio, il dio dei poveri, ha bisogno di tanto sfarzo? Perché i suoi ministri hanno bisogno di tutto quel lusso? Perché Dio è stranamente sempre dalla parte dei ricchi? Domande che all’epoca erano a dir poco sovversive, ma che forse ogni tanto faremmo bene a porci anche oggi.

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