Federica Pellegrini eBooks

eBooks di Federica Pellegrini

Federica Pellegrini è nata a Mirano (Venezia) il 5 agosto 1988. In questo libro per la prima volta racconta tutta la sua storia. La fatica, la passione, che cosa significhi stare davanti ai riflettori dall’età di quattordici anni. Gli allenamenti, gli amori, le sconfitte e le vittorie. Amata e temuta, Federica Pellegrini, la Divina, è stata la duecentista più forte della storia del nuoto e uno dei più importanti atleti che l’Italia abbia mai avuto. Due medaglie olimpiche, diciannove medaglie mondiali, trentasette medaglie europee, centotrenta titoli italiani, undici record del mondo, cinque Olimpiadi con altrettante finali nei 200 stile libero (unica nel nuoto femminile mondiale). Si è ritirata nel 2021, a trentatré anni. Oggi è membro della Commissione atleti del CIO.
EBOOK   9788865973998

Mamma, posso farmi il piercing?. E-book. Formato EPUB Federica Pellegrini   -  Fabbri, 2015  - 

Vive da sola, gira il mondo, sfida se stessa e altri campioni, ha conquistato medaglie e record di nuoto, ma quando decide di farsi il piercing chiede il permesso alla mamma. Ha una passione per le scarpe col tacco alto e i leoncini di peluche. Ha litigato col cibo e con se stessa, si è arrabbiata, ha ritrovato colori e sapori. È gentile, è scontrosa, è malinconica, perché per lei la malinconia "è quasi come un paio di occhiali, che ti fanno vedere le cose che hanno valore". Federica Pellegrini è tutto questo e molto altro ancora. Questo libro-conversazione, fatto di scambi fitti, polemici, ironici con Federico Taddia, è il suo ritratto qui e ora. Una fotografia della Federica diciannovenne, con il suo passato prossimo appena dietro l'angolo e i suoi sogni ancora tutti da inventare.

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EBOOK   9788834613672

Oro. E-book. Formato EPUB Federica Pellegrini   -  La Nave Di Teseo, 2023  - 

Le gare non sono mai state una passeggiata per me, ma quella lotta all’ultimo respiro io la cercavo. Se capivo di dover entrare in acqua e combattere alla morte, l’adrenalina mi scorreva ed ero felice. La condizione ideale per gareggiare era sentirmi un animale braccato. La sera prima di una gara quasi non mangiavo. Era la tensione, certo, ma anche un modo di prepararsi all’assalto, come il lupo che prima di andare a caccia per affrontare la lotta digiuna, dimagrisce. La fame o l’inappetenza non erano solo forme nervose, ma manifestazioni di un atavico istinto al combattimento. All’inizio, quando ero solo una ragazzina, mi sentivo un vuoto dentro che riempivo con le vittorie, ma dopo un po’ non era piu` quello. Da un certo punto in poi l’ho fatto solo per me stessa. Mi chiedevano a chi volessi dedicare le mie vittorie. Le piu` difficili, quelle che arrivavano dopo periodi duri, quelle delle rinascite le ho dedicate tutte a me stessa. Perche´ io ero l’unica a sapere che sacrifici avessi fatto per ottenere quei risultati. Io ero il lupo. Cosa ne sapevano gli altri, chi aveva vissuto anche solo la meta` di quello che avevo vissuto io? Questo fa di me una stronza?

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