Federico Melotto eBooks
eBooks di Federico Melotto
L'arena del duce: Storia del Partito nazionale fascista a Verona. E-book. Formato EPUB Federico Melotto - Donzelli Editore, 2016 -
«Niente cannibalismo e niente politica» era la frase che amava ripetere il federale Giuseppe Frediani, giunto alla guida della federazione fascista veronese nel maggio 1934. Un motto semplice, schiettamente fascista, che nella sostanza riassumeva i nuovi sistemi di gestione del partito voluti da Mussolini e da Achille Starace, tesi a eliminare ogni residuo di politica liberal-democratica che minacciava di riproporsi, nel sistema a partito unico, come «cannibalismo» e «lotta di fazione». La vicenda del Fascio scaligero, detto anche «Terzogenito» perché nato dopo quelli di Torino e di Genova, fu infatti caratterizzata dal «beghismo» e da lotte intestine al partito e prese corpo nelle piazze della città e della provincia veronese, uscite esangui dalla prima guerra mondiale per merito di uno sparuto gruppo di diciannovisti, fascisti della prima ora, che accolsero e imposero con la forza il verbo mussoliniano. Da lì gli eventi si dipanano passando attraverso la fascistizzazione della società e le dinamiche del consenso. Un consenso plasmato da una classe dirigente periferica rissosa, talvolta corrotta, spesso incapace e arrivista, che fece scempio delle fragili strutture dello Stato liberale. Paragrafo dopo paragrafo, il racconto fotografa i gravi episodi di conflittualità interna, frutto di una deleteria mescolanza tra le peggiori spinte personalistiche dei leader e le motivazioni politico-affaristiche legate al controllo del territorio. In effetti, il fascismo veronese, al pari di molti altri fascismi provinciali, non fu mai realmente pacificato, nonostante i numerosi sforzi compiuti in tal senso dalle gerarchie nazionali.
Un antichista di fronte alle leggi razziali: Memorie 1862-1932. E-book. Formato PDF Federico Melotto - Viella Libreria Editrice, 2022 -
Una storia normale in tempi di criminale anormalità. Questa, in estrema sintesi, la tragica vicenda di Mario Segre, uno dei più promettenti studiosi italiani di epigrafia greca, scomparso ad Auschwitz, assieme alla moglie e al figlio, nella primavera del 1944. Nato trentanove anni prima a Torino in una famiglia di religione ebraica, nel corso degli anni Trenta aveva condotto numerose campagne di studio epigrafico nelle isole italiane dell’Egeo, guadagnandosi la stima e l’apprezzamento di alcuni tra i più illustri antichisti del suo tempo: Gaetano De Sanctis, Alessandro Della Seta, Arnaldo Momigliano, per citare solo i nomi maggiori. Poi, le leggi antisemite volute dal regime fascista sconvolsero la sua vita lavorativa e privata. La storia di questo uomo mite e gentile viene per la prima volta ricostruita integralmente, calandola nel contesto storico in cui Segre si trovò, suo malgrado, a vivere: un punto d’osservazione privilegiato in grado di farci cogliere tutta l’assurda tragicità della persecuzione antisemita.