Fran Ois Cheng eBooks

eBooks di Fran Ois Cheng

EBOOK   9788833974422

Cinque meditazioni sulla morte: ovvero sulla vita. E-book. Formato EPUB François Cheng   -  Bollati Boringhieri, 2015  - 

Nuova edizione aggiornata 2015«Addentrarsi in queste pagine stupende è come abbeverarsi alla fonte radiosa della convivenza umana.»Enzo Bianchi, «ttL-La Stampa»«La vita genera la vita, senza fine»: recita così l’antichissima massima cinese che François Cheng ha calligrafato in copertina. In quei caratteri che «tuonano come colpi di cembalo» una sapienza plurimillenaria ci trasmette intatto il senso del nostro essere qui e ora. Noi viventi ci aggiriamo nell’indissolubile reame di vita e morte, ma l’unico modo per dire pienamente sì alla vita è lasciare che la morte si riveli come la nostra dimensione più segreta e personale, il nostro bene più prezioso. Ecco perché – ci esorta Cheng nella nuova edizione di questo libro – dobbiamo disporci a «integrare la morte nella nostra visione». Con un rovesciamento prospettico che toglie ogni cupezza e temibilità al mistero dei misteri, Cheng fa traboccare di vita le grandi questioni religiose, metafisiche e morali, dal creato alla bellezza alla presenza del male. Gli basta sfiorare le tradizioni di Oriente e Occidente, cedendo spesso la parola ai poeti e in ultimo – quasi un canto mormorato – a se stesso, al proprio pensiero poetante. Nessuna magniloquenza viene a turbare la sua maniera affabile di intrattenere degli amici. Nel tono di Cheng, lontano migrante cinese diventato accademico di Francia, riconosciamo l’universale vitalità dell’appello francescano a «nostra sorella morte».

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EBOOK   9788833974088

Assisi: Un incontro inaspettato. Con il Cantico delle creature di san Francesco. E-book. Formato EPUB François Cheng   -  Bollati Boringhieri, 2015  - 

«Chi d’esso loco fa parole, / non dica Ascesi, ché direbbe corto, / ma Orïente, se proprio dir vuole». I versi del Paradiso di Dante che nominano Assisi, dove «nacque al mondo un sole» chiamato Francesco, sembrano una profezia se letti accanto a questo piccolo, intensissimo libro di Cheng. Qui Oriente e Occidente, tradizione taoista e cristianesimo si riconoscono e si incontrano grazie alla forza universale del santo più amato.A raccontarlo, con una lingua limpida e precisa come una mattina d’estate in Umbria, è un migrante arrivato in Francia dalla Cina. Oggi è una voce importante della letteratura francese, ma quando vide Assisi per la prima volta, nel 1961, era solo un giovane esule spaesato. Quell’incontro inatteso e abbagliante con i luoghi di Francesco lo segnò a tal punto che volle custodirlo nel proprio nome: al momento della naturalizzazione, dieci anni dopo, scelse François al posto del cinese Chi-hsien, «celebrante la saggezza».Le sue origini e il suo approdo si ritrovano così sotto il segno di una segreta alleanza, di cui Francesco diventa l’emblema. In queste pagine non c’è traccia dell’immagine zuccherosa e agiografica del santo mansueto e candido. Cheng lo chiama «il Grande Vivente» e ne percepisce la presenza di «eterno contemporaneo» soprattutto tra le rocce incorruttibili che gli fecero da giaciglio. Per l’intellettuale cinese cresciuto nella geomantica del Tao, l’antica arte di leggere l’energia dei paesaggi, la geografia della santità – l’Eremo delle Carceri, la Porziuncola, San Damiano – rivela da subito un corpo vivo, pulsante. «Ecco il luogo, il mio luogo! È qui che il mio esilio avrà fine!»

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EBOOK   9788833930237

L'anima: Sette lettere a un'amica. E-book. Formato EPUB François Cheng   -  Bollati Boringhieri, 2018  - 

«Se possiamo pensare l’universo, è perché l’universo pensa in noi».Dalla primavera all'autunno: nella magnificenza delle stagioni più rigogliose François Cheng scrive queste sette lettere che mettono in risonanza paesaggi del presente, tradizioni di pensiero orientali e occidentali, ricordi di una giovinezza in Cina, affetti ritrovati. La destinataria è un'amica ricomparsa a distanza di decenni, un'artista che gli confessa di essersi accorta tardi di possedere un'anima, invitandolo a parlarne insieme. Dapprima esitante di fronte alla parola desueta «anima», Cheng risponde all'appello con la stessa grazia con cui in passato si è sporto su altri concetti abissali, come la bellezza e la morte. La «temerarietà» di accostarsi, oggi, a un simile argomento, si rivela una benedizione, per lui, per la sua interlocutrice e per i lettori, perché lascia riaffiorare in ciascuno qualcosa che sembrava perduto da tempo, il «sentimento intimo di un’autentica unicità e di una possibile unità». Agli occhi di Cheng, ancora pieni di meraviglia dopo una lunga esistenza, null'altro è l'anima se non il «segno indelebile» di quell'unicità incarnata, che sfugge al rigido dualismo corpo-mente e partecipa dell'universo vivente. Nel suo procedere a lieve arabesco, la scrittura indugia su taoismo e patristica, buddhismo e Simone Weil, ma si concede anche gli abbandoni della memoria: tutto – dottrine, filosofie e sprazzi di storia personale – converge verso l'anima, inesauribile aspirazione alla vita.

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