Gabriele Polo eBooks
eBooks di Gabriele Polo
Senza patria: Un sogno operaio tra le due guerre mondiali. E-book. Formato EPUB Gabriele Polo - Edizioni Alegre, 2026 -
Francesco e Luigi sono due fratelli nati a cavallo tra Ottocento e Novecento, con famiglia contadina e destino da operai nel cantiere navale di Monfalcone. Divisi per differenze caratteriali e di età, uniti per la comunanza di lotta in fabbrica e per la resistenza al fascismo. In modi diversi vivono la Prima guerra mondiale con le truppe dell'esercito dell'impero austro-ungarico e la resistenza con le brigate partigiane italiane e jugoslave. Passando per la Russia dei giorni della rivoluzione, per l'Italia del ventennio e per le divisioni dei confini del Litorale Adriatico dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Sessant'anni di storia dalla prospettiva di operai vissuti all'incrocio tra Est e Ovest, tra lingue e costumi diversi, tra gli antichi usi comunitari e la modernità che li trasforma in lotta di classe. Una mescolanza che rende concreto il sogno di una "patria internazionalista". Una bestemmia a dirsi, figuriamoci a farsi. Le vicissitudini delle guerre, degli imperialismi, delle lotte sociali e dei nazionalismi trasformano infatti le differenze in nuovi confini. Separazioni che dalla carta geografica entrano nell'anima. Così la Storia piomba nelle vicende familiari, strette tra le diverse posizioni dei partiti comunisti italiano e jugoslavo. L'orizzonte di chi cresce sul mare rimane però infinito, cancella gli ostacoli e i confini di cui è piena la terra, spingendo lo sguardo ad andare oltre i suoi limiti, per raggiungere ciò che non riesce a vedere.
Il mese più lungo: Il sequestro Sgrena e l'omicidio Calipari. E-book. Formato EPUB Gabriele Polo - Marsilio, 2015 -
A dieci anni dal sequestro in Iraq di Giuliana Sgrena e dal suo tragico epilogo, un protagonista ricostruisce gli eventi, il clima di quei giorni, i ruoli e le responsabilità. 4 febbraio 2005. Giuliana Sgrena si trova a Baghdad. È il settimo viaggio iracheno per la giornalista del «manifesto» che racconta la guerra sul campo. In Italia, il dirigente del Sismi Nicola Calipari è in partenza per le ferie con la famiglia. Ma dovrà presto fare ritorno a Roma. Quella che sembrava una giornata come tante, infatti, si trasforma nell’inizio di un incubo. Alle 12.30 arriva in redazione al «manifesto» la notizia del rapimento di Giuliana Sgrena. In poco tempo le stanze di via Tomacelli si riempiono di compagni di lavoro, amici, militanti e dirigenti politici che portano solidarietà, e di giornalisti italiani e stranieri alla ricerca di notizie. Sarà così ogni giorno, per un mese intero. Oltre ai parenti e al compagno, la famiglia di Giuliana è quel quotidiano, una comunità giornalistica e politica, un soggetto pubblico: peculiarità, questa, che rende unico il caso, lo trasforma in un evento e lo politicizza, complicandolo. «Il manifesto» viene coinvolto in una vicenda piena di segreti, costretto a nasconderli, persino a collaborare con chi li custodisce. Tanto che si avverte la sensazione - scrive Gabriele Polo - di «violentare il proprio mestiere di giornalista, scegliere cosa dire e cosa tacere». In questo libro l’ex direttore del quotidiano comunista rivela particolari inediti e racconta quei giorni nell’Italia di allora, immersa nel bipolarismo tra berlusconiani e antiberlusconiani: l’imbarazzo della politica, stretta tra i doveri dell’alleanza con gli Stati Uniti e un’opinione pubblica che ha subito la guerra senza condividerla; le manifestazioni che risvegliano il movimento pacifista italiano; le lotte interne all’intelligence che mettono a rischio la missione di Calipari; le trattative; le riunioni di Palazzo; la notte tragica con la gioia della liberazione che diviene sgomento per la morte del dirigente del Sismi; le reazioni sulla stampa; i processi, l’assoluzione finale e lo sconforto di fronte a un sistema che si limita a sancire l’ineluttabilità degli eventi, celebrando «l’eroe Nicola Calipari». Ripercorrere quella vicenda oggi vuol dire non solo far riemergere tutte le contraddizioni del caso, ma dare un volto al Paese che siamo stati e che siamo.
Assalto a San Lorenzo: La prima strage del fascismo al potere. E-book. Formato EPUB Gabriele Polo - Donzelli Editore, 2024 -
«Per oltre un secolo della strage del 1922 non si parlerà più. Rimarrà ai margini della storia ufficiale e gli stessi abitanti del quartiere ne conserveranno un ricordo confuso, che sfumerà nel corso degli anni. Un pezzo dimenticato del nostro passato, che vale la pena indagare per assegnargli finalmente uno spazio nella memoria del paese». Il 30 ottobre 1922, mentre le ultime colonne della marcia su Roma entrano in città e Mussolini presenta al re la lista dei ministri del suo primo governo, un centinaio di fascisti armati fa irruzione nel quartiere di San Lorenzo e apre il fuoco contro passanti e abitanti. È un attacco del tutto gratuito, politicamente inutile ai fini della conquista ormai avvenuta del potere, privo di qualsiasi logica, se non quella della vendetta. Gli squadristi hanno come unico obiettivo quello di punire gli abitanti di una zona della capitale in cui non sono mai riusciti a entrare e dove, quando hanno provato a farlo, sono stati sempre respinti. Ne nasce un lungo conflitto a fuoco tra camicie nere, esercito e militanti dei partiti di sinistra che lascerà sul terreno un numero imprecisato di vittime, tutte tra gli abitanti del quartiere. Il generale Pugliese darà subito ordine di trasportare i corpi al cimitero del Verano, per seppellirli «senza cerimonia funebre, per evitare nuovi disordini». In questo modo, di quei morti e della loro storia si perderà traccia e memoria. A poco più di cento anni di distanza, Gabriele Polo ricostruisce la genesi e la cronaca di quella giornata, restituendo un volto e una voce a chi ne rimase vittima e allo stesso tempo riportando alla luce, con una narrazione quasi in presa diretta, le tensioni che attraversarono quei momenti davvero fatali. Nel libro, la strage di San Lorenzo, immediatamente oscurata e rimossa, assume le caratteristiche di un episodio emblematico, nel quale è possibile ritrovare gli elementi che, da quel momento in poi, caratterizzeranno l’era fascista: la violenza, l’eversione, l’impunità e la propaganda, che trasformerà gli atti criminali di quei giorni nel mito della rivoluzione del duce.