Giovanni Brancaccio eBooks
eBooks di Giovanni Brancaccio
Politica e storiografia in Nello Rosselli. E-book. Formato PDF Giovanni Brancaccio - Biblion Edizioni, 2022 -
Secondo Nello Rosselli mancava nel panorama storiografico italiano un’opera che fosse in grado di effettuare una revisione critica di impronta liberal-democratica della storia dell’Italia risorgimentale e liberale, tale da offrire una ricostruzione oggettiva del processo storico che aveva generato l’eziologia del fascismo. Un’opera, insomma, che fosse pronta a recepire i fatti politico-sociali registratisi all’indomani dell’Unità: la formazione del movimento operaio, la sua politicizzazione e la partecipazione alla vita politica delle masse popolari. Si trattava, in realtà, di quel complesso lavoro di ricerca che Rosselli si era proposto da tempo di portare avanti e di sviluppare, che avrebbe dovuto garantire un’interpretazione pienamente liberal-democratica della storia d’Italia dal Congresso di Vienna allo scoppio della Grande Guerra, diversa sia da quella del Volpe che da quella del Croce.Giovanni Brancaccio, professore ordinario di Storia Moderna all’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, è tra i maggiori studiosi della storia moderna e contemporanea del Mezzogiorno mediterraneo. Per i suoi studi ha conseguito il premio internazionale “Rhegium Julii” (2006) e i premi nazionali “Cassano” (2006), “Mario Fiore” (2015) e “Demetra” (2019). Tra le sue pubblicazioni più recenti: Gli Abruzzi nella storia del Mezzogiorno moderno (Milano, Biblion, 2019) e Calabria ribelle. Tommaso Campanella e la rivolta politica del 1599 (Milano, FrancoAngeli, 2019). Ha curato, inoltre, le edizioni critiche di Francesco De Sanctis, La giovinezza (Milano, Biblion, 2017) e di Antonio Sancio, Platea di San Leucio (Roma, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, 2019).
Gli Abruzzi nella storia del Mezzogiorno moderno. E-book. Formato PDF Giovanni Brancaccio - Biblion Edizioni, 2020 -
Il processo di definizione dello spazio regionale abruzzese tra Medioevo ed Età moderna; il carattere periferico di un’entità non marginale, pienamente inserita nella lunga durata della compagine regnicola; la vicenda economica e sociale dell’aristocrazia feudale; l’identità e le funzioni cittadine; le istituzioni ecclesiastiche e il vissuto religioso; i termini del declino; la ripresa settecentesca; l’elaborazione e il fallimento del disegno riformatore; la partecipazione delle “provincie” aprutine alla prova rivoluzionaria del ’99; la modernizzazione avviata dai Napoleonidi e la lenta formazione di un ceto dirigente di estrazione borghese dai Borbone alla fine del Regno, sono tutti temi, questi, al centro dell’ampia e approfondita ricostruzione dell’Autore. Da un simile quadro, mosso ed esauriente, emerge pertanto il profilo storico di una regione complessa e difficile, non solo coinvolta a pieno titolo nella plurisecolare vita della Nazione meridionale, ma anche strettamente dipendente dal piano delle relazioni internazionali nel più largo contesto mediterraneo e adriatico. Giovanni Brancaccio è professore ordinario di Storia Moderna presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture moderne dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Tra i suoi volumi: Geografia, cartografia e storia del Mezzogiorno (Napoli, 1991); Primato di Napoli e identità campana nell’Italia unita (Lanciano, 1994); Il trono, la fede e l’altare. Istituzioni ecclesiastiche e vita religiosa nel Mezzogiorno moderno (Napoli, 1996); Il governo del territorio nel Mezzogiorno moderno (Lanciano, 1996); In Provincia. Strutture e dinamiche storiche di Abruzzo Citra in Età moderna (Napoli, 2001); “Nazione genovese”. Consoli e colonia nella Napoli moderna (Napoli, 2001); Il Molise medievale e moderno. Storia di uno spazio regionale (Napoli, 2005), che ha ottenuto nel 2006 il premio internazionale “Rhegium Julii” per la saggistica. Ha curato il volume PRIN 2007 Il feudalesimo nel Mezzogiorno moderno. Gli Abruzzi e il Molise (secoli XV-XVIII) (Milano, 2011) e l’edizione critica delle opere di: G. Caporale (Acerra, 1990); P. de Belloy (Napoli, 2001); V. Barzoni (Bologna, 2005); G. Mazzini (Milano, 2007); G. Prezzolini (Milano, 2010); A. M. Kalefati (Campobasso, 2013); A. von Platen (Milano, 2014); F. De Sanctis (Milano, 2017). Ha curato inoltre, con Aurelio Musi, il volume Il Regno di Napoli nell’età di Filippo IV (1621-1665) (Milano, 2014). Tra i maggiori studiosi di storia moderna e contemporanea del Mezzogiorno mediterraneo, ha vinto i premi nazionali “Cassano” (2006), “Mario Fiore” (2015) e “Demetra” (2019).