Giuliano Scabia eBooks
eBooks di Giuliano Scabia
Lettere a un lupo. E-book. Formato EPUB Giuliano Scabia - Edizioni Casagrande, 2026 -
«Con molte bestie feroci che abitano in noi si può dialogare, o cercare di stabilire rapporti epistolari, come ha fatto G.». Così si apre questo racconto, nel quale il narratore si rivolge a una creatura apparentemente spaventosa scoprendo in lei un interlocutore comprensivo e affettuoso. Al lupo confessa le ansie degli uomini, le paure, le malinconie, con un’affabilità e una sincerità che forse non sarebbero possibili parlando a un proprio simile. Anzi, mettendo in gioco la stupidità dell’uomo post-industriale, egli arriva a invocare il lupo come una divinità naturale perché aiuti l’essere umano «a ritrovare i fondamenti del gioco e dell’amore». La formula epistolare favorisce una parola diretta e intima, che Scabia distilla con cura: stile colloquiale, ma al suo massimo stato di grazia, essiccato e tagliente. Senza tradire nessun intento didattico o edificante, queste prose fulminanti colpiscono nel profondo e cercano la verità come solo certi miti arcaici riescono a fare.
Marco Cavallo: Una storia di teatro e cura. E-book. Formato EPUB Giuliano Scabia - Meltemi Editore, 2024 -
Marco Cavallo racconta la storia del simbolo che ha dato una svolta decisiva al modo di trattare i pazienti psichiatrici, mettendo in contatto, come mai era stato fatto prima, il mondo interno al manicomio, quello dei ricoverati, con il mondo esterno e cosiddetto reale. Ma il volume è anche il racconto di un’amicizia, quella nata nel 1973 tra Giuliano Scabia, autore del libro, Franco Basaglia, che all’epoca era il direttore dell’ospedale psichiatrico di Trieste, e il cugino Vittorio Basaglia, pittore e scultore. Insieme, i tre amici decisero di creare uno spazio interno all’ospedale in cui pazienti, medici, infermieri e volontari potessero comunicare tra loro, senza barriere. Nacque così Marco Cavallo, una struttura di cartapesta azzurra ispirata a un vero cavallo – “Marco”, appunto –, che dal 1959 era stato a lungo impiegato per trasportare materiali all’interno del manicomio e che i pazienti erano riusciti a salvare dal macello. Alto quattro metri, Marco Cavallo divenne subito un simbolo di libertà in un luogo in cui sembrava non essercene. In grado di contenere tutti i sogni e i desideri dei pazienti ricoverati, quel cavallo di cartapesta è oggi l’icona indiscussa per il riconoscimento della dignità di persona ai pazienti psichiatrici, fino a quel momento ritenuti invisibili; quel riconoscimento che sarebbe stato finalmente raggiunto nel 1978 con la legge Basaglia e la chiusura dei manicomi.