Giuseppe Scellini eBooks
eBooks di Giuseppe Scellini
La Corte di Giovanna I d’Angiò: intrighi e delitti. E-book. Formato EPUB Giuseppe Scellini - Aletti Editore, 2016 -
Storicamente veri furono gl'intrighi e i delitti perpetrati alla Corte della regina Giovanna, ma vox populi a Napoli li esagerò creando addirittura leggende relative alle colpe di lei, la quale fu anche confusa con una discendente omonima molto più dissoluta di lei. Giovanna nacque all'ombra di intrighi. Già il bisnonno di lei, Carlo II lo Zoppo, aveva violato la legge consuetudinaria investendo suo figlio Roberto, nonno di Giovanna, che era il terzogenito, del diritto di progenitura. Questi, a sua volta, premortogli Carlo, il figlio maschio, mandò al trono una donna, la figlia Giovanna. Corteggiata dai cugini per le sue ricchezze, condivise con loro il letto ma non il trono.
La Corte di Giovanna I d’Angiò: intrighi e delitti. E-book. Formato Mobipocket Giuseppe Scellini - Aletti Editore, 2016 -
Storicamente veri furono gl'intrighi e i delitti perpetrati alla Corte della regina Giovanna, ma vox populi a Napoli li esagerò creando addirittura leggende relative alle colpe di lei, la quale fu anche confusa con una discendente omonima molto più dissoluta di lei. Giovanna nacque all'ombra di intrighi. Già il bisnonno di lei, Carlo II lo Zoppo, aveva violato la legge consuetudinaria investendo suo figlio Roberto, nonno di Giovanna, che era il terzogenito, del diritto di progenitura. Questi, a sua volta, premortogli Carlo, il figlio maschio, mandò al trono una donna, la figlia Giovanna. Corteggiata dai cugini per le sue ricchezze, condivise con loro il letto ma non il trono.
L’eco di Aversa. E-book. Formato PDF Giuseppe Scellini - Booksprint, 2022 -
L’opera presenta all’opinione pubblica il ruolo del quotidiano L’Eco di Aversa nell’Italia post-unitaria. Il Giornale fu diretto dallo storico Gaetano Parente, primo cittadino aversano, con lo scopo di comunicare ai concittadini le esigenze quotidiane del tempo, perciò rese note all’intero territorio campano e, invero, conosciute finanche a livello nazionale. Alla premessa storica segue il percorso di Aversa dalla metà dell’800, in un attento esame del contesto dell’epoca, perché "quella aversana era una Comunità ben integrata, seppur con problemi che sapevano del retaggio di una Italia pre-risorgimentale, figlia di un’amministrazione di stampo borbonico che vi impresse il suo segno negativo, lasciando la cittadina nel più totale degrado e malcostume…”. E ciò “non poté non richiedere tempo e competenze prima di giungere a una soluzione…". Il testo è altresì una rivisitazione della vita aversana negli anni post-unitari: rivisitazione in cui sono ben evidenti “carenza di strutture e servizi, al punto da rendere il territorio tormentato e difficile da gestire ed amministrare…”. Si trattano, poi, gli anni risorgimentali, attraverso l’indicazione di opere del Parente, senza dimenticare il recupero di quelle incomplete risalenti all’amministrazione borbonica, nonché la creazione di nuove, quali “il Ginnasio Domenico Cirillo e l’Ospizio di San Lorenzo…". A seguire l’analisi del Calendario Storico Aversano e degli avvenimenti in esso indicati, tra cui “i terremoti del 1349 e 1694, l’arrivo di Garibaldi e i natali di personaggi illustri, quali Ludovico Abenavolo, Giovan Battista Basile, Domenico Cimarosa, Francesco Durante…”. E, ancora, poesie, che mettono in evidenza il ruolo degli intellettuali in un periodo sì arduo. Nel capitolo conclusivo vi è uno studio accurato di “provvedimenti atti a migliorare le condizioni igienico-sanitarie…”, cui fanno da appendice rilevanti considerazioni personali.’opera presenta all’opinione pubblica il ruolo del quotidiano L’Eco di Aversa nell’Italia post-unitaria. Il Giornale fu diretto dallo storico Gaetano Parente, primo cittadino aversano, con lo scopo di comunicare ai concittadini le esigenze quotidiane del tempo, perciò rese note all’intero territorio campano e, invero, conosciute finanche a livello nazionale. Alla premessa storica segue il percorso di Aversa dalla metà dell’800, in un attento esame del contesto dell’epoca, perché "quella aversana era una Comunità ben integrata, seppur con problemi che sapevano del retaggio di una Italia pre-risorgimentale, figlia di un’amministrazione di stampo borbonico che vi impresse il suo segno negativo, lasciando la cittadina nel più totale degrado e malcostume…”. E ciò “non poté non richiedere tempo e competenze prima di giungere a una soluzione…". Il testo è altresì una rivisitazione della vita aversana negli anni post-unitari: rivisitazione in cui sono ben evidenti “carenza di strutture e servizi, al punto da rendere il territorio tormentato e difficile da gestire ed amministrare…”. Si trattano, poi, gli anni risorgimentali, attraverso l’indicazione di opere del Parente, senza dimenticare il recupero di quelle incomplete risalenti all’amministrazione borbonica, nonché la creazione di nuove, quali “il Ginnasio Domenico Cirillo e l’Ospizio di San Lorenzo…"