Guido Vannini eBooks

eBooks di Guido Vannini

EBOOK   9788866550662

Archeologia Pubblica in Toscana. Un progetto e una proposta. E-book. Formato PDF Guido Vannini   -  Firenze University Press, 2012  - 

Può l'archeologia essere considerata un fattore di sviluppo socio-economico per la società civile? Questo, in sintesi, il quesito alla base del primo workshop nazionale dedicato all'Archeologia Pubblica (Archeologia Pubblica in Toscana: un progetto e una proposta, Aula Magna, 12 luglio 2010), organizzato dalla Cattedra di Archeologia Medievale dell'Università di Firenze con la collaborazione delle Università di Pisa e Siena. L'incontro ha dato occasione di comunicare i risultati socio-economici di una casistica di progetti che gli atenei toscani hanno recentemente sviluppato con successo in questo settore, coinvolgendo in forme di partenariato attivo enti locali, musei, società pubbliche e private. L'Archeologia pubblica viene vista come attualizzazione della vocazione d'origine della disciplina a spendersi nella propria contemporaneità, fra economia, governance, comunicazione, identità dei BBCC archeologici e delle relative comunità sociali.

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EBOOK   9788860321978

Rocca Ricciarda, dai Guidi ai Ricasoli. Storia e archeologia di un castrum medievale nel Pratomagno aretino. E-book. Formato PDF Guido Vannini   -  Sef - Società Editrice Fiorentina, 2011  - 

La vicenda di Rocca Ricciarda ha percorso un arco cronologico che abbraccia sostanzialmente l’intero secondo Millennio della nostra era: dai tempi eponimi del locale Casato dei Guicciardi, alla grande stagione feudale con l’imponente incastellamento dei Conti Guidi, a quella dei Ricasoli, esponenti delle forze progressivamente egemoni della nuova ‘borghesia’ mercantile delle invadenti città del fondovalle (prima Arezzo, poi Firenze), con fasi archeologicamente rilevate di abbandoni che, a volte drammatici, non sono mai tuttavia definitivi. Un’indagine integrale dell’intero deposito archeologico – una procedura in archeologia estremamente rara – ha restituito uno straordinario archivio dotato di ‘fondi’ documentari materiali diversi ed integrati nel contempo, in grado di rapportarsi al meglio con l’altra straordinaria ‘dote’ che la storia ha concesso a questo centro del Pratomagno valdarnese: la ricchezza ed articolazione delle sue fonti scritte. Manufatti e reperti ci parlano della preparazione dei cibi e del regime alimentare, come del corredo strumentale per diverse attività delle ‘persone’ che hanno vissuto nel castello: dall’abbigliamento, all’illuminazione, dalle attività venatorie, a quelle militari, artigianali (dalla tessitura alla carpenteria), fino all’impiego del ‘tempo libero’ (è lo scavo italiano che ha restituito il maggior numero di gettoni da gioco e tavole lusorie medievali): se si vuole, è il quotidiano che entra nella storia. Ma anche lo sfruttamento delle risorse materiali del territorio - dalla pietra, ai coltivi, al bosco - e, in misura crescente e sotto un altro profilo, del mercato. Uno straordinario ‘osservatorio’ archeologico di tali mutamenti storici in un’area, peraltro, certo non irrilevante nella stessa Europa del tempo, un tempo che vede il crepuscolo del medioevo e l’affermarsi della modernità, in termini politici, economici, insediativi, in una parola culturali.

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