I Ek Slavoj eBooks
eBooks di I Ek Slavoj
La fragilità dell'assoluto (ovvero perché vale la pena combattere per le nostre radici cristiane). E-book. Formato EPUB Zizek Slavoj - Transeuropa Edizioni, 2010 -
Con questo articolato ed energico contributo al dibattito filosofico e politico contemporaneo, Slavoj Zizek - attraverso una prosa elettrica e vivace, contraddistinta dai suoi proverbiali e numerosissimi riferimenti alla cultura popolare e al cinema - si scaglia contro le banalizzazioni con cui oggi giorno si guarda ai fenomeni sociali e culturali, recuperando in chiave emancipatrice uno dei punti qualificanti della nostra tradizione culturale occidentale: il cristianesimo. Grazie a una riconsiderazione del messaggio di san Paolo, riletto anche nella prospettiva di Alain Badiou, Zizek cerca di ricapitolare i momenti di "fragilità" che attraversano la nostra esperienza, quando questa si converte a una forma di desiderio inteso come atteggiamento positivo verso la realtà e la sua verità, al di là di ogni possibile mistificazione. Zizek sorprende il lettore a ogni riga perché si scaglia contro ogni conformismo intellettuale, contro ogni convenzionalità interpretativa, e contro ogni posizione politicamente corretta. Questo libro ne è un esempio perfetto. Ricominciare a parlare della radicalità sovversiva del pensiero cristiano, recuperando - attraverso il grimaldello della psicanalisi, da Freud a Lacan - il filo rosso che lo lega al marxismo, è un gesto che può fornire strumenti di analisi più aderenti alla complessità del tempo che abitiamo.
Conversazioni sul cinema. E-book. Formato EPUB Žižek Slavoj - Luigi Pellegrini Editore, 2013 -
Undici conversazioni tratte da altrettanti numeri di “Fata Morgana”. Undici conversazioni che sintetizzano il progetto intorno al quale è nata nella primavera del 2006 la rivista. Allora non abbiamo voluto accompagnare la nascita del quadrimestrale con un editoriale, convinti che se avesse funzionato si sarebbe presentato da solo. Ma qualcosa ora è giusto dire. Una rivista è in primo luogo un gesto (collettivo), tracciando il quale si viene a determinare un campo. Il gesto tracciato da “Fata Morgana”, che, all’inizio solo intuito, si è andato via via definendo, è quello che fa del cinema un luogo e un’occasione per pensare la contemporaneità, che non è semplicemente l’insieme di ciò che accade intorno a noi, ma è quello che in ciò che accade prende le forme di una emersione, concrezione da raccogliere intorno a un concetto: da quello di Bíos (del n. 0) a quello di Sacro (del n. 10). In questa prospettiva il cinema va pensato e colto in una sua specificità a-specifica, nella forma precipua in cui è capace di declinare la sua a-specificità, o, detto altrimenti, nella forma autonoma in cui sa declinare la sua eteronomia. E questo significa dunque pensare quei concetti a partire dal cinema e pensare quest’ultimo a partire da quelli. E allora il cinema diventa il luogo e l’occasione particolari a partire dai quali pensare l’universalità del concetto (come contrassegno del contemporaneo), e quest’ultimo la prospettiva attraverso cui pensare le forme proprie del primo. Evitare la doppia morsa di una specificità sterile o di una a-specificità pretestuosa: il cinema diviene allora la quintessenza di un modo di pensare il moderno, dove l’autonomia della forma estetica si afferma nella sua eteronomia, la sua individuazione si impone come dis-individuazione.
Conversazioni sul cinema. E-book. Formato Mobipocket Žižek Slavoj - Luigi Pellegrini Editore, 2013 -
Undici conversazioni tratte da altrettanti numeri di “Fata Morgana”. Undici conversazioni che sintetizzano il progetto intorno al quale è nata nella primavera del 2006 la rivista. Allora non abbiamo voluto accompagnare la nascita del quadrimestrale con un editoriale, convinti che se avesse funzionato si sarebbe presentato da solo. Ma qualcosa ora è giusto dire. Una rivista è in primo luogo un gesto (collettivo), tracciando il quale si viene a determinare un campo. Il gesto tracciato da “Fata Morgana”, che, all’inizio solo intuito, si è andato via via definendo, è quello che fa del cinema un luogo e un’occasione per pensare la contemporaneità, che non è semplicemente l’insieme di ciò che accade intorno a noi, ma è quello che in ciò che accade prende le forme di una emersione, concrezione da raccogliere intorno a un concetto: da quello di Bíos (del n. 0) a quello di Sacro (del n. 10). In questa prospettiva il cinema va pensato e colto in una sua specificità a-specifica, nella forma precipua in cui è capace di declinare la sua a-specificità, o, detto altrimenti, nella forma autonoma in cui sa declinare la sua eteronomia. E questo significa dunque pensare quei concetti a partire dal cinema e pensare quest’ultimo a partire da quelli. E allora il cinema diventa il luogo e l’occasione particolari a partire dai quali pensare l’universalità del concetto (come contrassegno del contemporaneo), e quest’ultimo la prospettiva attraverso cui pensare le forme proprie del primo. Evitare la doppia morsa di una specificità sterile o di una a-specificità pretestuosa: il cinema diviene allora la quintessenza di un modo di pensare il moderno, dove l’autonomia della forma estetica si afferma nella sua eteronomia, la sua individuazione si impone come dis-individuazione.