Joseph Rykwert eBooks
eBooks di Joseph Rykwert
Ricordando i luoghi: Autobiografia. E-book. Formato EPUB Joseph Rykwert - Neri Pozza, 2026 -
C’è una frase, tra quelle che Rykwert ricorda nelle sue memorie, che fornisce in un certo senso la chiave di lettura del libro, e, forse, di tutta la sua opera: «L’architettura è un edificio che racconta una storia» – non una costruzione, ma un’abitazione, se la storia che l’architettura racconta non può essere che quella degli uomini che vi hanno abitato. Le memorie di Rykwert compitano parola per parola questa storia che l’architettura dei luoghi non smette di raccontare. Dall’infanzia in una famiglia colta e benestante della borghesia ebrea di Varsavia fino alla Londra in cui i Rykwert si rifugiano allo scoppio della guerra; poi l’Italia degli anni ’50, vista in un anti-Grand Tour (Bergamo-Milano-Venezia-Mantova-Roma), dove scopre che nella «forma di vita degli italiani [...] intreccio di convivialità e architettura» poteva sentirsi a suo agio come in nessun altro posto. E sempre ai luoghi sono indissolubilmente legate le persone che li abitano: dal leggendario nonno Benjamin (dziadzius, “il nonnino”, come lo chiamava in polacco il piccolo Joseph) nella casa e nella sinagoga dell’infanzia alla Student Movement House in Gower Street dove incon¬tra Canetti, «grassoccio, baffuto, con un im¬permeabile di gabardine troppo lungo e una valigetta portadocumenti sdrucita […] a cui il potere interessava più di ogni altra cosa»; dalla Parigi di Gabriel Marcel, «piccolo e burbero […] che sembrava l’incarnazione della France profonde», alla Roma di Bobi Bazlen, «buon ascoltatore» ma «saturnino e minaccioso», e di Bruno Zevi, col quale si lega in una «litigiosa amicizia» durata cinquant’anni. E ancora il Messico di Ivan Illich, e Milano e il gruppo di architetti intorno a Ernesto Rogers e Gio Ponti, e Zurigo, dove visita più volte Siegfried Giedion, che gli contagia «la sua passione per la ricerca delle origini sia dell’arte che dell’architettura». È questo coinvolgimento «appassionato, carnale» con la struttura e la materia dei luoghi fatti dagli uomini che distingue le memorie di questo grande non soltanto storico ma anche archeologo e filosofo dell’architettura da quelle che riempiono oggi gli scaffali delle librerie. G.A. Ciò che segna la mia storia è l’interesse personale, sensoriale, per il senso profondo delle pareti, dei pavimenti – le cose tangibili dell’abitare. Il modo in cui questo nutrimento si è trasmutato in un coinvolgimento appassionato, carnale – quasi erotico – con tutto quello che concerne l’ambiente costruito dall’uomo è ciò di cui sono cariche le pagine che seguono; spero che la cosa renda queste memorie un po’ diverse da quelle che riempiono gli scaffali di librerie e biblioteche – poiché «ognuno di noi, che lo voglia o no, è interessato a sé stesso [...] per la semplice ragione che ognuno è soggetto e protagonista della propria vita e che questa non è trasferibile».
La casa di Adamo in Paradiso. E-book. Formato EPUB Joseph Rykwert - Adelphi, 2025 -
Alcuni grandi maestri dell’architettura moderna, come Le Corbusier, Adolf Loos, F.L. Wright, ricorsero in momenti decisivi della loro evoluzione, proprio quando si trattava di introdurre radicali innovazioni, a una mitologia appena velata delle «origini» del costruire, quasi inseguendo l’immagine di una «prima casa», giusta perché «prima», perduta ma sempre presente in noi come archetipo. L’immagine dell’abitazione originaria non si ritrova però soltanto nei testi dei teorici dell’architettura: in questo labirintico percorso a ritroso si incontrano dei grandiosi complessi mitologici e rituali che chiaramente si riferiscono allo stesso tema, e ad alcuni di essi – greci, ebraici, mesopotamici, giapponesi e australiani – Joseph Rykwert ha dedicato la seconda parte della sua appassionante e originalissima ricerca. I materiali preziosi, e spesso scarsamente conosciuti, di cui si tratta in questo studio bastano a rendere la lettura affascinante per chiunque sia interessato a tali problemi. Ma in esso si riconoscerà anche un’intenzione rivolta al presente, e in particolare agli architetti che oggi costruiscono: riflettere, come per secoli è stato fatto, sulla «casa di Adamo in Paradiso» non è altro che affrontare direttamente le ragioni fondamentali del costruire e dell’abitare, in rapporto a tutta la nostra vita, ed è perciò un’impresa perennemente attuale e necessaria, perché «il paradiso è un ricordo e, insieme, una promessa»
L’idea di città: Antropologia della forma urbana nel mondo antico. E-book. Formato EPUB Joseph Rykwert - Adelphi, 2025 -
A venticinque anni dalla sua prima pubblicazione, viene qui riproposto uno degli studi capitali di Joseph Rykwert, ormai divenuto un indispensabile punto di riferimento non solo per architetti e urbanisti, ma per chiunque abbia a che fare con la nozione di città. Di fronte alla desolante povertà del pensiero urbanistico contemporaneo, che ha irrimediabilmente smarrito la concezione della città come forma simbolica, Rykwert si interroga sul modello che gli abitanti elaborano e sognano. E attraverso l’analisi delle strutture architettoniche dell’urbe romana – le mura, le porte, il foro, i templi – giunge a individuare in quello che chiama «rito etrusco» il principio di una precisa e ricorrente configurazione, stabilita al momento stesso della fondazione: la morfologia del paesaggio urbano scaturisce cioè da una serie di miti e di credenze religiose che rispecchiano la visione del mondo di un’intera civiltà, e che la città tende a riprodurre simbolicamente per consentire a chi la abita di sentirsi pienamente inserito in un microcosmo sicuro e accogliente, con una collocazione certa all’interno dell’universo conosciuto. Miti e credenze che Rykwert collega, con accostamenti illuminanti, a fenomeni e testi di varie civiltà arcaiche – indiane, africane, amerindie –, dimostrando con straordinaria forza argomentativa come la città sia, prima che una realtà fisica organizzata sulla base di fattori sociali ed economici, una dimensione psicologica e una categoria antropologica.