Margherita Marvulli eBooks
eBooks di Margherita Marvulli
Evaristo Breccia nel «Corriere della Sera». E-book. Formato PDF Margherita Marvulli - Edizioni Di Pagina, 2015 -
L’egittologo Evaristo Breccia fu collaboratore del «Corriere della Sera» negli anni che vanno dal 1929 al 1943, nell’ambito di una fortunata rubrica intitolata “Alla ricerca di un mondo scomparso”. In questa cornice fu inserita una serie di contributi, ampi e dettagliati, i primi pubblicati sulla testata con continuità in relazione a temi di archeologia egiziana greco-romana e faraonica. Tali articoli sono ora raccolti in volume, con un'ampia introduzione della curatrice che ne contestualizza la lettura. L’esordio di Breccia – allora direttore del Museo greco-romano di Alessandria – nelle pagine del quotidiano di via Solferino assume una spiccata valenza politico-culturale, che si inserisce coerentemente in un più vasto progetto di direzione editoriale del giornale e di riforma della terza pagina e che prevede la tessitura di una fitta rete di corrispondenze archeologiche a firma celebre: Alessandro Della Seta, Pericle Ducati, Amedeo Maiuri, Giorgio Pasquali (di quest'ultimo, dà conto il volume Giorgio Pasquali nel «Corriere della Sera», pubblicato in questa stessa collana). Completa il volume una Nota di Luciano Canfora, il quale già nel Papiro di Dongo (Adelphi, 2005) aveva ricostruito il complesso rapporto fra papirologia e pagine culturali dei quotidiani italiani, con particolare riferimento al «Corriere della Sera» e al «Popolo d’Italia»
Giorgio Pasquali nel «Corriere della Sera». E-book. Formato PDF Margherita Marvulli - Edizioni Di Pagina, 2015 -
Si ricostruisce la traccia completa del rapporto di Giorgio Pasquali con il "Corriere della Sera", raccogliendo gli articoli mai più ripubblicati, né da Pasquali stesso nelle "Pagine stravaganti", né in altre antologie postume. Segue un carteggio con l'allora direttore del quotidiano, Aldo Borrelli, che rischiara la seconda fase della collaborazione del filologo con la testata milanese, conseguente alla sua nomina ad accademico d'Italia.