Massimo Donini eBooks
eBooks di Massimo Donini
Il diritto penale come etica pubblica: Considerazioni sul politico quale “tipo d'autore”. E-book. Formato EPUB Massimo Donini - Mucchi Editore, 2015 -
L’idea che l’etica pubblica sia oggi circoscritta al diritto penale può sembrare una provocazione che risente di una deformazione professionale nel punto di osservazione. Nondimeno, la permanente messa sotto accusa della classe politica, insieme a quella imprenditoriale, da parte della magistratura non è solo segno di una crisi della politica, ma anche espressione del controllo della sua moralità. In un contesto culturale dove ogni etica tradizionale (cattolici, laici, comunisti, socialisti, liberali eccetera) è ormai declassata a morale privata, e dove il pluralismo e il multiculturalismo impongono che solo il diritto, mediando tra stranieri morali, sia espressione di un’etica pubblica, che pure, finché giuridica, non obbliga in coscienza, il comando più autoritario ed espressivo di un prohibiting non riducibile a onere o a tassa, è quello penale. Senza nulla concedere al pensiero che se una condotta è penalmente irreprensibile sia politicamente corretta, occorre peraltro recuperare le virtù repubblicane senza le quali ogni legge è inerme, come regola senza costume. Tali virtù non sono l’effetto di una macchina giudiziaria dove tutti sono sottoponibili a un controllo di “moralità pubblica” attraverso un processo penale. Questo stato delle cose ha invece prodotto l’effetto di un uso strumentale del processo penale, e dunque una sorta di indiretta privatizzazione della giustizia, usata via via da vari protagonisti come strumento di lotta politica. Se non è detto che la ragione pubblica si esprima solo attraverso una qualche Corte suprema, certo sarebbe grave se l’etica pubblica fosse riconosciuta e praticata solo per effetto dei processi penali che la sanciscono.
Il diritto penale come etica pubblica: Considerazioni sul politico quale “tipo d'autore”. E-book. Formato Mobipocket Massimo Donini - Mucchi Editore, 2015 -
L’idea che l’etica pubblica sia oggi circoscritta al diritto penale può sembrare una provocazione che risente di una deformazione professionale nel punto di osservazione. Nondimeno, la permanente messa sotto accusa della classe politica, insieme a quella imprenditoriale, da parte della magistratura non è solo segno di una crisi della politica, ma anche espressione del controllo della sua moralità. In un contesto culturale dove ogni etica tradizionale (cattolici, laici, comunisti, socialisti, liberali eccetera) è ormai declassata a morale privata, e dove il pluralismo e il multiculturalismo impongono che solo il diritto, mediando tra stranieri morali, sia espressione di un’etica pubblica, che pure, finché giuridica, non obbliga in coscienza, il comando più autoritario ed espressivo di un prohibiting non riducibile a onere o a tassa, è quello penale. Senza nulla concedere al pensiero che se una condotta è penalmente irreprensibile sia politicamente corretta, occorre peraltro recuperare le virtù repubblicane senza le quali ogni legge è inerme, come regola senza costume. Tali virtù non sono l’effetto di una macchina giudiziaria dove tutti sono sottoponibili a un controllo di “moralità pubblica” attraverso un processo penale. Questo stato delle cose ha invece prodotto l’effetto di un uso strumentale del processo penale, e dunque una sorta di indiretta privatizzazione della giustizia, usata via via da vari protagonisti come strumento di lotta politica. Se non è detto che la ragione pubblica si esprima solo attraverso una qualche Corte suprema, certo sarebbe grave se l’etica pubblica fosse riconosciuta e praticata solo per effetto dei processi penali che la sanciscono.
Riflessioni sulla giustizia penale - e-Book: Studi in onore di Domenico Pulitanò. E-book. Formato PDF Massimo Donini - Giappichelli Editore, 2022 -
La cessazione dell’insegnamento di ruolo per Mimmo Pulitanò, nel 2012, ha rappresentato una fase decisiva della carriera accademica, ma non ha interrotto, né minimamente intaccato, il suo impegno scientifico e didattico, che è proseguito e prosegue tutt’ora con costante vivacità. Per amici e colleghi, che bene lo conoscono, non sarebbe potuto andare diversamente, considerata la cura e l’impegno con cui ha sempre osservato e analizzato i problemi del penale nel contesto della realtà sociale e politica. Così, più che celebrare, secondo una consueta ritualità accademica, il collocamento a riposo, abbiamo preferito rendergli omaggio, festeggiando assieme il suo ottantesimo compleanno, che è caduto lo scorso 15 agosto. La pubblicazione di questi scritti nella Collana del Dipartimento di Giurisprudenza, testimonia la stima e l’affetto di cui Pulitanò continua a godere presso i colleghi dell’Università Bicocca di Milano e la comunità dei penalisti. Rivolgiamo un sentito ringraziamento a quanti hanno aderito con entusiasmo a questo omaggio. La nostra gratitudine va, altresì, ai nostri giovani collaboratori, che hanno contribuito alla revisione dei testi, senza i quali l’opera non avrebbe visto la luce: Niccolò Baldelli, Noemi Maria Cardinale, Anna Castelli, Matthias Da Rold, Serena Furone, Andrea Pinna, Anna Scaccia, Selena Vitti.