Patrick Nerhot eBooks

eBooks di Patrick Nerhot

EBOOK   9788857568386

La “fine” e il “finito”: filosofia profana e “fine di vita”. E-book. Formato EPUB Patrick Nerhot   -  Mimesis Edizioni, 2020  - 

Una “dignità” profana non può che significare la realizzazione della libertà che una filosofia profana ha creato, quest’indeterminazione metafisica, un infinito metafisico che apre alle infinite possibilità dei campi storici dei possibili. Questa libertà profana è la cultura per eccellenza del rispetto dell’altro, un “altro” radicalmente indefinito, che questa cultura della libertà obbliga a costruire storicamente come un’uguaglianza totale. Un “diritto di morire” ne è l’espressione più perfetta, la concezione etica più alta. La libertà viene affermata e nel rispetto dell’uguaglianza tra chi chiede di morire e chi si trova nella situazione di poter aiutare a realizzare tale implorazione. Ma questo “diritto” non è un obbligo, è una possibilità come la cultura profana definisce giuridicamente questo termine, cioè un “diritto”. Questa “possibilità” si accompagna con indicazioni giuridiche alla quale danno storicamente tutto il suo senso, ad esempio l’illegittimità di comportamenti simili agli “accanimenti terapeutici” o invece l’incoraggiare “cure palliative”. Prima di tutto, però, questa “possibilità” apre a una ricomposizione della relazione tradizionalmente gerarchica, “paternalista”, tra un medico e i suoi pazienti, a una cultura dell’uguaglianza che significa rispetto dell’altro e l’etica della dignità. I medici sono chiamati ad affrontare questa vera rivoluzione culturale (comma 3, art. 1, legge 219/2017), il loro sapere non può ovviamente diventare il sapere dei pazienti, ciò che implica una relazione, sotto questo aspetto, ovviamente gerarchizzata. Questo squilibrio, tuttavia, non può significare né giustificare un potere gerarchico, ma al contrario un’uguaglianza etica, la dignità dei pazienti che incita, in queste tragiche situazioni, medici e pazienti a trovare insieme, in un mutuo rispetto, la trascendenza storica alla quale la libertà-immanenza profana ci invita.

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EBOOK   9788857522722

La métaphysique de la présence de l’absence. E-book. Formato EPUB Patrick Nerhot   -  Éditions Mimésis, 2014  - 

“Maintenant”. Cette représentation du sens par évocation d’une temporalité conjugue diverses formes de l’“être” mais toutes ont en commun ceci : “sens” signifie présence. La “conscience” est synonymie de ce “maintenant” parce que tous deux sont la transcription d’une métaphysique de la présence. “Maintenant-conscience de” : une représentation compose la cognition déterminée par cette métaphysique, c’est cela la condition de notre savoir. “Représentation” d’un savoir, un non-su appartient au champ du savoir. Tout savoir, en effet, est savoir qui implique une représentation d’un non-su qu’il institue dans ce mode même qui le constitue comme savoir. Le savoir implique la pensée d’un “même” dès lors qu’il pose la question du non-su puisque par le seul savoir se pense le non-su et que cet audelà d’un savoir par le seul savoir implique nécessairement l’invocation d’un “même” (Première conférence) “Le non-su mis en relation au savoir, n’ai-je cessé de répéter, est la possibilité de penser ce par quoi, comment, le savoir représente, le savoir sait, mais aussi comment il transforme, recompose les connaissances. Dans ce mode qui est le sien de ne pas poser correctement cette question du non-su, Jacques Lacan est une excellente illustration de ce que je dis dans ma première conférence.” (Deuxième conférence)

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