Raffaele Brancati eBooks
eBooks di Raffaele Brancati
Ripresa e resilienza?: Opportunità e insidie delle nuove politiche industriali. E-book. Formato EPUB Raffaele Brancati - Donzelli Editore, 2022 -
Nella lunga coda della crisi pandemica nuove strategie vengono tracciate e importanti risorse prospettano uno scenario diverso da quello vissuto per oltre venticinque anni. Dopo l’avvio del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), le politiche economiche e di sviluppo sembrano destinate a radicali mutamenti; il traguardo dichiarato, quasi temerario, include nuove produzioni, nuovi modi di produrre e nuovi equilibri economici, ambientali e sociali: un intervento poderoso. Le formidabili assegnazioni di risorse destinate alle necessarie infrastrutture e alle Grandi Transizioni si rivolgono essenzialmente agli abituali grandi gruppi, ma la loro importanza nel disegnare le strategie e il futuro non può far dimenticare il peso complessivo degli altri operatori privati, presenti o da far crescere. Occorre avere una visione di sistema più equilibrata. Di fronte alla promozione di nuovi ambiti produttivi, quando i fabbisogni di conoscenza non sono esplicitati e ci si rivolge al nostro tessuto produttivo con le sue peculiarità, è indispensabile curare la diffusione di relazioni e interscambi tra grandi e piccoli, tra ricerca e imprese. Il mero intervento finanziario non basta e gli strumenti operativi esistenti da tempo e rifinanziati tendono a riprodurre consuete modalità di azione pubblica. L’allentamento dei vincoli finanziari e soprattutto di quelli legati alla ricchezza del capitale umano e dei servizi di alta qualificazione richiede politiche attive e azioni specifiche. Nel volume si presentano riflessioni sulle trasformazioni recenti del sistema produttivo, sulle evoluzioni delle politiche pubbliche e su alcuni scenari prospettati dal Piano con qualche considerazione e proposte per possibili orientamenti. Le contrapposizioni tra «piccolo è bello» e «campioni nazionali» risultano vane quando gli sforzi vanno concentrati sulla trasformazione dei sistemi e sul progresso. La vera efficacia di politiche capaci di dialogare con la parte più consistente del tessuto produttivo nazionale si concretizza anche nello sviluppo delle aree marginali, nella crescita dell’economia meridionale e nella distribuzione di redditi da lavoro più dignitosi. Se il Next Generation Italia non sarà in grado di costruire un sistema industriale e di servizi intorno ai programmi di spesa, coinvolgendo un’ampia quota di produttori, non solo ridurrà i suoi effetti moltiplicativi, con riflessi su una minore crescita economica, ma porterà a un vistoso aumento degli squilibri e delle diseguaglianze, anche in campo industriale.
Fatti in cerca di idee: Il sistema italiano delle imprese e le politiche tra desideri e realtà. E-book. Formato EPUB Raffaele Brancati - Donzelli Editore, 2018 -
«In una fase di profonda crisi internazionale, in Italia manca una visione strategica in grado di sostenere la parte di sistema produttivo più sana, quella che quotidianamente cerca di innovare e di crescere. Se si perdessero parti importanti della nostra cultura produttiva, in attesa di grandi riforme di là da venire, gli effetti potrebbero essere gravi e non facilmente reversibili. La tesi che qui si sostiene è che una politica pubblica in questo campo è possibile, sia pure passando attraverso un bagno di umiltà, discutendo e analizzando risorse, obiettivi, strumenti e processi nei loro dettagli operativi e non solo nei principi generali». Siamo sicuri che il sistema industriale italiano corrisponda all’immagine che ci viene continuamente proposta? E, soprattutto, siamo sicuri di come dovrebbe essere, per funzionare al meglio? Di certo, tutti si affannano a desiderare il «sistema paese» in un certo modo: con molte grandi imprese, con settori high tech, con specializzazioni di avanguardia, con grandi aperture ai mercati internazionali. Il fatto è che non si considera abbastanza la nostra struttura industriale per quella che è: meno avvenente, ma forse anche meno gracile di quanto si pensi; con i tanti punti di debolezza, ma anche con qualche punto di forza. I dati presentati in anteprima in questo volume costituiscono l’anticipazione e il commento di una delle più grandi indagini conoscitive sulle imprese italiane – ne sono state interpellate più di 25 000 – condotta da un folto gruppo di studiosi raccolti intorno alla Met, un centro di ricerca indipendente. I risultati sono davvero sorprendenti. I soggetti più esposti ai pericoli della crisi non sono affatto le microimprese «stagnanti», ma piuttosto proprio quelle medie imprese innovative che riempiono i sogni dei nostri analisti. Si giunge così a una prima conclusione, solo apparentemente paradossale: c’è una parte «opaca» dell’impresa italiana che è quella cui è affidata la tenuta del sistema. E si tratta anche – per ulteriore, e più forte paradosso – di quella parte che meno beneficia di politiche pubbliche. La politica industriale è, del resto, la grande assente, nel nostro paese. Tutti ne parlano, molti ne segnalano l’inefficacia, ma quasi nessuno si preoccupa di come sia quantitativamente povera, e soprattutto qualitativamente male organizzata.
Verso la piena sottoccupazione: Come cambia il lavoro in Italia. E-book. Formato EPUB Raffaele Brancati - Donzelli Editore, 2024 -
«Dall’inizio del nuovo secolo, in Italia si è alimentata un’illusione: quella di essere diretti verso la piena occupazione. Si tratta, appunto, di un inganno. Se si analizzano i numeri, emergono una realtà diversa e una tendenza opposta: in questi anni si è assistito nel nostro paese a una rapida crescita non di un’occupazione dotata di stabilità e tutele, ma della sottoccupazione, con forme e tipi di lavoro frammentato e vulnerabile. Una sottoutilizzazione delle persone in ore, istruzione e competenze». I numeri del mercato del lavoro in Italia sembrano indicare una situazione rosea: crescita degli occupati, maggiore presenza delle donne, calo della disoccupazione. Non solo siamo in più a lavorare, ma lavoriamo sempre meno. È davvero questa la situazione? Qual è effettivamente il tipo di occupazione in crescita? E gli stipendi, i diritti? Dall’inizio del secolo nel nostro paese a crescere non è stata un’occupazione caratterizzata da stabilità e garanzie, ma la sottoccupazione, vale a dire un lavoro estremamente frammentato e vulnerabile, segnato da una sottoutilizzazione delle persone, considerando sia il tempo dedicato al lavoro sia la formazione e le competenze dei lavoratori. La sottoccupazione è la tendenza profonda e diffusa in Italia negli ultimi decenni, come emerge dal volume, che mette insieme competenze diverse e raccoglie numerose analisi sociologiche ed economiche oltre a documentazioni statistiche sui temi cruciali del lavoro, per restituire una fotografia più fedele possibile del nostro paese. In questo scenario, un peso non irrilevante ha una nuova concezione del lavoro: l’esperienza pandemica, oltre a sollecitare la diffusione dello smart working, ha stimolato una riflessione sul tempo dedicato alla cura di sé e dei propri affetti, sul tempo di vita libero dal lavoro. Eppure, nonostante il ridimensionamento, il lavoro continua a essere concepito come uno dei fattori fondamentali non solo della crescita economica, ma anche dello sviluppo sociale di un paese. Manca una discussione pubblica compiuta e a tutto tondo, latita un progetto politico di ampio respiro che si confronti con dati e studi completi e aggiornati: è a questo scopo che il presente volume tenta di dare il suo contributo. Dal lavoro precario al salario minimo, dall’occupazione femminile alla disoccupazione giovanile, dall’aumento dell’età lavorativa al rapporto tra vita e lavoro: una lettura approfondita del mondo lavorativo italiano e dei cambiamenti in atto, con un occhio puntato sul futuro.