Roberta Corvi eBooks
eBooks di Roberta Corvi
Itinerari di filosofia contemporanea. E-book. Formato EPUB Roberta Corvi - Educatt Università Cattolica, 2015 -
In questo volume intendo affrontare alcuni problemi che hanno caratterizzato la filosofia contemporanea, esaminando le formulazioni e le soluzioni offerte da alcuni tra i principali pensatori del Novecento, che si distinguono per essere stati significativamente influenti o innovativi.Nello stesso tempo vorrei tracciare uno schizzo della filosofia contemporanea, limitatamente al periodo che va dalla fine dell’Ottocento all’inizio del XXI secolo, tralasciando il pensiero del XIX secolo, che pure fa parte, secondo la consueta periodizzazione, della filosofia contemporanea. E ciò per una precisa scelta teorica.Fino a non molto tempo fa il riferimento alla filosofia contemporanea indicava il periodo successivo a Kant; già Sofia Vanni Rovighi, però, ritenne che la filosofia moderna si dovesse concludere con Hegel piuttosto che con Kant[4]. Questa restrizione, tuttavia, non sembra ancora sufficiente a cogliere i tratti salienti della contemporaneità filosofica, in quanto il pensiero dell’Ottocento, anche quello successivo a Hegel, presenta caratteri nettamente differenti da quelli che distinguono il Novecento. Opino quindi che ci siano precise ragioni storiche per ritenere che l’Ottocento, con le sue problematiche e le sue soluzioni, sia ben distinto dal Novecento, nonostante, come è ovvio, tra i due secoli non ci sia una cesura netta e lineare.Pertanto l’oggetto prevalente di questo libro è il pensiero del Novecento, sebbene non manchino filosofi, come Nietzsche, vissuti del tutto o in buona parte nel secolo precedente, che abbiano anticipato temi tipici del Novecento, influenzando i pensatori successivi.Tratto dall'Introduzione
Itinerari di filosofia contemporanea. E-book. Formato Mobipocket Roberta Corvi - Educatt Università Cattolica, 2015 -
In questo volume intendo affrontare alcuni problemi che hanno caratterizzato la filosofia contemporanea, esaminando le formulazioni e le soluzioni offerte da alcuni tra i principali pensatori del Novecento, che si distinguono per essere stati significativamente influenti o innovativi.Nello stesso tempo vorrei tracciare uno schizzo della filosofia contemporanea, limitatamente al periodo che va dalla fine dell’Ottocento all’inizio del XXI secolo, tralasciando il pensiero del XIX secolo, che pure fa parte, secondo la consueta periodizzazione, della filosofia contemporanea. E ciò per una precisa scelta teorica.Fino a non molto tempo fa il riferimento alla filosofia contemporanea indicava il periodo successivo a Kant; già Sofia Vanni Rovighi, però, ritenne che la filosofia moderna si dovesse concludere con Hegel piuttosto che con Kant[4]. Questa restrizione, tuttavia, non sembra ancora sufficiente a cogliere i tratti salienti della contemporaneità filosofica, in quanto il pensiero dell’Ottocento, anche quello successivo a Hegel, presenta caratteri nettamente differenti da quelli che distinguono il Novecento. Opino quindi che ci siano precise ragioni storiche per ritenere che l’Ottocento, con le sue problematiche e le sue soluzioni, sia ben distinto dal Novecento, nonostante, come è ovvio, tra i due secoli non ci sia una cesura netta e lineare.Pertanto l’oggetto prevalente di questo libro è il pensiero del Novecento, sebbene non manchino filosofi, come Nietzsche, vissuti del tutto o in buona parte nel secolo precedente, che abbiano anticipato temi tipici del Novecento, influenzando i pensatori successivi.Tratto dall'Introduzione
Filosofia e Conoscenza. E-book. Formato PDF Roberta Corvi - Educatt, 2020 -
Il pensiero del Novecento ha posto un nuovo problema accanto a quelli di cui tradizionalmente si occupa la filosofia, vale a dire la filosofia stessa, che avverte come problema la sua stessa esistenza nel momento in cui le scienze sembrano esaurire il dominio del sapere, riducendo la filosofia a retaggio di un tempo in cui le scienze non erano ancora sufficientemente sviluppate. Contestando un documento firmato da pensatori molto noti e influenti, come Gadamer, Derrida, Ricoeur, Rorty e Putnam, che definivano la filosofia come «un elisir di vita eternamente efficace», Feyerabend in uno scritto del 1994 sostenne che in verità si tratta di «una pozione di streghe, i cui ingredienti sono spesso mortali. Non pochi degli attacchi portati alla vita, alla libertà e alla felicità hanno avuto un fortissimo sostegno filosofico». Rincarando la dose, il teorico dell’anarchismo metodologico afferma che «paragonato alla poesia e al senso comune, il discorso filosofico è sterile, privo di sensibilità. È tetragono nei confronti dei legami emozionali e dei mutamenti che tengono vivi gli esseri umani». Prima di Socrate si educava alla virtù senza insegnanti, semplicemente vivendo una tradizione, Socrate, invece, ha soppiantato la tradizione con i concetti, che devono essere chiari e rigorosi, ma non hanno la flessibilità e la multilateralità delle virtù tradizionali, anzi hanno la pretesa di incasellare le virtù, rendendole oggettive e avulse dal contesto in cui si praticano, mentre non possono essere separate dalle circostanze in cui sorgono, dalle emozioni e dai desideri. A fronte di accuse così dirette occorre indagare se esista una efficace strategia di difesa che restituisca alla filosofia non solo una giustificazione d’ufficio, ma le restituisca una funzione riconosciuta. Molti filosofi – di orientamento e temperamento diversi – se ne sono occupati, sottolineando vari aspetti del problema e abbozzando soluzioni talora simili e talaltra divergenti. In questo volume vengono esaminate, senza alcuna pretesa di esaustività, alcune delle principali riflessioni sulla filosofia rintracciabili nel pensiero del Novecento. Dall'Introduzione dell'Autrice