Roberto Brigati eBooks
eBooks di Roberto Brigati
Introduzione al cinismo. E-book. Formato EPUB Roberto Brigati - Clueb, 2024 -
C’è stato un tempo in cui «cinico» era una parola di apprezzamento. Questa può essere una sorpresa perfino per chi ha una preparazione filosofica, perché coloro a cui per primi fu applicata la qualifica sono finiti ai margini anche della storia della filosofia, per motivi che il libro tenterà d’indagare. Di certo quando questo termine ricorre nel quotidiano non si pensa per prima cosa a un filosofo, anche se nella memoria può esserci da qualche parte la figurina più o meno sbiadita di Diogene nella sua botte o in giro con la sua lampada in pieno giorno. Nondimeno il cinismo non fu un episodio: il movimento fu attivo fino alla fine dell’evo antico, in tutto il mondo mediterraneo, e con un numero di adepti che ha fatto parlare di «fenomeno di massa». Molti dei suoi schemi sono filtrati nello stoicismo, ma anche nella predicazione cristiana delle origini. Per tutta l’età medievale e moderna, fino all’Illuminismo, il cinismo ha mantenuto una folta schiera di ammiratori, per essere poi in gran parte dimenticato. Dagli anni Ottanta, c’è stato un risveglio d’interesse per la filosofia cinica, ma la sua eco in Italia è ancora limitata. Questo volume si propone d’inquadrare il cinismo antico e di esplorare la sua eredità nella cultura europea. Lungo questo itinerario dovrebbe emergere quanto sia inestimabile il contributo che il cinismo ha dato alla costruzione della figura occidentale dell’intellettuale – e del suo rovescio: l’anti-intellettuale, l’insubordinato, il trasversale, l’apocalittico.
Metamorfosi. La svolta ontologica in antropologia. E-book. Formato PDF Roberto Brigati - Quodlibet, 2019 -
A Cuba c'è una certa polvere, detta aché, che gli indovini utilizzano per dare i propri vaticini: questa polvere è potere. In Amazzonia, i cani dei Runa sognano, e osservandoli si può capire cosa accadrà loro il giorno dopo nella foresta; e il sangue delle prede che i giaguari bevono è birra di manioca. Da circa vent'anni, un vento di novità percorre l'antropologia. Alcuni autori propongono di adottare un atteggiamento che chiamano «ontologico»: la polvere aché non «rappresenta» il potere, dicono, ma «è» potere. Il lavoro dell'antropologo non sarebbe più quello di interpretare ciò che incontra sul campo alla luce delle categorie scientifiche occidentali (società, scambio economico, potere), ma di entrare nei mondi alieni che gli si aprono. Non più «noi» che interpretiamo «loro», ma loro che ci trasformano. E c'è chi pensa che la stessa parola «cultura», ormai superata, debba essere sostituita da mondi plurali e da ontologie multiple, reali quanto la «nostra» ontologia, nella quale, però, la natura è una e identica per tutte le differenti culture. Prendere sul serio le culture indigene vuol dire cioè assumerle come mondi, con le loro leggi e le loro realtà. Ma è davvero così? L'antropologia è veramente di fronte a una svolta epocale? La «decolonizzazione permanente del pensiero» (Viveiros de Castro) è finalmente a portata di mano? Il presente libro cerca di rispondere a questi interrogativi, raccogliendo sette interventi di autori che hanno ispirato o contribuito alla «svolta ontologica», a cui si affiancano i due saggi dei curatori – un'antropologa e un filosofo –, nei quali si cerca di fare un bilancio dell'interesse e dei limiti di questa svolta.
Il giusto a chi va: Filosofia del merito e della meritocrazia. E-book. Formato EPUB Roberto Brigati - Società Editrice Il Mulino, Spa, 2015 -
È opinione comune che merito e meritocrazia fondino l’uguaglianza e la giustizia sociale. Ma esiste un modo “naturale” e definitivo di ordinare secondo il merito due azioni? Una società meritocratica è qualcosa di diverso da un ordine sociale basato sulla produttività? Partendo da un’analisi filosofica del concetto stesso di merito, l’autore ne mette in luce la fondamentale ambiguità semantica, dimostrando che i suoi criteri di attribuzione possono avere un valore morale differente e che una prestazione rischia di essere giudicata meritevole in quanto corrisponde a criteri che a loro volta non sono giusti.