Yoko Tawada eBooks
eBooks di Yoko Tawada
Dove comincia l’Europa: e altri scritti. E-book. Formato EPUB Yoko Tawada - Mimesis Edizioni, 2022 -
Che cosa significa pensare l’Europa a partire dalla sua assenza originaria? E che cosa comporta raccontarla al di là delle definizioni di identità e di appartenenza? A queste domande rispondono con le loro provocazioni, e non senza ironia, i tre saggi narrativi di Yoko Tawada presentati in questo volume, nei quali l’Europa si rivela terra di Babele, ignara d’ogni frontiera linguistica e culturale. Con la sua scrittura sempre straniera, mossa dalla curiosità e dal desiderio, Tawada si mette alla ricerca delle tracce nascoste dell’Europa, ne interroga la fisionomia, persino l’inesistenza, la osserva ora con un paio di occhiali giapponesi, ora con lo sguardo trasognato della fiaba, e intanto compone il ritratto inedito di un continente assai più vasto e più libero di quanto i suoi presunti confini vogliano credere.
Memorie di un'orsa polare. E-book. Formato EPUB Yoko Tawada - Guanda, 2017 -
«Un romanzo stupefacente, dalla scrittura magistrale, che dà voce a tre generazioni di orsi emigranti.»DIE FRANKFURTER RUNDSCHAU«Strano e meraviglioso. Un romanzo che si pone nel solco di Franz Kafka, Bruno Schulz e Silvina Ocampo.»THE NEW YORKER«Il romanzo di Yoko Tawada fa risuonare la sua affascinante stravaganza: guardate che animali siamo.»The New York TimesTre talentuosi orsi bianchi sono gli inusitati protagonisti di un romanzo che racconta le loro travagliate esistenze attraversando un secolo di storia. La prima è la matriarca, stella del circo sovietico, che dopo il ritiro dalle scene scopre il piacere di ritrovarsi sola con la sua penna stilografica: la sua autobiografia farà di lei una scrittrice di successo. Sua figlia Tosca, nata in Canada, si trasferisce nella Germania orientale, dove dà spettacolo come provetta ballerina di tango nei circhi. La sua storia ci giunge attraverso la voce dell’addestratrice Barbara, con cui ha stabilito un legame viscerale che dai sogni arriva fino al palco. Infine Knut, il figlio che Tosca abbandona per seguire la sua vena artistica, si ritrova affidato a un altro mammifero, il custode dello zoo di Berlino, e cresce assediato da giornalisti e visitatori, diventando, suo malgrado, il simbolo delle ansie per il destino del pianeta. Orsi polari che non hanno mai messo piede al Polo Nord, cresciuti in simbiosi con chi li ha irrimediabilmente snaturati, Knut, la madre e la nonna si aggrappano al ricordo per inseguire la propria identità e osservano gli umani con sguardo stranito e insieme profondamente curioso, scovando una comune radice animale che annulla ogni barriera linguistica, politica o sociale.