Libri sulla musica

Manuali di teoria musicale e libri di storia della musica

La musica è materia di studio e passione che unisce teoria, storia e pratica strumentale. I libri dedicati a questo tema coprono percorsi diversi, dallo studio del solfeggio alla comprensione dei grandi periodi storici della musica occidentale, dalla musica greca classica fino alle correnti contemporanee. Il catalogo comprende manuali di teoria e solfeggio pensati per studenti di conservatorio e licei musicali, testi di storia della musica organizzati per epoche e correnti, opere di analisi musicale dedicate a compositori e forme specifiche, e guide pratiche per chi si avvicina a uno strumento. Trovi anche saggi di estetica e filosofia della musica che approfondiscono il significato culturale dell'arte sonora. Sono libri adatti a studenti, insegnanti e appassionati che vogliono ampliare la propria conoscenza musicale con testi affidabili e aggiornati. Acquista online su Unilibro.
EBOOK   9788845980107

Marescialle e libertini. E-book. Formato EPUB Alberto Arbasino   -  Adelphi, 2018  - 

La grande musica del Novecento si presentava spesso agli amici come un complesso di regole senza gioco. Per gli spettatori debuttanti ‘sul campo’ nei lontani anni Cinquanta – fra i neorealismi e gli astrattismi, l’Epico e l’Assurdo, la Callas e l’Osiris e le ideologie minatorie e il culto del Progresso – le discusse novità ‘live’ nei festival erano "La carriera del libertino", "Mosè e Aronne", "L’angelo di fuoco", "Capriccio", "Guerra e pace", "Una Lady Macbeth" di Mzensk, e un’abbondante produzione di lavori orchestrali o da camera. ‘Prime’ storiche e memorabili, alla Scala e alla Fenice e a Berlino e a Vienna, fra giudizi caotici ‘a caldo’ e tipici equivoci d’epoca: Stravinskij restauratore del rétro, Schönberg patrono dei carrieristi, Strauss birroso epigono, Prokofiev professionista di rappresentanza, Šostakovic epico alfiere di gloriosi caduti... E tutt’intorno – oltre ai più noti Berg, Weill, Bartók, Webern, Honegger, Hindemith, Britten, Milhaud, Poulenc, Janácek, gradatamente accolti – il silenzio dei cancellati. Perseguitati dalle varie intolleranze ideologiche, politiche, avanguardistiche, accademiche: Schreker, Krenek, Pfitzner, Korngold, Zemlinsky, Szymanowski, Schmidt, Schoeck, e altri emarginati da recuperare e intendere. Ma come e quando, in flashback o in performance, fra gli sbarramenti del tardo Novecento e le riabilitazioni del Postmoderno? Come tutti i messaggi e i prodotti, ovviamente, anche le migliori o peggiori composizioni sono tenute a incontrare direttamente i propri destinatari e consumatori: un pubblico di utenti più o meno ‘connaisseurs’ che le fruisce o fraintende secondo le idee correnti nelle diverse epoche. Variano infatti le mode, i conformismi, i dissensi, fra pregiudizi perentori, ricezioni malintese, provoca- zioni e trasgressioni che mixano i ‘must’ e i ‘post’ col Kitsch e il Trash. Attraverso i contesti e i gusti mutanti, però, si trasformano continuamente anche le figure e le ‘carriere’ dei Classici Moderni. E le verifiche discordi sui loro angeli e demoni, e i capricci, i libertini, le appassionate, le birbone... Allora, dopo mezzo secolo di eventi illustri e controversi vissuti direttamente dalla parte degli spettatori, un flâneur di varie arti come Alberto Arbasino si fa memorialista filarmonico di innumerevoli rappresentazioni e interpretazioni e personalità ormai piuttosto mitiche. Con parecchie curiosità e libertà romanzesche rispetto a diverse tradizioni e avanguardie anche dissipate o disperse.

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EBOOK   9788845984648

Il mondo nell’orecchio: La nascita della musica nella cultura. E-book. Formato EPUB Ramón Andrés   -  Adelphi, 2021  - 

Che cos’è la musica? Per rispondere a questa capitale domanda, Ramón Andrés insegue – dalla preistoria al composito mondo greco-romano, con frequenti incursioni nelle tradizioni asiatiche – le esperienze primordiali che hanno risvegliato il nostro inconscio alla vibrazione universale, le riflessioni filosofiche che hanno eretto l’armonia a principio fondante del cosmo e dell’etica, le meditazioni artistiche e religiose attraverso le quali la musica ha preso forma come elemento insostituibile del vivere umano. E alla maniera degli antichi rapsòdi, «cucitori di canti», raccoglie nel suo tour de force una scintillante collezione di storie, citazioni memorabili e interpretazioni animate da un contagioso senso di stupore. Se «mousike´» è, come pensavano i greci, non solo una «tecnica combinatoria dei suoni», ma una disciplina che «permette di costruire uno spazio confacente alle necessità spirituali e fisiche dell’uomo», l’itinerario tra suono e vibrazione, proporzione e spazio, intelligenza e danza cui Andrés ci invita è allora un «viaggio necessario». Tanto più oggi, quando la musica rischia di risolversi e dissolversi nell’«entertainment», nell’emporio dei suoni smaterializzati, nella persecuzione delle nenie di sottofondo orchestrate da algoritmi. La musica, invece, è infinitamente di più: intermediaria celeste, abissale «frammento delle nostre origini», motore armonico della convivenza, voce che «placa e compone la tempesta cosmica». Per Rilke l’orecchio è un «tempio»: Andrés ha predisposto una doviziosa liturgia musicale, e dalla soglia ci invita all’«introibo».

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EBOOK   9788845987519

Corrispondenze. E-book. Formato EPUB Mario Bortolotto   -  Adelphi, 2024  - 

Un Mozart assai meno apollineo di come viene solitamente dipinto, un Mendelssohn tragico e moderno e un Verdi anziano, saturo di vitalità e contraddizioni; una lettera al «cavaliere Gluck», l’intervista che Brahms decise di rilasciare in esclusiva ai posteri e le feroci critiche di Hindemith e Strawinsky allo «spaventoso gigante» Beethoven: sono solo alcune delle sorprese che il nuovo breviario musicale di Mario Bortolotto ci riserva. Da Schubert a Mahler, da Rossini a Wagner, Cajkovskij, Debussy, nessuno dei grandi maestri manca all’appello, e tuttavia c’è spazio anche per autori e temi meno perlustrati: Cherubini, Auber, Schmidt, l’operetta e i cori alpini già cari a Benedetti Michelangeli, un inedito Leopardi teorico musicale e il colorito epistolario di Berlioz... Ma la dimora elettiva di Bortolotto è senz’altro il teatro, sicché a più riprese lo vediamo sondare, con sollecitudine amorosa e insieme severa, lo stato di salute dell’opera – «questo manufatto che tiene un poco del cialtronesco e un poco del magico». Peregrinando dall’inarrivabile Staatsoper viennese ai palchi parigini e da San Pietroburgo al Colón di Buenos Aires, fino a quei «piccoli teatri esigenti» che soli, in Italia, resistono alla desolante «riduzione del cosiddetto repertorio», Bortolotto esamina cantanti e direttori, trafigge qua e là le «infelici trovate» e la «massiccia ignoranza» di certi registi, eppure è sempre pronto a lasciarsi incantare dal miracolo di una rappresentazione perfetta. Scortati attraverso un labirinto di vicende artistiche, letterarie e musicali da una guida «nonchalante» ma sospettabile di onniscienza, comprendiamo, insomma, come la musica che inspiegabilmente ci ostiniamo a chiamare classica, lungi dall’essere la superflua ‘colonna sonora’ della vita culturale occidentale, ne sia parte irrinunciabile e fondante.

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