Libri sulla Sardegna
Guide, aaggi e studi sulla storia, i nuraghi e la cultura della Sardegna
Topologie postcoloniali: Innovazione e modernizzazione in Sardegna. E-book. Formato EPUB Alessandro Mongili - Condaghes, 2015 -
Come mai l’innovazione si mostra incapace di modificare le relazioni di dipendenza? Si può studiare l’innovazione in luoghi considerati 'arretrati' senza esaminare le relazioni di subalternità? Partendo da alcuni casi di innovazione (l’alfabetizzazione informatica di gruppi di donne, la 'rilaboratorizzazione' del pane considerato come tipico, la standardizzazione del sardo e le politiche dell’innovazione) "Topologie postcoloniali" mette in discussione l’idea che i processi possano essere spiegati in base alla dicotomia modernità/tradizione e al carattere neutrale della modernizzazione e delle politiche dell’innovazione. Poco sembra spiegabile, inoltre, in base a una presunta, ma mai chiarita, identità sarda, di volta in volta idealizzata o considerata la radice di ogni male. Per farlo, sposta l’attenzione dall’ossessione del 'territorio', e delle sue caratteristiche considerate quasi naturali, ai legami e alle relazioni dominanti nei processi innovativi, spesso squilibrate e di impronta coloniale. Le innovazioni sono qui analizzate nel vivo della loro articolazione piuttosto che dal punto di vista della progettazione astratta, e questo consente di fare un viaggio in mondi meno smart delle loro rappresentazioni mediatizzate, ma incredibilmente più ricchi di legami con la storia della Sardegna, e con i processi che oggi collegano le nostre vite a convergenze socio-tecniche estese all’insieme del pianeta.
Un sogno chiamato Nurnet. E-book. Formato EPUB Anonimo - Condaghes, 2014 -
«Amo la Sardegna, ma non troppo. La amo perché è una terra meravigliosa, che descrivere è di una limitatezza tale che preferisco non farlo e concentrarmi sul “non troppo”. Non troppo perché è una terra che ha perso la speranza. Una terra che abbiamo maltrattato e che nella sua infinita generosità di madre, ci sta voltando le spalle. Non troppo perché la Sardegna è tale per via del suo popolo. E ancora endemicamente e stagionalmente si alzano roghi al cielo, si sporcano le sue coste, si dilapida il suo patrimonio. Se dunque è vero il sillogismo “le terre sono i loro abitanti”, “i sardi sono gli abitanti della Sardegna”, “La Sardegna è i sardi”, beh, allora “non troppo”. Ma ho speranza che qualcosa cambi, quindi la amo più di quanto la odi. Sono sardo e ci provo, a cambiare.» Dalla Introduzione dell'Autore.
S’AcabadoraÈ ora di finirla?. E-book. Formato EPUB Toni Soggiu - Condaghes, 2014 -
Il libro rivisita, in maniera critica, le vicende storiche e di costume che hanno condotto alcuni studiosi e scrittori ad affermare l’esistenza in Sardegna, fino a poco tempo fa, di un “rito della buona morte”. L’autore, attraverso argomentazioni storiche e linguistiche, a tratti con toni sarcastici, dimostra l’infondatezza di queste congetture non sorrette da fonti documentali certe. ACABADORA: voce di derivazione catalana, dal verbo acabar ‘concludere’. Il suo ingresso nella lingua sarda è necessariamente successivo alle relazioni commerciali e belliche tra Sardegna e Catalogna avviate nel XII secolo. Usato come sostantivo femminile, 'acabadora' sostituisce la parola tabù “morte”. "Su corfu de s’acabadora", alla lettera ‘il colpo della concludente’, sta per “l’ora della morte”, cioè per “s’acabu de s’ora”, costantemente richiamato nella preghiera dell’Ave Maria: «ora e nell’ora della nostra morte». Ci sono infatti molti indizi che fanno ritenere che “s’Acabadora” fosse la Madonna stessa: «Sa Madonna acabat s’ora», cioè l’Addolorata. "Sa fèmmina acabadora" andrebbe quindi interpretata alla lettera: pia donna chiamata nella casa del morto per organizzare la fase preparatoria alla sepoltura.