Guanda eBooks
eBooks editi da Guanda con argomento Campi Di Concentramento di Formato Epub BIOGRAFIE E STORIE VERE
Voglio sappiate che ci siamo ancora. E-book. Formato EPUB Esther Safran Foer - Guanda, 2020 -
«Una splendida esplorazione della memoria collettiva e della vicenda ebraica.»Nathan EnglanderEsther Safran Foer è cresciuta in una casa in cui il passato faceva troppa paura per poterne parlare. Figlia di genitori immigrati negli Stati Uniti dopo essere sopravvissuti allo sterminio delle rispettive famiglie, per Esther l’Olocausto è sempre stato un’ombra pronta a oscurare la vita di tutti i giorni, una presenza quasi concreta, ma a cui era vietato dare un nome. Anche da adulta, pur essendo riuscita a trovare soddisfazione nel lavoro, a sposarsi e a crescere tre figli, ha sempre sentito il bisogno di colmare il vuoto delle memorie famigliari. Fino al giorno in cui sua madre si è lasciata sfuggire una rivelazione sconvolgente. Esther ha deciso allora di partire alla ricerca dei luoghi in cui aveva vissuto e si era nascosto suo padre durante la guerra, e delle tracce di una sorella di cui aveva sempre ignorato l’esistenza. A guidarla, solo una vecchia foto in bianco e nero e una mappa disegnata a mano. Quello che scoprirà durante il suo viaggio in Ucraina – lo stesso percorso che Jonathan Safran Foer ha immaginato per il protagonista del suo romanzo, Ogni cosa è illuminata – non solo aprirà nuove porte sul passato, ma le concederà, finalmente, la possibilità di ritrovare se stessa e le sue radici.
Tutto è in frantumi. 1943, diario di un'ebrea olandese. E-book. Formato EPUB Klaartje De Zwarte-Walvisch - Guanda, 2012 -
Il 22 marzo 1943, in una bella giornata di sole, due "cacciatori di ebrei" prelevano Klaartje e Joseph de Zwarte dalla loro casa di Amsterdam. Finisce così il loro ultimo pomeriggio di libertà. Dopo l'arresto, marito e moglie vengono internati nel campo di concentramento di Vught. Nel giro di alcuni mesi Klaartje sarà trasferita a Westerbork e, da lì, a Sobibor, dove morirà nelle camere a gas il 16 luglio, a trentadue anni. Joseph, separato dalla moglie a Vught e impiegato nei lavori forzati, sarà deportato in seguito, ma le sue tracce si perdono comunque in un luogo imprecisato della Polonia. A dispetto dei suoi carcerieri e correndo un rischio enorme, la sartina Klaartje trova il coraggio dell'unica resistenza possibile: tiene un diario preciso e dettagliato della vita nel campo di Vught. Forse presagendo a quale destino andrà incontro, al momento di salire sul treno per Sobibor lo consegna al cognato. È una testimonianza commovente e un impietoso atto di accusa, ma insieme dà voce all'incredulità di fronte a un sistema talmente assurdo da risultare inconcepibile. Il diario è stato riscoperto solo di recente, dopo la donazione di una superstite della famiglia al Museo ebraico di Amsterdam. Con la sua pubblicazione non soltanto si è riportato alla luce un documento fondamentale ma, finalmente, si realizza il desiderio di Klaartje che quanto ha scritto raggiunga il mondo esterno perché tutti conoscano le sue sofferenze e la sua rabbia.