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eBooks editi da Adelphi con argomento Musica Storia di Formato Epub
Il Paese del melodramma. E-book. Formato EPUB Bruno Barilli - Adelphi, 2025 -
Quando apparve nel 1930, Il «Paese del melodramma» fu come un colpo di scure piantato sulla tavola impeccabilmente imbandita dei musicologi «competenti», per i quali Verdi coincideva solo con la «“verve” discreta e senile» del «Falstaff». Contro quegli «intellettuali accantonati ed ostili» Barilli rivendicava la grandezza perentoria e insindacabile del Verdi del «Trovatore» e dell’«Aida». Oggi la causa di Verdi è ampiamente vinta, sicché il lettore potrà concentrarsi sulle fascinazioni descrittive ed evocative del capolavoro di Barilli. Sugli sfondi ambientali, anzitutto, a partire da una Parma simile a un «dedalo di straducole, porticati, tane e borghetti carichi di passione, di violenza e di generosità»; poi sulla disamina di singole opere, sempre sintetizzate in modo geniale e obliquo, dal «Matrimonio segreto» al «Barbiere di Siviglia»; e infine sui personaggi: dai grandi musicisti come Cimarosa e Puccini alle «prime donne» del canto, dal violinista di strada Migliavacca al contrabbassista virtuoso Giovanni Bottesini. Questo affresco formicolante e metamorfico trova il suo mastice soprattutto nella stupefacente forza dello stile, che accumula arcaismi e neologismi, rigore e stravaganza, sinestesie e ossimori, metafore ora aggressive e accese, ora geometriche e gelate, amalgamando il tutto con una coerenza euforica e temeraria, così come in un difficile e capriccioso contrappunto ogni voce concorre a formare «la» voce, quella che l’ascoltatore non può dimenticare.
A gonfie vele: Lettere 1928-1946. E-book. Formato EPUB Isaiah Berlin - Adelphi, 2024 -
Oxford, anni Trenta. Il futuro autore del «Riccio e la volpe», del «Legno storto dell’umanità», della «Libertà e i suoi traditori» è un giovane studioso agli inizi della carriera, ma già rivela quelle singolari doti che faranno di lui uno dei grandi epistolografi del Novecento: la passione per il gossip e la conversazione brillante («la vita non merita di essere vissuta se non si può essere indiscreti con gli amici intimi» scriverà), il talento di ‘imitatore di voci’, la curiosa mobilità di uno sguardo capace di trascorrere con leggerezza da un oggetto all’altro, l’eleganza musicale della prosa, l’ironia degna di Evelyn Waugh o Robert Byron. Che parli degli intrighi accademici oxfordiani o dei concerti di Toscanini a Salisburgo, del cenacolo di Stefan George e dei prodromi del nazismo o di letteratura inglese, di Gerusalemme o del «viaggio della memoria» nella patria russa, delle atmosfere di Venezia o dei suoi incontri con Virginia Woolf, sempre la varietà armoniosa, la versatilità danzante del suo stile ci incantano. Ma non basta: negli anni trascorsi fra New York e Washington (1941-1946) come funzionario del Foreign Office – con il delicato compito di operare affinché il governo di Roosevelt decidesse l’entrata in guerra al fianco di Churchill, nonché di guadagnare l’America alla causa sionista –, Berlin si rivela anche un geniale cronista del grande ebraismo americano (i Warburg e i Frankfurter, i Brandeis, i Rothschild), sicché questo epistolario giovanile ci regalerà anche un’incursione nel cuore segreto della storia novecentesca.