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eBooks editi da Adelphi con argomento Xvii Secolo di Formato Epub

EBOOK   9788845989223

Natura morta con briglia: Il secolo d’oro olandese. E-book. Formato EPUB Zbigniew Herbert   -  Adelphi, 2025  - 

Come ha osservato una volta Brodskij, i versi di Zbigniew Herbert, con la loro geometrica nitidezza e glaciale lucidità, hanno il potere di lasciare un’impronta fisica nella «materia cerebrale» di chi legge. Altrettanto si può dire di queste prose, che fanno rivivere sotto i nostri occhi il «secolo d’oro» olandese, con la qualità iperreale e allucinatoria di certe decalcomanie. Lente d’osservazione privilegiata è la pittura, una pittura che sprigiona nell’immediatezza di un dettaglio – un ciuffo di salici, una goccia d’acqua, un mulino solitario, la forma di una nuvola, i canali e le rosse città – «l’immensità del mondo e il cuore delle cose». Ma Herbert non ci immerge solo nei mirabili paesaggi di Jan van Goyen, nel «chiarore plumbeo» che precede i suoi temporali, o nella «pigra luminescenza dorata» dei suoi pomeriggi estivi, ci conduce anche nelle botteghe degli artisti, nei salotti di «rappresentanti molto conservatori delle virtù calviniste», al centro della vita di questa «nazione frugale, sobria, industriosa». Sfogliando talora recondite pagine di storia – da quelle drammatiche della ‘tulipanomania’ a quelle velate di mistero che dischiude l’unico quadro sopravvissuto di Torrentius, oscuro pittore perseguitato per eresia –, Herbert mescola narrazione, diario di viaggio e riflessione, senza mai spogliarsi del suo sguardo poetico, giungendo così a rivelarci il volto più segreto del Seicento olandese.

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EBOOK   9788845986079

La Città del Sole. E-book. Formato EPUB Tommaso Campanella   -  Adelphi, 2023  - 

«Come modello di repubblica da imitare, la “Città del Sole” è un modello da non imitare» scriveva con insolenza Alberto Savinio presentando il celebre testo di Campanella. Era il 1944, e con «La Città del Sole» l’editore Colombo di Roma inaugurava – non a caso in un periodo di oscurità e barbarie – la Collana degli Utopisti diretta da Enrico Falqui e dallo stesso Savinio. Al progetto teocratico del «lampeggiante e roccioso» filosofo calabrese, l’umanista Savinio opponeva risolutamente l’antidoto della «grecità mentale»: « ... la libertà di pensare col proprio cervello ... si accende per la prima volta in Grecia e la illumina, e non torna a riaccendersi nel mondo se non con l’Umanesimo». Violando la consuetudine che vuole il curatore di un classico distaccato e impersonale, Savinio, che per nostra fortuna non dimentica mai di essere anzitutto uno scrittore, ha saputo trasformare strumenti di solito innocui come una introduzione e un commento in un’arma acuminata e micidiale – e l’intera edizione in un confronto, secco e ardito, fra «concetto teistico del mondo e concetto umanistico»: «“La Città del Sole” non è un’utopia. Le manca il primo requisito di ogni utopia: la qualità ateistica». Temi ardui, che Savinio stesso non voleva fossero oscurati dalla felice improntitudine del suo commento. E così annotava: «Lavorando in quest’aura utopica, ho finito per credere utopicamente che i miei lettori hanno tutti superato il pregiudizio della serietà, che tanto buio spande sulle cose della coltura e comunque della vita, e sanno ormai che la serietà è un ostacolo e una limitatezza, e dunque una forma di inintelligenza».

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