Donzelli Editore eBooks

eBooks editi da Donzelli Editore con argomento Banche di Formato Pdf

EBOOK   9788868432003

La banca che ci manca: Le banche centrali, l'Europa, l'instabilità del capitalismo. E-book. Formato PDF Pierluigi Ciocca   -  Donzelli Editore, 2015  - 

La questione della banca centrale, della sua autonomia, dei suoi compiti, dei modi in cui adempierli è al centro dell’agenda politica, non solo in Europa, a seguito del dibattito che le ultime elezioni nel Vecchio continente hanno acceso sulle sorti future dell’Unione. Dagli anni settanta del Novecento, la discrezionalità amministrativa e tecnica delle banche centrali si era ridotta. La crisi finanziaria anglosassone del 2008 ha invece aperto la via a una rinnovata estensione delle competenze delle banche centrali nella supervisione finanziaria e all’ampliamento degli obiettivi e dei gradi di libertà nella politica monetaria. La storia, la pratica e la migliore teoria della «banca delle banche» – l’istituzione che è il perno dell’intero sistema della finanza – confermano come sia possibile una riforma che doti la politica economica di una vera banca centrale, della cui mancanza si è avuta l’ennesima prova nella crisi del 2008. In queste pagine Pierluigi Ciocca, a lungo responsabile della ricerca economica nella Banca d’Italia, avanza e motiva la proposta secondo cui le banche centrali, a cominciare da quella europea, perseguano il pieno impiego oltre alla stabilità dei prezzi, prevengano il dissesto del sistema finanziario, assicurino la continuità della spesa pubblica laddove, pur essendo il bilancio non lontano dall’equilibrio, lo Stato incontra difficoltà nel collocare i suoi titoli sul mercato obbligazionario. Complemento e non sostituto delle politiche che competono ai governi – fiscale, dei redditi, industriale, della concorrenza – l’azione di una banca centrale che disponga di strumenti utilizzabili discrezionalmente può recare un contributo prezioso al contrasto dell’instabilità, in molteplici forme radicata nelle economie di mercato capitalistiche.

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EBOOK   9788860369154

Le mani sulla banca. Il caso Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. E-book. Formato PDF Carlo Benigni   -  Donzelli Editore, 2013  - 

Qual è il rapporto corretto tra una fondazione bancaria e la banca di cui è azionista? È più facile dire come non deve essere. Questo libro presenta un «case history» esemplare, relativo al rapporto tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, la Banca Regionale Europea e il gruppo Ubi Banca. I soggetti sono di primaria importanza: la fondazione è tra le prime dieci in Italia, la banca è la prima tra le aziende di credito con sede legale in Piemonte; Ubi Banca è tra i primi cinque gruppi bancari nazionali. La Banca Regionale Europea è tra le banche più solide a livello di sistema. Bilanci a posto, ottima redditività, sofferenze al minimo. Ma nel marzo 2010 la fondazione delibera la sfiducia nei confronti del presidente della banca, di cui controlla una partecipazione, e nomina al suo posto, nel consiglio di gestione del gruppo, di cui è tra i primi azionisti, il presidente del collegio sindacale. Perché? Nessuno sa spiegarlo; la business community cuneese è compatta nel deplorare la decisione. Poi si scopre che il presidente della fondazione, titolare di un’azienda in difficoltà, se l’è fatta ricapitalizzare da una società che fa capo al presidente del collegio sindacale, con cui è socio in affari, il quale viene catapultato al ruolo di banchiere nazionale.Alle legittime domande in tema di rispetto del codice etico, di gestione del patrimonio, di rapporto con gli enti che designano il consiglio generale, la fondazione non ha dato risposte di merito, chiamando tutti a raccolta in difesa dell’istituzione, che ha ragione «a prescindere». Di fatto, con la stessa classe dirigente del secolo scorso, che si fa nominare e rinominare dagli enti beneficiati, la fondazione si è costituita come potere autoreferenziale e sovraordinato rispetto alle istituzioni locali e ai partiti.Il cerchio si chiude e si ritorna a una prospettiva nazionale. Alla luce di questa e di altre esperienze, ha senso che le fondazioni esercitino influenza nella governance delle banche? E a Cuneo la politica, che nella vicenda ha svolto una funzione ancillare rispetto alla fondazione, saprà riscoprire il proprio ruolo e la propria dignità?

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EBOOK   9788868430931

Le mani sulla banca. Il caso Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. E-book. Formato PDF Carlo Benigni   -  Donzelli Editore, 2014  - 

Qual è il rapporto corretto tra una fondazione bancaria e la banca di cui è azionista? È più facile dire come non deve essere. Il libro di Carlo Benigni presenta un case history esemplare, relativo al rapporto tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, la Banca regionale europea e il Gruppo Ubi Banca. I soggetti sono di primaria importanza: la fondazione è tra le prime dieci in Italia, la banca è la prima tra le aziende di credito con sede legale in Piemonte; Ubi Banca è tra i primi cinque gruppi bancari nazionali. La Banca regionale europea è una delle banche più solide a livello di sistema: bilanci a posto, ottima redditività, sofferenze al minimo. Ma nel marzo 2010 la fondazione delibera la sfiducia nei confronti del presidente della banca, di cui controlla una partecipazione, e nomina al suo posto, nel consiglio di gestione del gruppo, di cui è tra i primi azionisti, il presidente del collegio sindacale. Perché? Nessuno sa spiegarlo; la business community cuneese è compatta nel deplorare la decisione. Documentate interrogazioni parlamentari, tuttora prive di risposta, descrivono scenari inquietanti, rilevati anche dalla magistratura. A legittime domande in tema di rispetto del codice etico e di gestione del patrimonio, la fondazione non ha dato risposte di merito, chiamando tutti a raccolta in difesa dell’istituzione. Di fatto, con la stessa classe dirigente del secolo scorso, che si fa nominare e rinominare dagli enti beneficiati, la fondazione si è costituita come potere autoreferenziale e sovraordinato rispetto alle istituzioni locali e ai partiti; un potere trasversale, costruito su interessi di affari che comprendono esponenti di tutti gli schieramenti. Un «groviglio armonioso» subalpino. Il cerchio si chiude e si ritorna a una prospettiva nazionale. Dov’è la vigilanza del ministero dell’Economia? Alla luce di questa e altre esperienze, ha senso che le fondazioni esercitino influenza nella governance delle banche? Si riuscirà a cambiare il rapporto politica-fondazioni-banche? Si andrà oltre il capitalismo relazionale? E a Cuneo la politica saprà risalire da una funzione ancillare, rispetto alla fondazione, a una riscoperta della propria dignità?

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