Donzelli Editore eBooks
eBooks editi da Donzelli Editore con argomento Sciopero di Formato Epub
L'autunno caldo: Cinquant'anni dopo. E-book. Formato EPUB Ada Becchi - Donzelli Editore, 2019 -
«Sono passati cinquant’anni che, effettivamente, non sono pochi, ma chi ha vissuto quegli eventi non può non essere consapevole della distanza siderale che ci separa socialmente, e ancor più politicamente, da allora. L’autunno 1969 fa parte di una stagione di grandi speranze, di impressionanti potenzialità (al di là della difficoltà dei protagonisti a fronteggiare le risposte che la sfida via via determinava). Questa è una stagione di generalizzata paura, del presente e soprattutto del futuro». Torino, 3 luglio 1969, una manifestazione operaia attorno al tema della casa. In prima fila sono gli operai della Fiat di Mirafiori, il cuore pulsante del modello industriale italiano. E sono soprattutto i meridionali immigrati, rappresentanti della nuova figura dell’operaio-massa, caratterizzati in fabbrica da un trattamento salariale fortemente discriminatorio nei confronti dell’operaio specializzato, a dare battaglia in prima fila, affiancati dai quadri più politicizzati del movimento studentesco. Comincia così l’«autunno caldo», una stagione di tensioni e di lotte sindacali e politiche segnata dal carattere spontaneo della protesta, da rivendicazioni redistributive radicali e da una contestazione delle tradizionali forme di rappresentanza sindacale, cui si contrappose il modello assembleare e la rappresentanza attiva dei delegati di reparto. La scadenza del rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici fu il catalizzatore di una battaglia che segnò l’avvio di un processo di redistribuzione del reddito e la conquista di una serie di tutele e diritti fortemente innovativi e la nascita di un nuovo modello di sindacalismo unitario. Si trattò di un movimento estraneo alla logica e alla cultura dei partiti e dei sindacati tradizionali. I principali dirigenti del Pci e della Cgil rimasero sostanzialmente estranei. Alcuni furono addirittura ostili. E ai margini o tra le pieghe di quel movimento si annidarono germi pericolosi che avrebbero alimentato il terrorismo rosso negli anni successivi. A distanza di cinquant’anni indagare le conseguenze di quella stagione nella nostra storia è un utile esercizio per misurare distanze abissali e inattese persistenze. A cimentarsi in questo tentativo concorrono qui tre autori: Ada Becchi, che partecipò a quelle vicende da protagonista, come funzionario nazionale della Fiom e della Flm dal 1969 al 1977, analizza i soggetti coinvolti, affrontando anche gli intrecci con il movimento degli studenti e i fenomeni di violenza armata, che da alcune sue enclaves sono derivati, e con la strategia della tensione; Andrea Sangiovanni, storico, traccia la parabola del protagonismo operaio, inserendola nel più ampio contesto della storia italiana di quel periodo e scandagliando il retroterra sociale e culturale che la consentì e la alimentò; Marco Bentivogli, attuale segretario generale della Fim-Cisl, delinea una riflessione sul possibile ritorno a una soggettività consapevole degli operai industriali che apra delle opportunità di progresso sociale e civile per l’intera comunità, anche alla luce della grande trasformazione digitale e del suo impatto sul lavoro, le produzioni e la vita delle persone.
Scioperare nel Duemila: Le Officine ferroviarie di Bellinzona e la memoria operaia. E-book. Formato EPUB Paolo Barcella - Donzelli Editore, 2018 -
È il 7 marzo del 2008 quando la direzione delle Ferrovie federali svizzere (Ffs) annuncia un piano di privatizzazione che prevede la soppressione di 120 posti di lavoro e lo smantellamento progressivo delle Officine Cargo di Bellinzona. La risposta, inaspettata, è durissima: 430 operai di quel sito industriale entrano immediatamente in sciopero, dando il via a un vasto movimento di protesta che coinvolge tutta la regione. A dieci anni di distanza, un gruppo di storici ragiona sul valore di quello sciopero e ne descrive in queste pagine le tappe come spunto per una riflessione più ampia sulle trasformazioni avvenute negli ultimi anni nel mondo del lavoro. Per la sua dimensione, lo sciopero delle Officine è stato un evento eccezionale, che ha prodotto una vasta quantità di documenti capaci di illuminare un intero contesto sociale, politico, culturale, economico. Le fonti scritte e orali – rapporti sindacali, reportage, fotografie, racconti di operai – permettono senz’altro di conservare la memoria di quell’evento, ma aiutano anche a ripensare la stessa categoria di sciopero nel paese in cui, stando all’immaginario collettivo, sembrerebbe non avere diritto di cittadinanza. Il libro si conclude con un’intervista al regista Danilo Catti, pensata come una presentazione del suo documentario Giù le mani, qui allegato in dvd. In questa pellicola, poi proposta al Festival di Locarno 2008, Catti si è calato nei panni di un osservatore partecipante, stando quindi a stretto contatto, giorno e notte, con gli operai e la cittadinanza in fermento. In un’epoca dominata da una forte ideologia anti-operaia e anti-sindacale, lo sciopero delle Officine segna un traguardo: ha saputo trovare il linguaggio e gli strumenti adatti per dare di sé un’immagine di forza, trasversalmente seduttiva rispetto agli schieramenti politici, conquistando così una grande attenzione anche a livello internazionale.