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eBooks editi da Edizioni Alegre con argomento Argentina di Formato Epub
Le fabbriche recuperate: Dalla Zanon alla RiMaflow. Un'esperienza concreta contro la crisi. E-book. Formato EPUB Andrés Ruggeri - Edizioni Alegre, 2016 -
Le "fabbriche recuperate", abbandonate dagli imprenditori e poi occupate e rimesse in moto direttamente dai lavoratori, sono una delle esperienze più interessanti dell'Argentina uscita dalla grande crisi del 2001. Da allora più di 300 imprese fallite sono tornate in funzione, salvando oltre 15.000 posti di lavoro e dando vita ad un processo di autogestione inedito che continua e che, sull'onda della crisi globale degli ultimi anni, è divenuto esempio di resistenza anche in Europa. In Italia troviamo la RiMaflow a Milano e le Officine zero a Roma, ma si contano esperienze anche in Francia, Grecia e in altri paesi del vecchio continente. Andrés Ruggeri, grazie ad un lavoro di ricerca di oltre dieci anni, indaga questa realtà senza idealizzarla ma provando a comprenderne la complessità, i sacrifici, le difficoltà e le sconfitte nella costruzione di unità economiche che non solo devono fornire lavoro e sostentamento per coloro che le portano avanti, ma anche contribuire a creare forme di gestione collettiva, democratica e, soprattutto, senza sfruttamento. L'autore approfondisce così l'ipotesi dell'autogestione, sequestrata nel Novecento dalle burocrazie e dagli errori di un movimento comunista internazionale dominato dallo stalinismo e da tendenze socialdemocratiche, e che oggi può offrire un terreno prezioso per impostare un nuovo inizio per le sinistre in crisi. "Se la sperimentazione sociale fosse possibile, l'universo eterogeneo delle imprese recuperate sembrerebbe un campionamento casuale di aziende di tutti i tipi, dimensioni, categorie e condizioni, distribuite in tutto il Paese seguendo il modello della struttura industriale preesistente, con imprese abbandonate dai capitalisti, recuperate dalle mani dei loro lavoratori e messe alla prova nelle circostanze più difficili: senza padroni, ma anche senza capitali e, a volte, quasi senza mezzi di produzione. Ma le "cavie sociali" non esistono più e questi lavoratori stanno operando veramente una trasformazione della realtà e, contro ogni previsione, stanno scrivendo una pagina della storia dell'autogestione che ci può insegnare molto sulle sue difficoltà ed i suoi limiti, ma anche sull'enorme potenziale di creazione di una nuova logica di gestione collettiva dell'economia".
El minuto: Indagine su una storia napoletana nella Buenos Aires dei militari. E-book. Formato EPUB Pino Narducci - Edizioni Alegre, 2017 -
L'autore è il Pm napoletano noto per aver scoperto "Calciopoli". Oltre al suo lavoro ha due grandi passioni: la sua città e l'Argentina. Per caso scopre che nella terribile vicenda dei desaparecidos argentini degli anni Settanta, c'è anche una storia napoletana. È la storia di Rosaria Grillo, nata a Napoli, tra i 30mila desaparecidos assassinati dal regime dei militari dopo il golpe del '76. Con il piglio del Pm, intervistando parenti e sopravvissuti e studiando documenti e quotidiani dell'epoca, compie una vera e propria indagine sulla scomparsa di Rosaria, fornendo un apporto significativo all'investigazione sui responsabili della desapariciòn di altri sei militanti della Juventud Guevarista che come lei scomparvero nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1976. L'analisi dei sequestri dei giovani guevaristi di Buenos Aires dimostra infatti che, tra loro, esiste un filo unico e una stessa regia repressiva. El minuto – così chiamavano i militanti la frazione di tempo a loro disposizione per organizzarsi in caso di arrivo della polizia – riassume compiutamente l'esperienza di vita che quei giovani vissero negli anni drammatici della dittatura militare di Videla. Anni in cui l'Italia si limitò a esprimere blande richieste di informazioni sulla sorte dei tanti cittadini italiani desaparecidos, per poi chiedere giustizia, in modo parziale e approssimativo, solo dopo la fine della dittatura. Narducci con questo lavoro prova, per parte sua, a pagare il debito collettivo che il nostro paese ha con tutta questa terribile vicenda, la cui storia rimane in Italia ancora poco conosciuta. E produce un'indagine rigorosa ma con un forte trasporto emotivo, che restituisce anima e corpo a ognuno di quei ragazzi. A chiudere, l'elenco di colpevoli e complici di quello che è stato definito un vero e proprio genocidio. Ho sempre sostenuto che fosse importante far sapere che il genocidio produsse 30.000 assassinati/desaparecidos, circa 8.000 prigionieri politici nelle carceri, circa 500 figli sottratti dai terroristi di Stato alle madri detenute e un numero incalcolabile di esuli. Ma, tuttavia, da sole, le cifre non riescono a trasmettere il senso reale della tragedia. Ogni numero di quella cifra immane, in realtà, riguarda una persona, una donna o un uomo, con un nome e una vita, carne viva, sangue e sudore nel momento del supplizio. Per questo credo sia importante, nella ricerca storica e nella trasmissione della memoria, far emergere e raccontare la vita delle persone, restituire un nome e un'identità a ciascuno di quei numeri, far conoscere chi erano quelle ragazze e quei ragazzi, far emergere dall'oblio – come un giorno mi ha detto uno dei testimoni incontrati nell'indagine – storie da tutti dimenticate.