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eBooks editi da Pisa University Press con argomento Ari di Formato Pdf

EBOOK   9788833391137

L'armonia delle opinioni dei due sapienti il divino Platone e Aristotele. E-book. Formato PDF Al-Farabi   -  Pisa University Press, 2018  - 

Nella Bagdad del X s. dell’era cristiana, IV dell’Egira, al-Fa¯ra¯bi¯ commenta le opere di Platone e di Aristotele e scrive trattati di filosofia, nella convinzione che l’eredita` greca trasmessa “da Alessandria a Bagdad” rappresenti il perno di una societa` umana virtuosa e lo strumento indispensabile per la compren- sione del senso del Corano. I nemici della filosofia accuseranno questo sapere antico ed estraneo alla fede islamica di essere empio, inutile, contraddittorio: l’Armonia, qui presentata con testo arabo rivisto, traduzione italiana e ampio commento, dimostrera` che essi si sbagliano. Non soltanto l’insegnamento di Platone e quello di Aristotele sono in pieno accordo, ma le apparenti di- vergenze sono il risultato di esegesi superficiali o faziose. Affinche´ i nemici della filosofia siano confutati, coloro che se ne considerano gli eredi nella citta` musulmana devono conoscere intimamente il pensiero di Platone e di Aristotele, che e` in profonda sintonia. Nel solco della tarda antichita` greca, che. nelle scuole neoplatoniche proclamava l’unita` delle dottrine di Platone e Aristotele, l’Armonia si presenta come una raccolta di argomenti di con- troversia. La sua attribuzione ad al-Fa¯ra¯bi¯ e` stata contestata da alcuni; altri hanno pensato che si trattasse di uno scritto divulgativo, in cui egli avrebbe addirittura sostenuto tesi di comodo: un’analisi paziente e rigorosa mostra che tanto i dubbi sull’autenticita` quanto la lettura dell’opera in chiave di pamphlet sono da archiviare.

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EBOOK   9788833390529

Le forme degli elementi: Isaac Abravanel e la tradizione aristotelica medievale. E-book. Formato PDF Elisa Coda   -  Pisa University Press, 2018  - 

Figura politica chiave nei regni di Portogallo, Spagna e Napoli e presso la Repubblica di Venezia, Isaac Abravanel (1438-1508) scrisse opere di varia natura, filosofiche, esegetiche e apologetiche. Epigono di un mondo che sarebbe presto scomparso, interessa gli storici della filosofia per diverse ragioni: le radici della sua formazione filosofica sono insieme medievali e rinascimentali; egli si fonda su un patrimonio di testi e dottrine ereditate dalla tradizione greco-araba e, soprattutto, sulla conoscenza della dottrine di Avicenna e al-Gazali e dei commenti di Averroè, ma non ignora autori della letteratura latina classica, testi della scolastica latina e della produzione letteraria del suo tempo, sia in prosa che poetici. Le forme degli elementi (?urot ha-yesodot) è il primo degli scritti di Issac Abravanel. Composto in Portogallo tra il 1457 e il 1467, fu edito a stampa nel 1557. In questo breve trattato, Abravanel analizza una questione posta dagli scritti di Aristotele e ricorrente nella letteratura filosofica dell’aristotelismo medievale arabo ed ebraico, soprattutto in rapporto all’esegesi della Fisica e della Generazione e corruzione: la costituzione del mondo creato. I quattro elementi del mondo sublunare, fuoco, acqua, aria, e terra, possono essere direttamente identificati con la materia prima originaria, o bisogna piuttosto affermare che essi derivino da proprietà primitive e che siano queste ultime a precedere gli stessi elementi?

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EBOOK   9788833390123

La zoologia di Aristotele e la sua ricezione, dall'età ellenistica e romana alle culture medioevali. E-book. Formato PDF Maria Michela Sassi   -  Pisa University Press, 2017  - 

Tema di questo volume, che raccoglie le relazioni della decima Settimana di formazione dottorale del Centro Interuniversitario “Incontri di Culture”, è la ricezione dell’opera zoologica di Aristotele dall’età ellenistica al tardo Medioevo. Stranamente, nella tradizione filosofica greco-romana dopo la morte di Aristotele il corpus dei suoi scritti zoologici sembra occupare un posto marginale, tanto più in quanto la Historia animalium conosce invece straordinaria fortuna nell’ambito della cultura generale (per esempio nella letteratura paradossografica e in quella fisiognomica, o nell’opera di Plinio il Vecchio). Sembra venir meno in ogni caso, dopo Aristotele, il progetto aristotelico di uno studio teorico e sistematico degli animali, che in apparenza rinasce solo nel XII secolo d.C., con il trattato De animalibus di Alberto Magno. I contributi qui raccolti dimostrano nel loro insieme che la storia non è così semplice. È anzi possibile disegnare una linea di ricezione in cui momenti e spazi innegabili di discontinuità (che nel pensiero greco si spiega con il mutare dell’agenda filosofica, evidente per esempio in area neoplatonica) procedono paralleli a un filo di continuità (solidissimo certo nel mondo arabo, ma tenuto ben teso, nel mondo romano, da un Galeno) che è quello che congiunge di fatto, attraverso l’opera di traduzione di Scoto, Aristotele all’età di Alberto Magno. Questo volume non intende certo esaurire la questione complessa della trasmissione e ricezione del corpus zoologico aristotelico, ma apre nuove vie di ricerca approfondendo autori, momenti e aspetti non usualmente valorizzati in questo orizzonte problematico.

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