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eBooks editi da Rizzoli con argomento Diritti di Formato Pdf
Il giorno più felice della mia vita. E-book. Formato PDF Sebastiano Mauri - Rizzoli, 2015 -
Siamo gli unici in Europa, insieme alla Grecia, a non aver legiferato sui diritti delle coppie dello stesso sesso. Ci è mancato il coraggio di accantonare vecchi luoghi comuni e di considerare che i pari diritti riguardano la vita di ognuno. Ci è mancato anche un libro come questo. Pagine taglienti e ironiche, che spiegano come in altri Paesi, dopo l'approvazione del matrimonio per tutti, la famiglia tradizionale non sia stata messa in discussione. Che raccontano di società ed epoche in cui l'unione tra persone dello stesso sesso era legale. E mettono a fuoco i gesti di omofobia contro i quali Sebastiano Mauri, e troppi italiani con lui, deve combattere. Un pamphlet acuto e anche ottimista. Perché una cosa è certa: è solo questione di tempo. A scendere in piazza, a breve, saranno madri e padri, fratelli e sorelle, amici, vicini di casa e colleghi di qualsiasi orientamento affettivo. L'obiettivo è uno solo, che ognuno possa sposare la persona che ama.
Cittadini a metà. Come hanno rubato i diritti degli italiani. E-book. Formato PDF Chiara Saraceno - Rizzoli, 2012 -
Davanti alla legge — ma anche alla scuola, al lavoro, alla pensione, alla politica, alla nascita e alla morte, all'infanzia e alla vecchiaia — non siamo tutti uguali. In Italia i divari salariali tra uomini e donne sono più elevati che nella maggior parte dei Paesi europei, e le donne sono di fatto escluse dai ruoli di potere: nei ministeri sono la metà dei dipendenti, ma solo un sesto dei dirigenti e nei consigli di amministrazione delle grandi aziende del Paese sono solo una su cento. I giovani scontano a caro prezzo la flessibilità di un mercato del lavoro privo di un adeguato sistema di protezione sociale. La crisi ha colpito le fasce economicamente più deboli e l'altissima pressione fiscale non è compensata da una redistribuzione efficace. Anzi, siamo ai primi posti nella graduatoria dei Paesi dove la sperequazione tra ricchi e poveri è maggiore. Questa cristallizzazione delle disuguaglianze fa scivolare indietro il nostro Paese. Uno Stato che ha delegato il welfare alla solidarietà familiare e le scelte sui grandi temi della vita e della morte alla Chiesa cattolica, che non investe nei piccoli e non protegge i vecchi non autosufficienti, non riconosce le coppie di fatto e fatica a riconoscere diritti agli immigrati, è frutto di una democrazia debole e di una cultura politica e civile dove maschilismo, familismo e razzismo formano spesso una miscela esplosiva. Eppure, in questi anni duri, i cittadini a metà hanno continuato a esprimere la lorovoglia di dissentire, di contare, di condividere diritti e responsabilità. È, la loro, una disponibilità preziosa che va riconosciuta e coltivata perché porta in sé la forza di reagire, e il respiro per affrontare le sfide politiche, economiche, etiche e sociali che ci attendono.