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eBooks editi da Adelphi con argomento Shakespeare
Shakespeare: Il teatro dell’invidia. E-book. Formato EPUB René Girard - Adelphi, 2014 -
René Girard ha sviluppato ormai da molti anni una teoria della società e della violenza che ha mostrato una grande forza ermeneutica, applicandosi via via, e sempre con risultati illuminanti, a materiali antropologici, alla tragedia greca e infine ai testi evangelici. Ed era quasi inevitabile che Girard mettesse il suo pensiero alla prova su Shakespeare, poiché nulla come Shakespeare dà l’impressione di una realtà totale e proteiforme, che sfugge beffardamente a ogni tentativo di definizione. E così è senz’altro – ma è vero anche, come questo libro documenta in modo stringente, che Shakespeare è il più ricco laboratorio dove osservare le categorie elaborate da Girard nel loro peculiare movimento: quella spirale che, a partire dal desiderio dell’essere di un altro (il "desiderio mimetico"), innesca un conflitto la cui violenza è domata solo sporadicamente mediante il sacrificio di una vittima designata, il "capro espiatorio". Attraversando l’intera opera di Shakespeare, da una commedia giovanile poco frequentata dalla critica quale "I due gentiluomini di Verona" a opere capitali come "Sogno di una notte di mezza estate", "Giulio Cesare" e "Troilo e Cressida", fino agli esiti tardi e supremi del "Racconto d’inverno" e della "Tempesta", Girard ha ritrovato in tutti i suoi ingannevoli meandri la drammaturgia del conflitto mimetico, che ha al suo centro il peccato più inconfessabile: l’invidia. Il risultato è doppiamente felice: da un lato la teoria di Girard si riveste del sontuoso tessuto della parola shakespeariana, dall’altro il testo di Shakespeare, crivellato da secoli di glosse critiche, conferma la sua inesauribilità, rivelando scorci, strutture e prospettive sconvolgenti che la critica anteriore non aveva saputo percepire.
Il mondo inquieto di Shakespeare. E-book. Formato EPUB Neil Macgregor - Adelphi, 2024 -
Un berretto di panno e una spada, un calice e una medaglia; il modellino di una nave e una forchetta dai rebbi appuntitissimi; l’occhio di un martire cattolico incastonato in un reliquiario d’argento e lo schizzo di una bandiera: ecco i protagonisti di una grande storia mai raccontata, dove si agitano immani conflitti e privati sommovimenti. Come in un sogno barocco, tutto succede a teatro. Non sul palcoscenico pero`, ma negli ultimi posti della platea. Siamo in Inghilterra, nel secondo Cinquecento, quando le commedie e le tragedie di Shakespeare appassionano un pubblico chiassoso e variopinto. Come in «La storia del mondo in 100 oggetti» Neil MacGregor guarda al passato attraverso la lente della vita, e racconta questa volta fatti e antefatti degli oggetti che gli spettatori di Shakespeare portavano con se´: aggeggi capaci di definire l’identita` sociale dei loro possessori, manufatti curiosi che svelano via via il piccolo enigma che li accompagna, inattesi congegni che ritrovano un significato. Ogni cosa e` una storia, e ogni storia cattura, per un attimo, la verita` di esistenze comuni, forse lontane dal primo piano dei grandi eventi, ma testimoni e protagoniste della cultura materiale del loro tempo.
Lezioni su Shakespeare. E-book. Formato EPUB W.H. Auden - Adelphi, 2021 -
Fra l’ottobre del 1946 e il maggio del 1947, con cadenza settimanale, Auden tenne alla New School for Social Research di New York un ciclo di lezioni dedicate al teatro e ai «Sonetti» di Shakespeare. Ma chi immagini austeri ed esclusivi seminari per dottorandi in letteratura inglese è decisamente fuori strada: Auden si rivolgeva a un pubblico variegato, tumultuoso ed entusiasta di non meno di cinquecento persone – tanto che era spesso costretto a «gridare a squarciagola» e pregava coloro che non riuscivano a sentirlo di non alzare la mano «perché sono anche miope». Armato solo dell’edizione Kittredge delle opere di Shakespeare, della vastità prodigiosa della sua cultura e del suo impareggiabile humour – ma soprattutto della convinzione che la critica è conversazione improvvisata –, Auden parlava a braccio, incantando tutti. Ma anche spiazzandoli con la sua temeraria spregiudicatezza di outsider: anziché affrontare le «Allegre comari di Windsor» fece ascoltare il «Falstaff», sostenendo che la pièce non aveva altri meriti se non quello di aver fornito spunto a Verdi. E giunto alla «Bisbetica domata» avvertì che non vi si sarebbe soffermato a lungo perché era un totale fallimento – prendendo le mosse da quella stroncatura per un «excursus» sulla farsa che spazia dal «Grande dittatore» di Chaplin a irresistibili considerazioni sulla guerra fra i sessi. Ma è forse nella lezione dedicata ad «Antonio e Cleopatra», l’opera prediletta, che ci è dato di cogliere le ragioni dell’appassionata adesione del pubblico, giacché anche nelle vesti di critico Auden resta essenzialmente un poeta, capace di «parlare a tutti» – con la stessa miracolosa leggerezza che attribuiva a Shakespeare.