Bollati Boringhieri eBooks
eBooks editi da Bollati Boringhieri con argomento Novecento
Dialogo tra una femminista e un misogino. E-book. Formato EPUB Maddalena Melandri - Bollati Boringhieri, 2025 -
Vienna, 1903. Al tavolo di un caffè va in scena un dialogo impossibile tra la pensatrice femminista Lea Melandri e il filosofo misogino e razzista Otto Weininger. È l’anno di uscita del suo Sesso e carattere, scritto che avrà ampia risonanza tra pensatori come Wittgenstein, Cioran, Musil, Joyce, Svevo, e che teorizza nero su bianco che la donna è «soltanto materia», «assenza di senso». Pochi mesi dopo, Otto Weininger, appena ventitreenne, si sparerà nella stessa stanza d’albergo in cui era morto Beethoven. In Italia sarà Sibilla Aleramo a leggere tra le prime Sesso e carattere e a diffonderlo, quando, a ridosso della pubblicazione della prima traduzione italiana, nel 1912, scriverà: «È un libro che desidero da molto tempo di leggere, perché deve essere ciò che di più intelligente finora è stato scritto contro la donna». Più di un secolo dopo, Lea Melandri vede in Weininger l’intellettuale che meglio di tutti aveva dato voce con lucidità visionaria alla Ragione su cui si era retta fino ad allora la civiltà greco-romana e poi cristiana, da Platone a Kant; il primo a rendersi conto che i «valori» in cui aveva creduto si stavano eclissando. Nella breve parabola tragica del giovane filosofo viennese Melandri vede incarnarsi il crepuscolo dell’Illuminismo: il lascito di un intellettuale incapace di sfuggire all’annodamento tra il sessismo, quale fondamento della Ragione classica, e la religione. Un immaginario corpo a corpo che è anche un viaggio nel tempo alla scoperta delle radici della cultura patriarcale, e dell’eredità che ancora le sopravvive.
Il Principessa Mafalda: Biografia di un transatlantico che ha fatto la storia. E-book. Formato EPUB Stefan Ineichen - Bollati Boringhieri, 2023 -
«Accanto all'eccezionale dimensione storica di respiro mondiale, una miriade di storie personali e private di celebrità che attraversano l'Oceano a bordo del Principessa Mafalda.»«Luzerner Zeitung»«In una sorta di trance incantata si seguono le molte tracce che semina Ineichen […] che descrive non solo la storia di una nave gigantesca, ma ci pone davanti a uno sgargiante panorama dell'epoca che si sviluppa in mille diramazioni.»«Salve»«Musica, stravaganza, cucina eccellente. Questo era il Principessa Mafalda, affondato nel 1927. Stefan Ineichen gli dedica un libro mozzafiato. […] un contributo incredibile e originale alla storia sociale, culturale, economica e tecnica del primo scorcio del ventesimo secolo.»«Neue Zürcher Zeitung»Raggiungere Buenos Aires da Genova in soli sedici giorni è un’impresa che diventa possibile nel 1908 con il varo del piroscafo Principessa Mafalda, fiore all’occhiello della Marina italiana. Chiamata così in onore della secondogenita del re Vittorio Emanuele III, la nave non era solo straordinariamente veloce, ma anche elegante e all’avanguardia, soprattutto nella classe di lusso dotata di sofisticate sale d’intrattenimento. Non era lo stesso per i migranti in terza classe che, stipati in soffocanti dormitori, venivano consolati solo dalle aspettative di una vita migliore. Stefan Ineichen offre qui un affascinante spaccato della storia culturale del primo Novecento, a partire dai molti illustri ospiti del transatlantico: da Pirandello a Gadda, da Richard Strauss a Carlos Gardel, da rivoluzionari comunisti a spie fasciste, dall’attrice Italia Almirante, che gira un film sull’Oceano, fino a Guglielmo Marconi, il quale perfeziona gli esperimenti sulla radiotelegrafia proprio a bordo del piroscafo. Il lettore riesce così a immergersi nella vita, nei sogni e nelle avventure dei singoli viaggiatori descritti non solo durante le emozionanti traversate, ma anche nei paesi di partenza e di destinazione. Ne emergono ritratti sorprendenti, e a volte inquietanti, della monarchia italiana, dello sfruttamento delle colonie, dei nazionalismi emergenti in Europa, ma anche delle esotiche tappe intermedie, delle condizioni di vita degli indigeni, fino alle idee anarchiche che filtravano nel nostro paese grazie ai migranti di ritorno. Nel 1927, dopo vent’anni di encomiato servizio internazionale, a causa di mancata manutenzione, il piroscafo si inabissa per sempre nelle acque del Brasile trascinando con sé centinaia di passeggeri. Ma la narrazione del Titanic italiano non finisce con il suo tragico naufragio: viene prima sfruttata dalla retorica fascista e poi insabbiata in complesse vertenze giudiziarie. I suoi avventurosi viaggi solcano la storia italiana e internazionale con grande disinvoltura: dalle vicende personali, intime e commoventi, ai grandi eventi che hanno segnato un’epoca.